Schuster amministrava il sacramento nelle parrocchie di appartenenza, Montini lo fece spesso in Duomo. Per Colombo si trattò di eccezioni, con Martini l’ultimo precedente ventun’anni fa

di Annamaria BRACCINI

Duomo

Sono trascorsi molti anni, venticinque per l’esattezza, da quando, per l’ultima volta, l’Arcivescovo di Milano ha amministrato il Sacramento della Confermazione in Duomo ai ragazzi di un Decanato. È infatti dal 1989 che ciò non accade, se si esclude naturalmente la Cresima che, ogni anno, viene conferita dal Cardinale nella Veglia Pasquale ai catecumeni tra i sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Non è semplice ripercorrere la storia dei precedenti, almeno recenti, dell’evento di fede che la Chiesa ambrosiana vive in Duomo oggi, con la Cresima amministrata dal cardinale Scola a poco meno di cinquecento ragazzi del Decanato Vercellina. Qualche ricerca di archivio e la memoria personale di chi ha accompagnato l’azione episcopale degli ultimi Arcivescovi propongono, tuttavia, alcuni punti fermi, tra i quali, risalendo fino all’episcopato del cardinale Schuster, i molti ricordi di chi fu cresimato dall’Arcivescovo beato. Quante volte anche chi scrive ha sentito esclamare a persone di una certa età: «Io sono stato cresimato dal cardinale Schuster…»! ma questo avveniva nelle chiese di appartenenza e non in Cattedrale, se non talvolta per ragazzi di parrocchie milanesi, come viene testimoniato da alcune rare immagini.

Dopo Schuster, a guidare la Diocesi ambrosiana arrivò l’Arcivescovo Giovanni Battista Montini, prossimamente beato. Con colui che sarebbe divenuto papa Paolo VI, le Cresime in Duomo furono molte. Infatti, già a poco più di un mese dal suo ingresso a Milano, Montini amministrò la Cresima in Cattedrale il 13 febbraio 1955 e, per limitarsi allo stesso anno, il 16 e il 18 maggio, in due turni per ciascuno dei due giorni. Le sue ultime Cresime tra le navate del Duomo risalgono al 7 e all’8 maggio 1963. Da notare che l’amministrazione del Sacramento della Confermazione, prima della Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium, non era inserita nella celebrazione eucaristica, come invece avverrà dopo la ricezione del Vaticano II.

Più difficile avere certezze per quanto riguarda il cardinale Giovanni Colombo. Chi lo ha conosciuto bene e ne è stato amico, però, ricorda: «Se vi sono state Cresime in Duomo – ma a memoria non vi è traccia -, si è trattato di eccezioni».

Con il cardinale Martini il discorso, in un certo senso, muta, perché le Cresime tra le navate della Cattedrale – solo in due occasioni, cui si aggiunge una celebrazione del Vespero con gli adolescenti di San Giuliano Milanese -, divengono anche un ritrovarsi nella logica della «pastorale d’insieme», per cui il Sacramento viene amministrato a ragazzi di Decanati e di intere città. Come accade nel 2000 per Monza e, per ritornare sotto la Madonnina, il 14 maggio 1989 (Pentecoste) con il Decanato Legnano e, ancora, il 30 maggio 1993 con trentacinque extracomunitari cresimati durante il Pontificale di Pentecoste. Da allora, attraverso l’episcopato del cardinale Tettamanzi – che non ha mai amministrato la Cresima in Cattedrale se non nella Veglia pasquale ai catecumeni – si giunge a oggi, con il segno forte, e anche visivamente vincolante, del Vescovo che, dalla sua Cattedra, ancora una volta cresima i giovani di un Decanato.

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