Domenica 9 marzo in Duomo l'Arcivescovo lo presiede nella celebrazione eucaristica delle 17.30. Monsignor Claudio Magnoli sottolinea il significato liturgico di questo gesto

di Annamaria BRACCINI

Monsignor Claudio Magnoli
Monsignor Claudio Magnoli

Le Ceneri che simbolicamente sono segno di penitenza, immagine, anche visivamente immediata, che richiama la caducità della vita terrena e la necessità della conversione, di quel «credere al Vangelo» pronunciato nella breve formula che ne accompagna l’imposizione sul capo, dopo la riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Rito che, nella Chiesa ambrosiana, non si compie nel mercoledì che per i cristiani prende il nome proprio dalle Ceneri come, invece, accade nel Rito Romano.

«La tradizione ambrosiana non ha mai conosciuto il mercoledì delle Ceneri, ma ha sempre rigorosamente dato avvio al periodo quaresimale con la domenica in capite quadragesima, come si legge nella dicitura latina», spiega monsignor Claudio Magnoli, responsabile del Servizio per la Pastorale liturgica della Diocesi, che aggiunge: «Per questo nella Chiesa ambrosiana il rito dell’imposizione delle Ceneri non ha mai avuto l’importanza che ha assunto nell’ordinamento liturgico romano. Con la riforma del Vaticano II si è voluto, comunque, dare una maggiore forza a tale momento suggerendo che venga compiuto di lunedì, laddove possibile, all’interno di una celebrazione appositamente pensata. Si è, tuttavia, permessa anche l’eventualità che, al termine delle liturgie della I domenica di Quaresima, vengano poste le Ceneri sul capo dei fedeli. Una scelta, questa, ispirata a motivi di ordine squisitamente pastorale e di opportunità».

È comunque preferibile compiere il rito all’interno di una liturgia, sia eucaristica che della Parola, specificamente dedicata? «Certamente una celebrazione a sé, ben preparata, con un invito forte a tutta la comunità, prende più significato, diventa più vigorosa aprendo con chiarezza al cammino penitenziale della Quaresima – risponde monsignor Magnoli -. In ogni caso, è importante sottolineare che i fedeli riconoscano in questo breve rito la scelta appunto di una via di penitenza con cui vivere i giorni verso la Pasqua del Signore. Non a caso, unitamente al gesto delle Ceneri si chiede anche il digiuno o un’attenzione particolare alla condivisione del bisogno. Ovviamente – conclude -, in questo contesto e come ogni aspetto della liturgia, il rito delle Ceneri non è un semplice atto che affonda le sue radici in una lontana tradizione, ma l’emblema vivo del riconoscimento di un’appartenenza: quella al popolo di Dio».

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