Questo il tema che accompagnerà la preghiera dei 14enni durante la salita, al termine della quale i ragazzi della Professione di fede incontreranno l’Arcivescovo .Quattromila i partecipanti

di Mario PISCHETOLA

Sacro Monte

Il cammino al Sacro Monte di Varese, che si terrà sabato 5 maggio dalle ore 15, sarà un’altra “prima volta” con il cardinale Angelo Scola con i ragazzi. Dopo i giovani e gli adolescenti, l’Arcivescovo incontrerà i quattordicenni che hanno celebrato o celebreranno la loro Professione di Fede nel corso di quest’anno. Ne sono previsti almeno quattromila da tutta la diocesi. Sarà un incontro inserito in un contesto di preghiera, posto a conclusione di una salita che i preadolescenti svolgeranno, a piccoli gruppi, recitando il Santo Rosario.

«La preghiera mariana del Rosario – commenta don Samuele Marelli, responsabile del Servizio ragazzi, adolescenti e oratorio – diventa per i ragazzi una scoperta di come sia possibile pregare in semplicità, partendo dalla Parola di Dio e in particolare dal Vangelo. La preghiera è legata alla salita e quindi all’esperienza della fatica che è condizione essenziale per cogliere come la dimensione spirituale sia sempre accompagnata dall’impegno personale, dalla forza di volontà e anche dalla corporeità».

“Effatà” sarà il tema che condurrà il Cammino al Sacro Monte. L’espressione del Vangelo “Apriti!” sarà rivolta anche ai quattordicenni perché possano “sbloccare” la loro esistenza, vincere le loro resistenze e rinnovare la loro scelta di fede: «L’incontro al Sacro Monte – continua don Marelli – segue un itinerario di preparazione in cui i ragazzi hanno riflettuto sul loro modo di entrare in contatto con la realtà. La fede, vissuta innanzitutto come dono ricevuto, è capace di illuminare lo sguardo, di orientare le parole e di porsi in modo nuovo nei confronti delle persone, degli affetti e degli impegni quotidiani. Abbiamo usato l’immagine dei cinque sensi per accompagnare i ragazzi ad accorgersi che c’è un “sentire” che è innanzitutto un sentimento del cuore: si può così andare nel profondo e comprendere che siamo “toccati” da Dio e dal suo desiderio di salvarci».

L’immagine dei cinque sensi guiderà anche la salita al Sacro Monte. Ogni decina del Rosario sarà introdotta da un brano evangelico che evoca uno dei nostri sensi. «A ogni tappa del cammino gli educatori inviteranno i ragazzi – ribadisce don Marelli – a confrontarsi con il Vangelo, percependo il modo in cui il Signore Gesù ci salva attraverso i suoi gesti e le sue parole ma anche grazie al nostro movimento di reazione al male e di azione deliberata verso il bene».

“Effatà” sarà la parola chiave del momento di preghiera conclusivo, in cui verrà ribadita la necessità di aprirsi ai doni di Dio e a riconoscerli nella vita di tutti i giorni. «L’Effatà – conclude don Marelli – richiama il gesto compiuto dal sacerdote nel giorno del Battesimo sulle labbra e sulle orecchie per un’apertura nei confronti della Parola di Dio. Per i ragazzi Effatà significherà accettare di fondare con più determinazione la propria vita su quella Parola che li ha plasmati e ancora intende orientare le loro scelte. Al termine della preghiera l’Arcivescovo consegnerà simbolicamente ad ogni quattordicenne la croce del cammino che rimarrà per ciascuno il segno di una fede rinnovata nel Crocifisso Risorto».

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