di Gianluca BERNARDINI

spotlight

Nel 2002 il team investigativo, denominato Spotlight, del Boston Globe ha pubblicato almeno 600 articoli sugli abusi sessuali commessi da più di 70 sacerdoti cattolici della Arcidiocesi di Boston, divenendo il caso che ha portato alla luce quella che oggi è definita «la sommersa piaga» della Chiesa cattolica di tutto il mondo. Uno degli orrori che hanno colpito al cuore non solo le vittime, ma anche la Chiesa stessa che da allora ha iniziato una campagna di trasparenza e «tolleranza zero» senza precedenti. Grazie all’idea del neodirettore del tempo, Marty Baron (Liev Shreiber), il quotidiano mise in atto una delle inchieste giornalistiche che hanno fatto la storia. Incaricato il gruppo di giornalisti, capitanati dal caporedattore“Robby” Robinson (il grande Michael Keaton), formato dai cronisti Sacha (Rachel McAdams) e Michael (Mark Ruffalo), nonché dallo specialista in ricerche informatiche Matt (Brian d’Arcy James), il giornale vinse il premio Pulitzer per il lavoro fatto, sfidando «i poteri forti» e dimostrando che nessuno può considerarsi «intoccabile». Tom McCarthy porta così in scena, insieme al co-sceneggiatore Josh Singer, una pagina felice per il giornalismo d’inchiesta, ma oscura per il tema trattato: dove vergogna, potere, accordi hanno prevalso sul dolore e sullo scandalo, fino a sommergere per tanto tempo, e forse per paura, il grande abominio della violenza sui piccoli. Cercando di restare il più fedele possibile ai fatti, il film, candidato a sei premi Oscar, intreccia molto bene il lavoro della redazione, con quello dell’ascolto delle vittime e di chi come allora, l’avvocato Mitchell Garabedian (Stanley Tucci), cercava in ogni modo di difenderle. Senza sconti, le colpe e il silenzio vengono qui condivisi, come del resto la domanda che arriva dritta, attraverso l’accostamento delle immagini (case e campanili), alla coscienza di ciascuno: «Come è possibile che tutto questo accadesse a ridosso della Chiesa (o dentro essa), tra i soggetti più deboli, senza che nessuno “autorevole” prendesse una seria posizione, alzasse la voce e facesse di tutto per gridarne l’aberrazione?». Monsignor Charles Scicluna, ora Arcivescovo di Malta, ma per diverso tempo incaricato dal Vaticano per studiare il tema della pedofilia nel clero, dice che ogni vescovo dovrebbe vedere (per imparare?) «Il caso Spotlight». Un’opera importante, storica, ma non esaustiva: le ragioni del «male», sotto ogni punto di vista, restano ancora piuttosto in ombra. Ci vorrà tempo per portarle a galla, perché tutto ciò non debba accadere mai più. Da vedere, con dolore.

Temi: abusi sessuali, pedofilia, clero, Chiesa cattolica, giornalismo, inchiesta, verità.

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