Le testimonianze di alcuni dei giovanissimi visitatori ai padiglioni e all’Edicola Caritas: «Così riusciamo a capire quanti poveri ci sono al mondo»

Di Marta ZANELLA

Ogni anno gli oratori estivi della Lombardia aggregano circa 500 mila ragazzi, e la metà di loro, quest’estate, andrà in gita all’Expo 2015. La stima è stata fatta dalla Duomo Viaggi, agenzia partner della diocesi di Milano proprio per le visite all’Esposizione Universale di Milano. Solo loro, intanto, hanno già venduto oltre 17 mila biglietti agli oratori e più di 17 mila alle scuole.

Chiusi i serpentoni dei ragazzi in gita scolastica con la fine delle lezioni, il Decumano – il viale centrale di Expo – ha iniziato a riempirsi di gruppi di bambini con i cappellini colorati e le magliette con gli slogan dell’anno: da Tutti a tavola ad Affamati di vita buona, il tema che sta guidando i percorsi estivi degli oratori è chiaramente legato a quello di Expo, Nutrire il pianeta.

Don Meo ha portato al padiglione della Santa Sede 83 bambini dei 180 iscritti alla sua “estate ragazzi” dell’oratorio di Ceva (Cuneo): dai piccolini dell’ultimo anno di asilo fino agli animatori, ragazzi delle scuole superiori. Con loro anche un nutrito gruppo di adulti. «Abbiamo pensato che Expo fosse molto adatto anche ai bambini. In particolare ci ha convinto la proposta di percorso fatta da Caritas, che fa riflettere sul problema dello spreco, aiuta a capire la valorizzazione del cibo, a non dimenticare i Paesi che non hanno alimenti sufficienti», spiega don Meo. Insieme al biglietto di ingresso, hanno scelto anche l’opzione del Minimo Comun Pasto, il pacchetto picnic a prezzo calmierato con una quota destinata a un progetto Caritas: «Ci interessava la possibilità di un pranzo di solidarietà». Prima di quello della Santa Sede hanno visto i padiglioni del Giappone, del Cile, del Marocco e di Israele: li aspettano ancora il padiglione Zero, il Children Park e l’Edicola della Caritas. 

Proprio alla Caritas i responsabili hanno preparato un percorso dedicato ai più piccoli, dai 6 ai 10 anni, che entreranno all’Edicola (e che da qui inizieranno la visita a Expo) truccati da bruchi, per poi uscirne trasformati in farfalle, «grazie alla crescita che si fa quando si scopre di poter condividere», spiegano.

I più grandicelli riescono invece ad avere momenti di confronto. Marta e Daniele, 12 anni ciascuno, dicono di essere rimasti a bocca aperta davanti alla Cadillac circondata da pagnotte e ripiena di fucili, opera dell’artista tedesco Vostell esposta all’Edicola. A Luca invece è piaciuta soprattutto la torre di monete, «che fa vedere bene quanti poveri ci sono nel mondo», prova a spiegare lui. Vengono dall’oratorio milanese di Greco, Milano, «la parrocchia che ospita il Refettorio Ambrosiano», sottolinea don Stefano Saggin che li accompagna. Sono 25 ragazzini di prima e seconda media, «quelli del percorso di catechesi con cui abbiamo lavorato tutto l’anno sui temi della condivisione – spiega don Stefano -. L’anno scorso li abbiamo portati a un incontro alla sede della Caritas Ambrosiana, siamo andati a conoscere meglio il servizio di guardaroba che abbiamo in parrocchia per chi ne ha bisogno, con i più grandi siamo anche stati al Sermig di Torino». Un percorso che li ha portati a «riflettere sui doni che Dio ci dà, come persone e come comunità», conclude don Saggin, anticipando che «l’anno prossimo probabilmente proseguiremo su questa strada: e dopo aver scoperto quanto abbiamo ricevuto, cercheremo di capire come possiamo aprirci agli altri».‎

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