«Stiamo invitando tutti i nostri “fidei donum”, in accordo con le Diocesi locali, a inviare qualche loro famiglia» anticipa don Antonio Novazzi. Saranno accolte dalle parrocchie ambrosiane

di Luisa BOVE

Family 2012

C’è grande mobilitazione per il VII incontro mondiale delle famiglie e sono attesi a Milano anche rappresentanti dei Paesi del Sud del mondo. «Per noi sarà un evento missionario – esordisce don Antonio Novazzi, responsabile in diocesi della Pastorale missionaria -, per questo ci sentiamo tutti coinvolti e siamo contenti della possibilità che viene data alle nostre comunità cristiane a Milano. È uno spalancare lo sguardo sul mondo a partire da una realtà concreta e quotidiana come la famiglia».

Come state seguendo o sollecitando i fidei donum e le loro comunità?
Stiamo invitando tutti i nostri fidei donum, in accordo con le diocesi locali, a inviare qualche loro famiglia come regalo alle nostre comunità cristiane. Qualche risposta è già arrivate, per altre siamo in attesa: Albania, Zambia, Perù… L’idea è di accogliere queste famiglie nelle nostre parrocchie, sapendolo fin d’ora, così che si possa creare un collegamento migliore. Le comunità si possono scrivere, coinvolgendo anche i ragazzi dell’oratorio, per far conoscere di più anche la cultura, la geografia e la storia delle famiglie che verranno qui. Così si crea una comunione tra Chiese.

Ci sono parrocchie ambrosiane che si sono rese disponibile ad accogliere famiglie che arrivano dalla terra di missione?
Alcune parrocchie ci hanno già segnalato la loro disponibilità e qualcuna si sta preparando con un programma di accoglienza. Ciò significa coinvolgere non solo il gruppo familiare, ma anche gli adolescenti, i giovani e i ragazzi nel cammino di catechesi. Ospitare vuol dire anche raccogliere contributi: per chi arriva da lontano infatti è difficile sostenere il viaggio. So che in diocesi alcune parrocchie, anche dello stesso decanato, si sono messe insieme per condividere l’esperienza e la responsabilità dell’accoglienza.

La speranza è che questi esempi siano imitati anche da altri?
Sì, anche perché non ci sono solo le comunità dei nostri fidei donum, ma di tutti i missionari nativi della diocesi. Nei prossimi giorni l’Arcivescovo manderà gli auguri di Natale e ne spedirà più di 1500 tra missionari, religiosi, laici, fidei donum (e non) legati alla diocesi di Milano. Tutte le comunità ambrosiane quindi potranno accogliere almeno una famiglia del Sud del mondo.

Per le comunità africane, peruviane, brasiliane… questi mesi saranno preparazione al grande raduno del 2012…
Sarà l’occasione di una conoscenza e di un approfondimento sul cammino delle famiglie, nel rispetto della cultura di ciascuno. È una grande opportunità loro, ma anche per noi, creando un gemellaggio tra la diocesi di Milano e quella di Huacho o di Garoua, per una riflessione comunitaria sulla famiglia, riconoscendo le diversità, ma sapendo che ci accomuna l’esperienza di credenti.

A Milano la nostra Chiesa incontrerà tante Chiese più giovani…
Sarà un’esperienza che rientra nel cammino dei fidei donum e occasione di grande fratellanza: la Chiesa più antica e la Chiesa più giovane hanno bisogno di arricchirsi l’una con l’altra, ognuna infatti ha doni da offrire.

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