In 65 trascorreranno alcuni giorni nel quartiere, ospiti delle famiglie che frequentano le parrocchie, raccontando ai coetanei la loro scelta vocazionale. Parla don Alberto Colombo

di Ylenia SPINELLI

Don Alberto Colombo

Sta per cominciare la sedicesima Missione vocazionale dei seminaristi dal titolo «Oggi devo fermarmi a casa tua». Sarà la prima, dopo tanti anni, a Milano, precisamente nel decanato Città Studi. Da sabato 4 a martedì 7 ottobre, 65 studenti del Quadriennio teologico lasceranno la comunità di Venegono per condividere la quotidianità delle famiglie che li ospiteranno. «Scopo della Missione è proprio quello di far conoscere il Seminario e la vocazione al ministero ordinato attraverso l’incontro con i futuri preti – spiega don Alberto Colombo, responsabile della Pastorale vocazionale del Seminario -. Questo incontro arricchisce tutti e provoca tante domande sulle scelte di vita di ciascuno e sui cammini di fede». Ecco perché è un appuntamento tanto atteso dalle diverse zone della Diocesi, che ogni anno, sin dall’esperimento della prima Missione vocazionale del 1999 a Busto Arsizio, si candidano per ospitare i seminaristi.

«Questa volta, però, per noi è un po’ una sfida – prosegue don Colombo – infatti, nei paesi e nelle cittadine, come quelle dove siamo stati in precedenza, i preti e i seminaristi sono riconosciuti e tenuti in considerazione per il ruolo che hanno, mentre in una metropoli come Milano si è riconosciuti in base alle relazioni umane che si sanno costruire. Sarà dunque maggiore il nostro sforzo per cercare di entrare in dialogo con tutti, anche con chi non è “del nostro ambiente”. Richiederà una buona dose di umiltà e questo, sono sicuro, ci farà bene».

Anche don Alberto farà volantinaggio alle fermate della metropolitana, con i seminaristi e i giovani del decanato, sin dalle prime ore della mattina, per cercare di invitare il maggior numero possibile di persone ai vari appuntamenti. «Ci metteremo alla pari di chi propone locali dove andare a mangiare la pizza e il kebab – prosegue il sacerdote –  ci sentiremo uno tra i tanti, ma solo così impareremo ad essere una Chiesa veramente in dialogo con la gente».

Tra i vari appuntamenti in calendario, grande importanza avrà quello con gli universitari di martedì 7 ottobre al teatro Leonardo, caratterizzato dalla tavola rotonda dal titolo «Quando la laurea non basta». «Io stesso, come molti altri seminaristi che hanno frequentato l’università – confessa don Colombo – ho sperimentato che a un certo punto della vita la laurea e il lavoro non mi bastavano più per essere realmente felice, così la domanda sul perché non fare il prete ha incominciato a farsi strada nel mio cuore». Scaturirà sicuramente un dibattito interessante tra gli studenti, il rettore del Seminario, don Michele Di Tolve, e mons. Pierantonio Tremolada, Vicario episcopale per l’evangelizzazione e i sacramenti. Ci saranno anche le testimonianze di un giovane laureando e un seminarista.

La Missione contribuirà ad arricchire non solo la gente del decanato, ma gli stessi studenti di Teologia, invitati, tra le altre cose, a partecipare a un incontro all’Istituto nazionale dei tumori, presenza significativa sul territorio. Un territorio con sette chiese, molto fertile dal punto di vista vocazionale: nella parrocchia di Santa Croce vive infatti la comunità religiosa dei padri Stimmatini, inoltre è originario di lì il futuro prete Andrea Arrigoni. Provengono invece dalla parrocchia dei Santi Martiri Nereo e Achilleo un giovane appena entrato in Seminario e uno studente di quarta Teologia.

Ci sono poi le suore di via Ponzio, che gestiscono una mensa per i poveri. «Eravamo prevenuti – conclude don Alberto – ma, da un primo sopralluogo, abbiamo trovato comunità vivaci e oratori per nulla poco frequentati». La speranza è che la freschezza e l’entusiasmo vocazionale dei seminaristi riesca, ancora una volta, a contagiare tanti.

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