L’Arcivescovo di Manila, a Milano su espresso invito del cardinale Scola, ha presieduto in Duomo una celebrazione eucaristica. Presenti circa ventimila fedeli filippini

di Annamaria BRACCINI

cardinale Tagle

Ventimila persone e un’attesa, in Duomo e sulla piazza, che inizia già di prima mattina, divenendo vero e proprio entusiasmo quando alle 11.00 in punto il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, attraversa in processione, preceduto dagli striscioni delle singole comunità filippine diocesane e lombarde e accompagnato da oltre quaranta sacerdoti, le navate del Duomo.
Con un applauso fragoroso, che risuona dentro e fuori la Cattedrale, dove i fedeli possono seguire la Messa attraverso i maxi schermi, inizia la Celebrazione. Il vicario episcopale, monsignor Luca Bressan che porta il saluto dell’arcivescovo Scola , spiega: «Viviamo questa sua presenza tra noi come un dono prezioso che lo Spirito fa alla nostra Chiesa . Mercoledì avremo molto da imparare dal racconto della vita e della testimonianza della sua Chiesa».
Il riferimento è all’incontro che il cardinale Tagle, a Milano su espresso invito del cardinal Scola, avrà sempre in Duomo, mercoledì 26 febbraio, con il clero e i laici della diocesi ambrosiana, per far conoscere la realtà della Chiesa filippina. Appuntamento – questo – anche di solidarietà e di sostegno concreto. Infatti, l’Arcivescovo di Milano ha invitato i sacerdoti in prima persona e i laici a offrire un contributo a favore delle popolazioni colpite nel novembre scorso dal tifone Haiyan, che verrà consegnato direttamente nelle mani al Cardinale ospite, al termine dell’incontro sempre mercoledì 26.
Un evento atteso, dunque, peraltro inserito tra gli eventi previsti dal percorso pastorale “Il campo è il mondo” che stiamo vivendo in questo anno, ma anche un modo per riflettere, attraverso questa visita, sulla presenza dei fedeli originari delle Filippine in terra ambrosiana.
«Una presenza che sta nutrendo la vita quotidiana della nostra diocesi – nota monsignor Bressan – e che insieme è un dono e una sfida».
«Il futuro della fede e della Chiesa qui a Milano ci vede e ci vuole uniti», conclude, sottolineando la volontà «di fare sempre di più perché le comunità filippine siano una cosa sola con la nostra diocesi».
«Mi sento sempre vicino alla Chiesa di Milano perché ho studiato gli insegnamenti e la prassi pastorale di papa Montini», dice il Cardinale aprendo la sua omelia, «ma non ho studiato in Italia e il mio italiano è spesso limitato», aggiunge proseguendo la riflessione nella lingua nazionale più diffusa nelle Filippine, il tagalog. Anche i canti – eseguiti da un coro di 130 elmenti, alcune preghiere, la Prima lettura sono in questa lingua, mentre il Vangelo è proclamato sia in italiano che in tagalog.
Ed è appunto sulla Liturgia della domenica, penultima dopo l’Epifania, detta “Della Divina clemenza” che il Cardinale Tagle si sofferma: «Quando parliamo della clemenza del Signore parliamo del suo amore per noi, ma simultaneamente dobbiamo ricordare il mistero del peccato che per San Paolo è la dimenticanza di una relazione con Dio e con il prossimo». Da qui la precisa richiesta di avere una relazione autentica con il Signore e con i fratelli, perché «noi possiamo dimenticarci – e spesso accade – di Lui, ma Dio non si dimentica mai ed è sempre con noi».
Qualche parola dal tono scherzoso fa echeggiare tra le austere navate del Duomo, più di un momento di riso, come quando l’Arcivescovo di Manila osserva: «Non dimentichiamo, ogni mattina, i nostri cellulari e, invece, spesso ci dimentichiamo del Signore. IL richiamo è alla memoria «che ci porta al perdono e alla speranza e ci dice che anche davanti al peccato la vita può cambiare, mutando il nostro cuore».
Poi, i momenti suggestivi della Liturgia: i colorati doni portati all’altare, lo scambio della pace prolungato, il Padre Nostro in tagalog, con una catena di mani che si stringono e paiono abbracciare la Cattedrale e tutta piazza del Duomo. Ma il momento più bello è quello in cui tutti i più piccoli – tantissimi davvero con i loro genitori, spesso anche loro molto giovani – salgono sull’altare maggiore e si stringono intorno al Cardinale che, dopo un indirizzo di augurio del console generale delle Filippine, Lourdes Soliman Tabarno, li saluta affettuosamente, prendendone in braccio qualcuno. «Il futuro verrà», scandisce più volte, commosso Tagle.
Infine, dopo la processione tra due ali di folla nella navata maggiore, la benedizione alle migliaia che lo attendono in piazza, con un “buongiorno e buon pranzo”, che fa sentire un poco in piazza San Pietro. La folla sembra non voler lasciare il proprio illustre compatriota, che rientrato in un Duomo silenzioso e dai colori bellissimi attraverso la luce radiosa delle vetrate, sosta brevemente in preghiera presso la tomba del cardinale Martini, prima di rendere omaggio a San Carlo, scendendo nello Scurolo.
Il pensiero è ancora, a margine, per la famiglia e per le nuove generazioni, «non solo il futuro, ma il presente e possono dare tanto alla Chiesa e alla fede, specie in tempi difficili come quelli di oggi», osserva.

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