La costituzione di una banca dati relativa ai disegni di architettura della cattedrale di Milano, d’intesa con le istituzioni proprietarie, gestibile e consultabile via internet e in grado, dunque, di ricongiungere virtualmente disegni sparsi nelle collezioni di tutto il mondo, impensabile sino a pochi anni fa, è oggi divenuta fattibile grazie alle nuove risorse tecnologiche.

Duomo Milano disegno

La maggior parte dei modelli e dei disegni architettonici prodotti per il Duomo di Milano è oggi andata perduta oppure è dispersa in decine di musei o fondazioni di tutto il mondo. Se ne è conservato solo un piccolo numero: circa 250 disegni e 3 modelli lignei. La storiografia, i diversi enti proprietari dei fogli superstiti e gli studiosi da molti anni lamentano la mancanza di un corpus sistematico che raccolga tutti i disegni di architettura del Duomo, in particolare quelli più antichi, elaborati tra il XIV e il XVIII secolo. La costituzione di una banca dati relativa ai disegni di architettura della cattedrale di Milano, d’intesa con le istituzioni proprietarie, gestibile e consultabile via internet e in grado, dunque, di ricongiungere virtualmente disegni sparsi nelle collezioni di tutto il mondo, impensabile sino a pochi anni fa, è oggi divenuta fattibile grazie alle nuove risorse tecnologiche.

Raccogliere analiticamente tutta la produzione grafica architettonica relativa al Duomo significa poter disporre per la prima volta di uno strumento indispensabile, sia per lo studio dei singoli materiali in sé, sia per l’approfondimento delle conoscenze sui monumenti e opere a cui i disegni si riferiscono e sulla cultura architettonica e artistica che li ha prodotti. La realizzazione del corpus, primo e importante risultato concreto della ricerca, consentirà inoltre per la prima volta di avere a disposizione una base, seppur legata a un singolo cantiere, sulla quale approfondire tematiche relative alla storia del disegno, agli strumenti e alle modalità di produzione, trasmissione, diffusione dei progetti, al loro utilizzo nel cantiere e ai loro rapporti formali e tecnici con altri contesti culturali.

Il punto a Milano
Milano è particolarmente priva di studi analitici sulla produzione grafica di soggetto architettonico, in particolare per i secoli XIV, XV e primo XVI secolo (mentre maggiori sono gli studi relativi al secondo Cinquecento e Seicento). Fanno eccezione alcuni inventari delle maggiori collezioni milanesi, e in particolare quello della Raccolta Bianconi, che ha avuto il pregio di rendere noto il materiale presente, già in parte schedato da Paolo Mezzanotte, e quello relativo al codice F. 251 inf. della Biblioteca Ambrosiana, curato dall’università di Notre-Dame (Indiana, Usa). Si segnalano inoltre, alcuni interventi relativi alle produzioni lombarde conservate presso il Victoria and Albert Museum e il British Museum di Londra, ma pur sempre nella forma di inventari.

Anche la produzione grafica relativa alla cattedrale non è finora stata mai raccolta e analizzata in uno studio unitario, se non per la più tarda vicenda della facciata. Eppure, alcuni dei fogli prodotti in Lombardia sono, nonostante le lacune storiografiche, molto noti nell’ambito della storia dell’architettura e hanno avuto quindi una notevole fortuna critica, in particolare quelli tradizionalmente assegnati all’ambito bramantesco, che trovano quindi spazio all’interno delle ricerche su Bramante architetto, oppure i disegni dei codici di Leonardo, che comprendono anche quelli per il tiburio del Duomo. Per ciò che riguarda le tecniche del disegno, l’analisi dei materiali, dei metodi di rappresentazione e delle unità di misura adottate ci si trova di fronte a una quasi totale assenza bibliografica, così come molto rari sono i contributi che affrontano i problemi di contesto: per esempio la circolazione delle carte, la configurazione delle botteghe di cartolai e librai e della produzione tipografica del tempo, inscindibilmente legata alle forniture dei materiali con i quali si realizzavano i disegni. Si segnala inoltre l’attuale assenza di una scheda catalografica e critica per l’analisi dei disegni di soggetto architettonico, motivo per cui la ricerca potrà costituire un utile termine di confronto per la discussione sui criteri di metodo, insieme ad altri esempi di schedature utilizzate all’interno delle singole collezioni.

