Due ragazzi su tre lo frequentano, ben al di sopra della media regionale. La fascia di età maggiormente cresciuta è quella della prima e della seconda elementare, frutto di una precisa scelta strategica

di Filippo MAGNI

Don Vittorino Zoia

A Brugherio due ragazzi su tre frequentano l’oratorio. Precisamente il 61%: quasi il doppio della media regionale. Il dato è emerso da una ricerca effettuata in città a seguito dell’indagine “L’oratorio oggi. Ricerca qualitativa e quantitativa sugli oratori in Lombardia”, realizzata da Ipsos nelle diocesi lombarde, che attesta le frequentazioni assidue al 34%.

Nel Comune brianzolo, infatti, nella fascia d’età tra la prima elementare e la terza media, frequentano l’oratorio estivo (è l’esperienza con i dati più precisamente quantificabili) in 1.712, sui 2.810 residenti. Si aggiungono ai quasi 300 adolescenti impegnati come animatori nelle cinque strutture della Comunità pastorale Epifania del Signore: San Giuseppe, Beato Piergiorgio Frassati, San Paolo, Maria Ausiliatrice e infine Santa Maria Nascente e San Carlo.

«Che Brugherio sia sopra la media regionale è una dimostrazione che l’oratorio estivo è un servizio che funziona» commenta don Alessandro Maggioni, responsabile della pastorale giovanile della Comunità pastorale. Secondo il sacerdote, la fascia di età che ha goduto di una maggiore crescita numerica negli ultimi anni è quella della prima e della seconda elementare: «Non è un caso – spiega -, ma si tratta del frutto di una precisa scelta strategica, ragionata. Cioè l’aver suddiviso i partecipanti per fasce di età e aver scelto per loro i luoghi adatti. In precedenza questo gruppo, soprattutto maschile di prima e seconda elementare soffriva molto. Ora, invece, ha un suo spazio, una sua dimensione e una sua identità».

E se per i giovanissimi è stata trovata la chiave per rendere l’oratorio un luogo affascinante e familiare, l’elemento su cui riflettere e lavorare, prosegue il sacerdote, è «il passaggio tra la fine dell’iniziazione cristiana e l’adolescenza. Qui molti ragazzi si perdono e, dobbiamo riconoscerlo, l’oratorio permette di non avere il deserto. La prosecuzione del percorso dopo la Cresima consente che qualcuno rimanga nel contesto ecclesiale. Proprio per questo guardiamo con interesse all’imminente rilancio del percorso a livello diocesano dalla prima alla terza media. Come occasione per riaffermare che c’è un cammino educativo in cui vivere la relazione, l’amicizia, la vita, il mondo, attraverso la lente di ingrandimento di Gesù», conclude.

Anche il cardinale Angelo Scola, questa mattina, ha sperimentato la vivace attività degli oratori brugheresi. Alle 9, infatti, prima della messa di dedicazione dell’altare di San Bartolomeo, ha visitato il cantiere, quasi ultimato, del rinnovato oratorio di Sant’Albino e San Damiano, quartieri est della città che si allargano anche sul territorio del Comune di Monza. «La struttura è nuova e funzionale – spiega il parroco don Vittorino Zoia -. Aggiungo altri due aggettivi: adeguata e necessaria. Il rinnovato oratorio, e la visita del cardinale che funge come una sorta di inaugurazione, «mi auguro siano da stimolo – conclude -, diventino una nuova ripartenza per affrontare con entusiasmo e passione l’urgenza educativa dei nostri tempi».

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