Nella libreria vicina alla Stazione Centrale di Milano un settore dedicato ai prodotti delle case editrici della Diocesi e dell’Ac ambrosiana: a testimonianza che la cultura religiosa attira interesse anche in un ambito generalista

di Annamaria BRACCINI

In un’epoca in cui le buone notizie scarseggiano e, anche quando si parla di libri e di cultura, il segno è quasi sempre negativo, non è poco sapere che ci sono sinergie virtuose e iniziative che puntano con fiducia al futuro. È un po’ questo – al di là del significato commerciale – il senso della scelta che ha portato ad aprire uno spazio interamente dedicato all’editoria religiosa in una delle librerie storiche di Milano, la Lirus. Protagonista della decisone il Centro Ambrosiano, editrice della Diocesi, con In Dialogo (editrice legata all’Azione Cattolica Ambrosiana), che insieme hanno già lanciato il loro slogan per questa scommessa: «Centro Ambrosiano e In Dialogo sbarcano alla Lirus».

Così, in un luminoso e ampio corner della libreria a pochi passi dalla Stazione Centrale, si può da oggi trovare l’intera produzione delle due case editrici: dagli scritti del cardinale Scola a volumi d’arte sul Duomo, fino ad arrivare a strumenti utili per seguire la liturgia e l’attualità ecclesiale, come il Messale Ambrosiano quotidiano. Senza dimenticare la storia della Chiesa di Milano e la sua odierna proposta di evangelizzazione, ripercorsa attraverso volumi e saggi dedicati a grandi Pastori di ieri e alle sfide di domani. Tra firme prestigiose, saggi ormai entrati tra i classici, novità, sussidi e pubblicazioni per i più piccoli, l’offerta è veramente ampia nella sostanza e gradevolissima come collocazione.

«Vorrei premettere che tale iniziativa nasce da una precisa richiesta che, in questi anni, ci è stata rivolta dai nostri clienti e lettori – tiene a precisare Salvatore Lombardo, direttore della Lirus, o meglio, come si autodefinisce con orgoglio, libraio tout court -.Infatti, pur essendo una libreria “generalista”, che mediamente mette a disposizione oltre 30 mila titoli di generi diversi, abbiamo da sempre un pubblico interessato ai temi religiosi, poiché il nostro spazio di vendita si trova a pochi passi da un Collegio molto frequentato come il Gonzaga e vicino alla realtà scolastica dei Salesiani».

Questa constatazione vi avrà reso maggiormente sensibili. Ma ci sono anche ragioni più concrete e immediate?
Certamente. Appena abbiamo visto la possibilità di una collaborazione con l’editrice della Diocesi ci siamo attivati, perché riteniamo che il settore religioso sia qualificante per ogni libreria e comunque strategico e con grandi potenzialità.

Oltretutto, come dice l’Istat, è un comparto in crescita, anche se i lettori in senso generale diminuiscono nel nostro Paese. Il 13,7% degli italiani dichiara, infatti, di avere letto almeno un libro religioso negli ultimi dodici mesi. Inoltre, nel 2012, anno del “bagno di sangue” per il mercato del libro con una flessione pari al 14%, il “religioso” ha ceduto “solo” il 4%. «Non vi è dubbio – spiega a sua volta Gianni Cappelletto, direttore del Centro Ambrosiano e presidente dell’Uelci (Unione Editori e Librai Cattolici Italiani)che vediamo qualche luce in più di altri, pur nell’innegabile contesto di una crisi che dura da anni. L’idea di aprire un nostro spazio in una libreria di “varia”, nasce anche da questa considerazione quotidiana. L’interesse per i temi della fede cresce – come sostengono molti indicatori – anche per la grande popolarità e attesa che circonda la figura di papa Francesco. Tuttavia non si può dimenticare che autori e argomenti non direttamente legati al Vaticano sono, comunque, assai ricercati. Quindi, direi che non si tratta di una editoria di “nicchia” o puramente devozionalistica, come qualcuno crede o vuol far credere, ma anzi di un ambito che sta guadagnando nuovi lettori. In un simile orizzonte, l’incremento dell’e-book è significativo, perché definisce una fruizione diffusa soprattutto a livello giovanile. Proporre un’editoria, insieme popolare e di livello, in una libreria storica e al centro della metropoli come la Lirus – magari immaginando, in futuro, anche incontri con autori o dibattiti – mi pare che sia un servizio reso non solo ai credenti, ma all’intera città.

Ma cosa si aspettate i responsabili da questo progetto che sta entrando a pieno regime? «Naturalmente speriamo di avere un pubblico vasto e che la proposta piaccia – sottolinea Cappelletto -. Ma mi sembra necessario osservare che, oltre l’aspetto di mercato, crediamo nella libreria in quanto tale come presidio culturale sul territorio, dove persone di diverse convinzioni possono trovare risposte alle tante domande di senso e di spiritualità che attraversano la società presente. Per questo abbiamo voluto intraprendere questa strada». «Già da questi primissimi giorni – conclude Lombardo – abbiamo notato una risposta del pubblico che ci incoraggia ad andare avanti». 

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