L'Arcivescovo ha presieduto la celebrazione nella quale i Decanati della Zona pastorale IV hanno consegnato i loro documenti, che esprimono la necessità di nuovi ministeri capaci di fare da "ponte" tra i bisogni delle gente e le parrocchie

di Saverio CLEMENTI
Redazione

Il maestoso Santuario della Beata Vergine Addolorata di Rho ha accolto il cardinale Dionigi Tettamanzi per la consegna della Carta di comunione per la missione e la Regola di vita dei presbiteri e diaconi che operano nella IV Zona pastorale. Numerosa la partecipazione dei membri dei Consigli pastorali provenienti dai nove Decanati che compongono questa significativa “porzione” della Chiesa ambrosiana: Bollate, Busto Arsizio, Castano Primo, Legnano, Magenta, Rho, Saronno, Valle Olona e Villoresi.
La celebrazione è stata aperta dal Vicario episcopale, monsignor Angelo Brizzolari, che ha richiamato la centralità di “comunione” e “missione” per la vita di ogni battezzato e ha invitato a non disperdere il tesoro accumulato nel corso delle visite decanali compiute dall’Arcivescovo. A una rappresentante del Consiglio decanale di Busto Arsizio è toccato il compito di portare una testimonianza del lavoro che ha condotto alla stesura dei due documenti. «Si è trattato – ha spiegato – di mettere semi di una pastorale condivisa nel tessuto della nostra Chiesa ambrosiana. Abbiamo avvertito la necessità di nuovi ministeri legati ai temi della relazione, dell’accoglienza e della fraternità, che sappiano fare da ponte tra i bisogni delle gente e le parrocchie. Dobbiamo ora evitare che il nostro lavoro sia soffocato dalle contingenze pastorali».
I decani, insieme ad alcuni laici scelti in rappresentanza di tutti i membri dei Consigli pastorali, si sono quindi avvicinati all’altare per consegnare nelle mani dell’Arcivescovo il testo della Carta. Un gesto simbolico che segna l’inizio di un percorso. Tutti i Consigli parrocchiali sono stati infatti invitati a dedicare la loro prossima riunione alla lettura del documento. Non solo: ai Consigli decanali è stato raccomandato di compiere, a conclusione dell’Anno pastorale appena avviato, una verifica del loro cammino, sempre alla luce delle indicazioni contenute dalla Carta.
È stato quindi il turno dei presbiteri. Tre sacerdoti e un diacono espressione di ogni Decanato hanno consegnato all’Arcivescovo la Regola di vita da loro redatta. «Quanto sta accadendo questa sera – ha esordito il Cardinale nell’omelia – mi riporta alle pagine del libro che raccoglie gli atti del 47° Sinodo diocesano. Tutto era già stato scritto e previsto. È un cammino iniziato da anni e che ha in questa serata un momento di sintesi». Il Cardinale ha visitato in questi anni già 66 decanati dei 74 in cui è suddivisa la diocesi. Il traguardo è quindi imminente. La formale consegna dei due documenti è la risposta a due esigenze fondamentali: dare una concretezza localistica ai percorsi pastorali per meglio vivere la comunione e la missionarietà, in rapporto alle situazioni e alle esigenze dei singoli decanati; favorire una maggiore apertura dell’azione parrocchiale ai livelli territoriali più alti (Decanato, Zona, Diocesi). Questo deve essere il cammino di tutta la Chiesa ambrosiana, soprattutto all’inizio dell’Anno pastorale dedicato alla figura e al ricordo di San Carlo Borromeo, uno dei giganti dell’intera cristianità.
Un applauso ha concluso l’incontro per salutare il Cardinale alla vigilia del giorno in cui ricorda il suo 21° anniversario di ordinazione episcopale.

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