Le parole del cardinale Scola all’inaugurazione della Fiera e della Libreria della Famiglia. Gli interventi del cardinale Antonelli, di monsignor Brambilla e delle autorità istituzionali

«Voglio solo esprimere con una formula lo scopo di questo grande lavoro compiuto in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie: l’evento che abbiamo cominciato a vivere domenica scorsa col mandato ai 5.400 volontari è un evento straordinario, voluto, pensato e programmato per potenziare la vita ordinaria della Chiesa». Con queste parole il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, ha aperto questa mattina la conferenza stampa che ha preceduto l’inaugurazione della Fiera della Famiglia allestita presso Fieramilanocity per Family 2012.

L’Arcivescovo ha sottolineato che si tratta di un evento destinato a durare nel tempo: «In casi come questi, con troppa superficialità si dice che simili eventi impiegano molte energie e poi finiscono nel nulla. È un giudizio superficiale, perché essi nascono da un lavoro capillare, coinvolgono nella fase preparatoria moltissime migliaia di persone, molte realtà di parrocchie, migliaia di volontari, centinaia di relatori provenienti da tutto il mondo». Secondo Scola, il nucleo fondamentale della riflessione sul tema “La famiglia: il lavoro e la festa” non sarà soltanto intellettuale, ma sarà espresso anche «attraverso i gesti liturgici, le forme artistiche, la conoscenza reciproca, la condivisione». E la presenza del Santo Padre «già segna la strada perché l’evento rifluisca poi nell’ordinario, dentro la vita personale di ogni cristiano e di ogni comunità cristiana». Il cardinale ha rivolto anche un pensiero particolare alle altre vittime provocate dal terremoto: «Questo è un appuntamento che mette in evidenza gli affetti attraverso l’amore oggettivo della famiglia e in questo quadro vogliamo dire fin d’ora la nostra solidarietà alle vittime, assicurando loro la nostra preghiera e il nostro aiuto materiale».

Vicinanza «con la preghiera e con il cuore» alle popolazioni e alle famiglie colpite dalla «nuova scossa di terremoto» è stata espressa anche dal cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia. Antonelli ha ricordato come «l’obiettivo generale del Congresso teologico pastorale» è la trattazione nella «prospettiva antropologica e teologica» del tema dell’evento “La famiglia: Il lavoro e la festa”. «Si metterà in evidenza – ha proseguito – che la cosiddetta famiglia normo-costituita, ovvero la coppia stabile con due o più figli, è più felice e più vantaggiosa per la società, lo dimostrano le inchiesta sociologiche fatte sul tema». Il Cardinale ha spiegato che «anche se questo tipo di famiglia è più povera è più ricca di relazioni umane, produce capitale umano per il lavoro, il mercato e le imprese e crea la festa in casa, nella comunità religiosa e nell’ambiente sociale». Il cardinale Antonelli ha evidenziato infine che «in tempo di crisi occorre comprendere la situazione di sofferenza delle persone e promuovere una famiglia solida e non ibrida, necessaria per la felicità delle persone e per il vantaggio della società».

All’interno del VII Incontro mondiale delle famiglie, un percorso specifico di riflessione sarà offerto dal Congresso internazionale teologico-pastorale. Monsignor Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara e presidente del Comitato scientifico del Congresso, lo ha presentato come un appuntamento che «dipanerà il filo rosso del tema nella tensione tra famiglia e società». «L’esperienza familiare – ha affermato il vescovo – sperimenta la sua fragilità ed è particolarmente vulnerabile di fronte ai processi sociali. Per questo, le tre giornate del VII Incontro mondiale delle famiglie «partono dalla vita quotidiana per aprirla al mondo, insistendo sulla famiglia come luogo di apertura alla società e sulla società come spazio che deve considerare la famiglia come motore propulsivo». Al centro dell’attenzione sono le relazioni familiari, che «da un lato sono da collocare realisticamente nelle forme attuali con cui lavoro e tempo libero influiscono sulla vita di coppia e l’educazione dei figli, dall’altro potranno diventare occasione per trasformare il mondo mediante il lavoro e per umanizzare il tempo mediante il senso cristiano della festa, in particolare della Domenica».

Alla cerimonia di inaugurazione della Fiera sono intervenute anche le istituzioni, a partire dal vice-sindaco di Milano Maria Grazia Guida, per la quale le istituzioni si devono impegnare nella «promozione e valorizzazione della famiglia con misure a sostegno della natalità, della familiarità, del diritto alla casa, dei giovani, come in effetti stiamo già facendo»; per arrivare a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, secondo il quale «la famiglia è la prima agenzia di welfare e occorre investire in essa in un’ottica sussidiaria», ricordando anche misure regionali come il «Fondo Nasco, per le donne che hanno deciso di non abortire». Per Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, «la famiglia è la cellula primigenia della nostra società e introduce nei valori della vita», essa vuol dire «responsabilità pubblica, educazione, la buona notizia del terzo millennio».

A esprimere alte aspettative sono stati Alfonso e Francesca Colzani, responsabili del Servizio per la Famiglia della Diocesi di Milano: «Ci accingiamo con grande serenità a questi momenti del congresso, ci aspettiamo di incontrare e conoscere famiglie delle più svariate provenienze e quindi arricchire la nostra esperienza. Ci aspettiamo un buon ritorno nell’ordinario al termine degli incontri».

«Il VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano è un grosso evento di partecipazione dal basso, che vede molte famiglie coinvolte». Lo ha affermato Eugenia Scabini, preside della Facoltà di psicologia dell’Università Cattolica e consultore del Pontificio Consiglio per la famiglia. «Le famiglie – ha aggiunto – hanno aperto le loro case ad altre provenienti da tutto il mondo. In un momento in cui tutti siamo concentrati su noi stessi questa testimonianza di apertura è una risorsa inesauribile di fiducia». Per Scabini, «la famiglia non è solo una realtà privata, ma riconoscibile a tutte le latitudini e l’evento di Milano sarà l’occasione di reciproco riconoscimento per le famiglie». Scabini ha anche sottolineato che «deve venire fuori questa novità della famiglia, questo grande lavoro che fa, che è il lavoro di cura, che si svolge quotidianamente dalla mattina alla sera e riguarda tutti, bambini, anziani e disabili. Nella famiglia si fa esperienza primaria, si impara la logica del lavoro e della comune responsabilità».

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