Tanti i servizi offerti a livello parrocchiale e decanale: dal guardaroba all'arredo case, dal banco alimentare al nuovo sportello lavoro. E dai singoli fedeli alle associazioni, sono molte le realtà che contribuiscono

di Marcello VILLANI

Oggiono

Il centro di ascolto decanale della Caritas di Oggiono, con sede nella casa parrocchiale, è guidato ormai dal 2000 da Carla Perego, che ne ha assunto la responsabilità dopo avervi operato come volontaria. In questi 15 anni i risultati non sono mancati: «Siamo arrivati a 3.770 persone complessivamente ricevute e ascoltate – spiega -. Siamo aperti due ore al giorno tutti i giorni (sabato compreso) e di media svolgiamo dieci colloqui al giorno». Tantissimi i servizi offerti a chi è indigente o non ce la fa ad arrivare a fine mese: «Abbiamo il servizio guardaroba, il servizio arredamento case, il banco alimentare Caritas. Abbiamo distribuito nell’ultimo anno ben 62 tonnellate di alimenti. Attualmente seguiamo 570 persone che passano dal centro d’ascolto, ritirano l’autorizzazione e vanno a prendere i pacchi alimentari da noi composti». La Caritas parrocchiale funge anche da tramite per il Fondo Famiglia Lavoro: «Con il Fondo il contributo prima era destinato a famiglie che avevano perso il lavoro, ma andava a fondo perduto. Ora bisogna invece accompagnare le famiglie alla ricerca del lavoro: per questo abbiamo formato uno sportello lavoro e con Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana, apriremo il 16 marzo un congresso sul lavoro per i giovani oggionesi».

La Caritas di Oggiono, inoltre, ha un sistema di distribuzione di buoni acquisto regalati da diversi enti: il Lions, il Cai, l’Avis e molti altri, compresi una finanziaria, la Azimut. «Attingiamo a tutti – ammette Perego – Poi ci sono le offerte che arrivano dai privati…». La Caritas parrocchiale offre anche la raccolta e la distribuzione dei farmaci: «Il 14 febbraio, da sei farmacie del territorio, abbiamo raccolto i ticket con i quali mandiamo a prendere i medicinali le persone bisognose: farmaci da banco, senza ricetta, raccolti tramite la colletta farmaceutica».

C’è anche un aiuto per le famiglie bisognose che non possono pagare la retta della scuola materna: «Questo aiuto ci viene da un giudice milanese, conosciuto quasi per caso due anni e mezzo fa, che all’inizio di ogni mese, puntualmente, ci manda un contributo per chi non riesce da solo a pagare il servizio scolastico».

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