Ne “Il mistero nuziale” - ora pubblicato in un volume unico - il cardinale Scola affronta i temi della relazione uomo-donna, del matrimonio e della famiglia a partire dall’esperienza e riflessione cristiana

di Giovanna ROSSI
Ordinario di Sociologia della famiglia presso l’Università Cattolica di Milano

È ora disponibile la terza edizione, in un solo volume, de Il mistero nuziale di Angelo Scola, pubblicato dalla Marcianum Press.

In esso l’autore offre un contributo rilevante all’attuale dibattito sulla differenza sessuale, la famiglia e il matrimonio e la fecondità. La decisione di offrire una terza edizione – così nella presentazione di Scola – nasce anzitutto dal desiderio di mostrare e proporre a tutti la bellezza e la ragionevolezza dell’esperienza cristiana dell’amore. Questo perché «continua a diffondersi un’immagine dell’insegnamento della Chiesa sulle questioni legate all’amore, al matrimonio e alla famiglia lontana dalla verità. Si dice che a prevalere nell’esperienza e nella comprensione cristiane dell’amore sia la parola no. E questo è radicalmente falso. La proposta del bell’amore, che la Chiesa compie da duemila anni, racchiude in sé il grande sì di Dio all’umanità: sì al bene della differenza sessuale, sì al dono di sé che non si risparmia, sì alla consegna della propria esistenza per sempre, sì al dono della vita generata e accompagnata, in un paziente lavoro di educazione…».

La decisione del Santo Padre Francesco di convocare due Assemblee del Sinodo dei Vescovi, una prima straordinaria nel 2014 e una seconda, di carattere ordinario, nel 2015, dedicate alle sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione, rende ancor più significativa la riedizione di questa importante proposta culturale e scientifica. Quali le caratteristiche salienti di questo volume? La prima è lo sguardo luminoso con cui si considerano temi decisivi nella cultura contemporanea quali la differenza sessuale, la famiglia e il matrimonio e la fecondità. La seconda è una capacità critica e propositiva che, utilizzando anche il contributo delle scienze sociali, rimette in campo la dimensione antropologica, spesso sottovalutata. La terza è l’ampiezza della proposta: il volume è rivolto a tutte le generazioni e consentirà un approccio riflessivo sia ai giovani che si trovano ad affrontare la sfida del matrimonio e della famiglia, sia a chi già ha lunga esperienza nelle vicende della vita.

Alcune provocatorie considerazioni che emergono dalla terza e quarta parte possono offrire indicazioni specifiche anche per un’azione comune da parte di tutti i responsabili ecclesiali. Nella terza parte (Mistero nuziale e mutamenti culturali. Compiti del Matrimonio-Famiglia), Scola entra nel vivo delle sfide poste dalla cultura contemporanea. Nel capitolo sesto Matrimonio-famiglia e crisi della libertà l’autore osserva che «nel passaggio dalla società moderna alla società post moderna diventa fortissima una concezione individualistica della persona», che legge le relazioni come vincoli e ostacolo alla realizzazione della libertà personale. Una tendenza culturale, tipica del nostro tempo, che vede prevalere orientamenti all’individualizzazione e alla “estetizzazione” dei rapporti interpersonali, che diventano strumento per la soddisfazione di bisogni emozionali (estetici). Dove dominano atteggiamenti di questo tipo non siamo in presenza di relazioni familiari, ma di forme di convivenza regolate unicamente in base a criteri individualistici e senza vera assunzione di responsabilità reciproca.

Bisogna comprendere che sono la durata e la qualità della relazione nella coppia uomo-donna a generare futuro e ciò che conta non sono gli interessi o i piaceri ottenibili dall’aggregazione di due individui, ma la capacità donativa di generare «beni relazionali». Lo ha ricordato con efficacia Benedetto XVI nella Caritas in Veritate, affermando che «l’amore non è solo un sentimento, ma una relazione». Emerge chiaramente una indicazione rilevante per i sacerdoti e i laici e cioè la necessità di una comprensione profonda degli elementi sfidanti una decisa proposta di valorizzazione delle relazioni primarie, risorsa per la vita delle persone.

Da questo punto di vista la riproposta della famiglia come comunione tra le generazioni (capitolo nono) – un tema molto caro a Giovanni Paolo II – evidenzia un modo deciso con cui affrontare l’inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione, che comporta la compresenza sullo stesso scenario familiare di più generazioni non necessariamente conviventi, e cioè la sottolineatura dell’importanza della cura reciproca.

Quale il pensiero teologico sviluppatosi nel tempo su matrimonio e famiglia? Nel capitolo decimo Scola sottolinea che a livello teologico la riflessione si è incentrata sul matrimonio e solo in modo secondario sulla famiglia. Un forte ripensamento sulla famiglia oggi è ineludibile non solo a fronte della sua fragilizzazione, ma anche per la rilevanza della soggettività sociale oggi esercitata da molte famiglie. Bisogna quindi accompagnare con la cultura e con il pensiero il fare famiglia, così come è stato fatto per il matrimonio.

Tra i fattori del rinnovamento nella riflessione che connette matrimonio e famiglia emerge il riconoscimento dell’importanza della maturazione del laicato cattolico, attore fondamentale della nuova evangelizzazione. Le famiglie cristiane – sottolinea Scola – testimoniano una realtà antropologica dell’essere uomo-donna, e sono il luogo in cui padri, madri e figli trovano il loro compimento personale e comunitario. In questo preciso senso la prima evangelizzazione è dell’ordine dell’essere e non del fare.

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