La diciassettesima sessione presieduta dall’Arcivescovo è anche la prima che si tiene nel Centro pastorale ambrosiano di Seveso, in occasione della sua solenne inaugurazione

Sabato 2 e domenica 3 maggio è in programma in forma residenziale, presso il Centro pastorale ambrosiano (via San Carlo, 2 – Seveso), la diciassettesima sessione del Consiglio pastorale diocesano (VIII mandato), presieduta dal cardinale Angelo Scola.

I lavori inizieranno sabato 2 alle 15; si terranno due fasi di dibattito assembleare, sul tema «L’animazione culturale della pastorale», e dopo cena ci sarà il consueto «Caminetto» con l’Arcivescovo. Al mattino di domenica 3, oltre all’approvazione del documento del lavoro della sessione, si farà una verifica del lavoro del Consiglio al termine del mandato.

Alle 10.30, nel santuario di San Pietro Martire, si terrà la celebrazione solenne con l’Arcivescovo e l’inaugurazione del Centro pastorale ambrosiano di Seveso. Il Consiglio si ritrova per la prima volta nella sede di Seveso appunto per permettere ai suoi membri di essere presenti a questo importante evento della vita della Diocesi: l’inaugurazione del Centro di Seveso per la formazione dei laici.

Il Consiglio pastorale diocesano è il massimo organo istituzionale di rappresentanza dei laici, insieme a tutte le componenti della Chiesa ambrosiana, ed è importante prendere parte a questa occasione ricca di prospettive per i fedeli della Diocesi.

Riguardo alla verifica dei lavori del Consiglio pastorale al termine del suo mandato, la segretaria Valentina Soncini premette: «In questa esperienza, vissuta a stretto contatto con i responsabili della nostra Diocesi, in primis con l’Arcivescovo, non si stabilisce un rapporto burocratico, ma di comunione e condivisione nella fede. Il Consiglio diocesano è esperienza particolare: è via di crescita nella fede, è via per imparare a conoscere e ad amare di più la propria Chiesa, è esercizio comunionale per l’edificazione della comunità diocesana». Da una raccolta di voci dei consiglieri emerge un quadro positivo e ricco dell’esperienza fatta insieme, la peculiarità di consigliare direttamente l’Arcivescovo e i suoi stretti collaboratori, l’importanza di pensare, pregare, dibattere insieme sui temi proposti, in assemblea e anche nel gradito «Caminetto».

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