Il Duomo di Milano
I più recenti studi dedicati alle vicende storiche del Duomo (per esempio i dibattiti per il tiburio, la Porta verso Compedo e la facciata) hanno messo in evidenza la necessità di un corpus che raccolga tutti i disegni di architettura tra XV e XVIII secolo della cattedrale milanese, lamentando allo stesso tempo indagini sempre più frammentarie in merito a singoli disegni o artisti.

L’idea di un immenso catalogo di tutti i disegni relativi alla più rappresentativa architettura milanese, dispersi oggi in molte istituzioni diverse, sarebbe senza dubbio di grande utilità per gli studi, sebbene costituisca una ricerca che comporterebbe l’impiego di numerose forze per più anni. Il progetto consentirà di sviluppare una collaborazione a più livelli sia in ambito accademico, con il coinvolgimento di studiosi e ricercatori che da tempo si occupano delle problematiche relative allo studio, la conservazione, la valorizzazione delle opere d’arte grafiche, sia con le istituzioni che possiedono i materiali interessati, nonché con tutti quegli enti, che sebbene non direttamente coinvolti nella ricerca, possono trarre dai suoi esiti contributi di notevole interesse anche nell’ambito della valorizzazione delle collezioni e dell’alta divulgazione culturale. La ricerca in questione, oltre a promuovere la conoscenza dei materiali oggetto di indagine, spesso di difficile approccio, alcuni dei quali totalmente inediti o mai riprodotti, consentirà di ottenere nuove conoscenze in diversi settori della storia dell’architettura e della storia dell’arte.

Obiettivi
Il progetto promosso dal Politecnico di Milano si propone di raggiungere nei tempi previsti cinque importanti risultati:

1) La definizione di opportuni criteri scientifici e rigorosi di analisi dei materiali, che costituiscano una base univoca di approccio, che sarà applicata a tutti i materiali, in modo da garantire una omogeneità dei risultati. Tale risultato potrà essere di stimolo al dibattito critico sulle metodologie di studio del disegno di architettura e potrà costituire un termine di confronto con gli organi deputati alla valorizzazione del patrimonio e segnatamente con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) in merito allo specifico problema dei disegni di architettura.

2) La creazione di un catalogo dell’intera produzione grafica relativa all’architettura del Duomo di Milano nei secoli XIV-XVIII.

3) Questo corpus organico, seppur dedicato a un solo monumento, potrà altresì documentare l’evoluzione del disegno architettonico in Lombardia dal XIV al XVIII secolo dal punto di vista delle tecniche, dei modi di rappresentazione e dei rapporti con la prassi progettuale.

4) La redazione di schede critiche sui singoli disegni, che possano renderne la complessità del processo progettuale legato ai monumenti di riferimento, affrontando le problematiche attributive e cronologiche che rappresentano per molti dei disegni il nodo più stretto da sciogliere.

5) La divulgazione dei risultati scientifici, alimentando un più vasto interesse del pubblico verso il cantiere storico della cattedrale e verso materiali poco noti e spesso di difficile fruizione.

Il catalogo finale sarà infatti messo interamente a disposizione attraverso la rete informatica.

Una delle ambizioni più elevate di questo progetto di ricerca è quella che, attraverso la definizione di criteri di analisi del materiale e di contestualizzazione nelle direzioni più ampie possibili, scientificamente rigorosi e unitari, esso possa in qualche misura costituire un modello per gli studi futuri, che vogliano tentare raccolte simili sia per territorio sia per ambiti culturali.

Tutte le informazioni su http://www.disegniduomomilano.it

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