Raccontata in un video la vicenda dell’adolescente analfabeta che ha imparato a leggere e scrivere grazie all’aiuto di molti

di Silvio MENGOTTO

La storia dell’adolescente rom Marius, raccontata in un video, è stata premiata il 13 maggio al Salone del Libro di Torino nell’ambito del concorso promosso dalla Regione Umbria “A corto di libri. I cortometraggi raccontano le biblioteche”. Il concorso, giunto alla quarta edizione, ha visto la partecipazione di 19 video provenienti da 11 regioni.

Nel 2010 Marius, allora 15enne e analfabeta, mendicava nella zona di piazzale Loreto. Voleva imparare a leggere e scrivere a ogni costo, tanto che, invitato a giocare, ogni volta rispondeva: «No, voglio scola». In otto mesi ha imparato l’italiano e ha iniziato a leggere e scrivere. Nel video dice: «La biblioteca è il posto più bello che ho conosciuto». Con lui è partita l’avventura della scolarizzazione promossa da molti volontari e dalla Comunità di Sant’Egidio, impegnati a dare lezioni a Marius tutti i giorni, dall’ottobre 2010 all’agosto 2011.

Per Flaviana Robbiati, insegnante di via Rubattino, il premio alla Fiera del Libro di Torino è « un grande riconoscimento all’impegno suo e di quanti in questi due anni hanno creduto in lui. Marius vive ancora in baracca, nella più assoluta precarietà e poverissimo, ma continua a studiare con i suoi insegnanti “speciali” e a frequentare la biblioteca del quartiere di Lambrate. Durante i tanti sgomberi subiti in questo periodo, ha sempre miracolosamente salvato i suoi quaderni dalle ruspe e dal fango. La sua è la storia di un ragazzo come ce ne sono tanti, tolto dalla strada grazie all’impegno di chi ha avuto fiducia in lui e alla sua grande volontà di costruire un futuro rispettato grazie alla cultura».

Marius non solo ha imparato a scrivere e leggere, ma, superando un esame, è riuscito a iscriversi a un corso professionale presso l’Associazione Le Vele di Pioltello. Dallo scorso settembre, ogni mattina parte da San Martino Siccomario ( Pavia ) per arrivare puntuale alle lezioni. Alle 17 riprende autobus e treno per tornare a casa. Dopo diversi sgomberi e notti passate all’addiaccio, oggi la sua abitazione è un vecchio casello ferroviario abbandonato nella campagna pavese.

Per frequentare la scuola Marius deve pagare i trasporti (circa 100 euro mensili) e il suo mantenimento presso la famiglia della zia (altri 100 euro) fino al luglio del 2012. Che fare? Le stesse maestre che l’hanno aiutato a imparare a leggere e scrivere hanno organizzato una vendita di collane, anelli, bigiotteria artigianale, acquerelli e pastelli per finanziare una borsa di studio. La vendita ha permesso di raccogliere 445 euro e, cosa ancor più importante, ha suscitato l’interesse di molti. La sua è «una storia – conclude Flaviana Robbiati – che potrebbe essere moltiplicata se le forze a disposizione e le borse di studio fossero molte, molte di più». Chi volesse finanziare una borsa di studio per Marius può contattare santegidio.rubattino@gmail.com

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