Conosciamo più da vicino la chiesa della parrocchia ospedaliera che attende la benedizione dell’Arcivescovo. Vi è ospitata anche un’opera a cera persa del maestro milanese

di Veronica TODARO

San Gerardo_Monza_Nastasio

Nella chiesa della parrocchia ospedaliera San Gerardo dei Tintori a Monza è tutto pronto per accogliere il cardinale Angelo Scola, che sabato alle 10 celebra il rito solenne di dedicazione dell’altare. All’interno della chiesa di circa 400 metri quadrati a pianta circolare, l’Arcivescovo potrà anche ammirare due opere artistiche uniche nel loro genere.

Entrando, infatti, sul lato sinistro si trova la cappella dedicata a San Gerardo dei Tintori. Sullo sfondo spicca un mosaico di quattro metri della ditta Mosaic Art di Domenico Colledani, raffigurante Monza all’epoca del santo. Al centro, invece, un bronzo del maestro Alessandro Nastasio, ottenuto col sistema rinascimentale della cera persa. Il santo è visto modernamente, a 180 gradi, bidimensionale, mentre attraversa il Lambro sopra il mantello dove sono evidenziate due ceste contenenti ciliegie e pane.

Non è certo la prima volta che Nastasio – pittore-scultore, ma anche incisore, orafo e poeta – interpreta la spiritualità. Nato a Milano nel 1934, si è inserito fra i grandi maestri dell’arte contemporanea e le sue opere si sono imposte all’attenzione di gallerie e collezioni private. In collaborazione con architetti di chiara fama, ha realizzato opere pubbliche e private, ha viaggiato in America, Asia e Oriente. Ha collaborato con parecchi editori, illustrando opere di grande pregio.

Il bronzo di San Gerardo si inserisce nel contesto di una chiesa che si prende cura del malato nella sua globalità, nata su un progetto che potesse essere per tutti senza barriere. L’esigenza di inserire un nuovo spazio liturgico all’interno del complesso ospedaliero San Gerardo di Monza nasce nel 2004. Nel 2006, grazie alla collaborazione con il direttore, dottor Ambrogio Bertoglio, l’architetto Edrisio Bruletti progetta una sala polifunzionale e la chiesa. Due parroci don Sandro Villa e don Egidio De Martin hanno gestito, con non poche difficoltà, il cantiere all’interno dell’ospedale. Di fondamentale importanza il supporto artistico di monsignor Giuseppe Arosio.

Dopo il trasferimento dei reparti dell’ospedale vecchio al nuovo, era stata infatti sentita l’urgenza di una struttura pastorale più ampia. Erano aumentati i malati e conseguentemente anche i loro parenti, che usufruiscono della Chiesa. L’Azienda ospedaliera aveva quindi messo a disposizione alcuni spazi già esistenti, ma da sistemare, in quanto abbandonati da più di vent’anni e altri da costruire ex novo. L’ospedale ha sistemato l’esterno della struttura, mentre la parrocchia ha dovuto pensare all’interno, uno spazio vasto di circa 1100 metri quadrati, comprensivi di Chiesa, sale per incontri e appartamenti dei cappellani. I costi dell’opera sono stati sostenuti in parte dall’Azienda ospedaliera e in parte dalla Parrocchia, che ha dovuto sobbarcarsi una spesa di circa un milione e mezzo di euro, in parte già finanziata, in parte da finanziare.

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