Redazione

Il primo Adamo

In profondità, unica è la struttura dell’uomo: “predestinato ad essere conforme all’immagine del Figlio suo” (Rm 8,29). Cristo è il primo Adamo, prototipo di ogni creatura (archè), sul quale è stampato ogni uomo. All’origine di tutto c’è la Famiglia Trinità, dove un giorno si decise: “Aggiungi un posto a tavola..!”.
Questo è il sogno e il disegno di Dio sull’uomo e sulla sua storia: da Unigenito il Figlio di Dio diviene Primogenito. Ogni uomo – è la sua verità – è creato (cioè strutturato con esigenze e bisogni previ la sua libertà) come: figlio di Dio, erede di casa Trinità, fratello con tutti gli altri uomini per formare – di qui e di là – una sola famiglia.
Un prototipo, Cristo, che ha vissuto da uomo per 36 anni, come Figlio obbediente al Padre e in piena sintonia con Lui, così da divenire alla fine (anche come uomo) erede di Dio: siede ora alla destra del Padre anche con il suo corpo risorto. La sua vicenda umana diviene paradigmatica dell’uomo.
Ne costituisce il senso di marcia.
In Cristo l’uomo trova risposta alle domande esistenziali fondamentali: l’identità, il destino e il senso!

Il Redentore
Dentro la vicenda di Gesù si legge anche di riflesso la vicenda dell’uomo ribelle, cioè dell’uomo che rifiuta il dono di Dio (e la verità oggettiva di se stesso). Cristo infatti si presenta come Redentore (o restauratore), cioè Salvatore.

Significa che nell’uomo c’è qualcosa da aggiustare.
La sua autosufficienza – il non riconoscersi più figlio di Dio, cercando un progetto alternativo a quello originario (creaturale) – comporta un duplice danno: l’impossibilità a realizzare una vita piena e soddisfatta;
una incapacità – una ferita – della propria libertà ormai incapace a realizzare il bene che vuole e a resistere al male che non vuole (Rm 7,18),
cioè un cuore dove spontaneamente pullula anche tanto male. Da qui vengono le ambiguità nella vita personale e sociale.

Bisogna prendere coscienza di questo limite. Cristo è appunto intervenuto come salvatore, a ridare all’uomo, se vuole, la riconciliazione con Dio e la possibilità (e i mezzi) per realizzare ancora quel sogno creaturale di Dio.

E’ il dono e la forza dello Spirito santo, comprincipio – essenziale anche oggi – e motore di vita in sinergia con la libertà dell’uomo per la sua unica e piena riuscita. San Paolo raccoglie come in sintesi il disegno di Dio sulla vicenda umana in cinque verbi, come cinque momenti della storia vera dell’umanità:

“Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno. Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati” (Rm 8,28-30).

Da qui viene la necessità di una educazione/correzione e della grazia di Cristo che risana fondamentalmente l’egoismo dell’uomo.

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