“Se non ci credi, chiedilo a loro”. Detto, fatto. Lo spot che identifica quest’anno la campagna di promozione per l’8×1000 alla Chiesa cattolica è rimbalzato pure a Milano. Alla vigilia della giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico della chiesa (6 maggio), nel capoluogo lombardo si è tenuto un incontro che ne ha assunto il refrain. Ma soprattutto ne ha ripreso il metodo.

La platea, composta per lo più da operatori dei Caf Acli, ha potuto infatti ascoltare alcune testimonianze dirette di come le somme provenienti da questa voce aiutino a sostenere anche opere presenti sul territorio ambrosiano. Tra le altre: il nuovo complesso parrocchiale della Pentecoste nel quartiere di Quarto Oggiaro, a cui sono andati due milioni di euro; oppure l’associazione Sarepta che negli ultimi cinque anni è stata raggiunta da 160 mila euro; e infine il Fondo famiglia lavoro, appena rilanciato nella seconda fase con l’ausilio di 500 mila euro provenienti proprio dal gettito in questione.

Gli esempi citati sono solo una certificazione antologica di quanto il territorio tragga beneficio da una firma, che non costa nulla, posta sulla dichiarazione dei redditi. Le schede di tanti altri casi simili, in continuo aggiornamento, possono essere consultate sul sito della diocesi di Milano (www.chiesadimilano.it) oppure su quello della CEI (www.sovvenire.it) alla voce “Mappa delle opere”.

Interessanti sono stati poi i dettagli forniti, nella stesso incontro, circa la ridistribuzione – sulla base di un decreto del Card. Angelo Scola – della somma che la diocesi ambrosiana ha ricevuto dai fondi nazionali provenienti dall’8×1000.

Nel 2011 sono giunti a Milano, in totale, circa 12 milioni di euro. Quasi 5 milioni impiegati per interventi caritativi a favore di persone bisognose singole o assegnate ad opere diocesane impegnate con anziani, tossicodipendenti, donne, minori, malati psichici, carcerati…; poco più di 7 milioni invece utilizzati per esigenze di culto e pastorale assegnati a parrocchie in condizioni di straordinaria necessità, centri pastorali, mezzi di comunicazione sociale, oratori, fondazioni, formazione di sacerdoti e laici…

Insieme a tali somme sono ritornati in diocesi pure, gestiti dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, circa 19 milioni di euro per l’integrazione della remunerazione dei preti.

La particolarità di queste cifre sta nel fatto che ogni anno la bilancia tra entrate ed uscite è pari a zero. Ciascun singolo euro cioè è destinato ad indirizzi concreti del territorio e nulla resta impigliato nella  catena distributiva. 

Ne sono coscienti quegli ambrosiani che hanno firmato a tale scopo e che riconfermeranno la loro fiducia pure quest’anno. Al momento sono noti solo i dati consuntivi relativi alle dichiarazioni dei redditi 2008. Per quell’anno nella diocesi di Milano i contribuenti sono stati 3.901.799 e, sulle dichiarazioni firmate, la percentuale di opzioni a favore della Chiesa cattolica è stata pari a 84,90%. A livello nazionale, nello stesso periodo, la percentuale di scelte per la Chiesa cattolica è stata dell’85,00%.

L’incontro milanese, organizzato dal competente ufficio di curia, oltre a fornire con trasparenza le cifre, ha inteso riaffermare la dimensione pastorale della giornata di sensibilizzazione per il sostegno economico della chiesa. Il suo rilievo educativo è indubbio, poiché il valore del sostegno alla Chiesa e della distribuzione equa dei beni è argomento che attraversa i tempi e le modalità operative e ne configura l’immagine di Chiesa-comunione. Quella pensata dal Concilio Vaticano II.

 

Massimo Pavanello

Incaricato diocesano

Servizio per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa

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