Il cardinale Scola ha presieduto la Santa Messa a conclusione della settimana di esercizi spirituali tenuti dai vescovi lombardi nella località sul Lago di Garda

Scola_Tignale 2012

«Dobbiamo coltivare la vicinanza di Dio negli affetti, nel modo di guardare agli altri, nella condivisione della sofferenza degli ultimi, nella costruzione della vita buona, nell’uso sobrio dei mezzi e delle cose…». È una delle riflessioni contenute nell’omelia che l’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, ha pronunciato questa mattina nella Santa Messa presieduta a conclusione della settimana di esercizi spirituali tenuti dai vescovi lombardi a Tignale, sul Lago di Garda.

Gli esercizi sono stati predicati dall’Arcivescovo emerito di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi, presente poi con altri diciotto vescovi alla messa celebrata nel Santuario di Montecastello, «un luogo straordinario – ha sottolineato il cardinale Scola -, che ci disvela la bellezza e la grandezza creatrice di Dio».

Nell’omelia l’Arcivescovo ha fatto riferimento all’episodio del Vangelo di Luca in cui Maria, saputo che Elisabetta è incinta, senza indugio si reca in visita alla cugina, e al Salmo che recita “Il frutto delle tue viscere metterò sul tuo trono”. «Spesso sottovalutiamo la scelta straordinaria del Dio che è trinità di piegarsi alla natura dell’uomo – ha rilevato il Cardinale -. Dio entra realmente e in profondità in noi e nella nostra carne. Così la carne viene esaltata e diviene il cardine della nostra salvezza». Ecco quindi il fondamento del Dio “vicino”: «Abbiamo a che fare con il Dio vicino, che ci viene incontro e che ogni uomo non può smettere di cercare…».

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