Al presidente della Fondazione “Don Carlo Gnocchi” il XIX Premio internazionale “Vittorino Colombo”. Il 22 novembre ad Albiate la cerimonia di premiazione

Bazzari

È monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione “Don Carlo Gnocchi”, il vincitore della XIX edizione del Premio internazionale “Vittorino Colombo”. Sarà premiato domenica 22 novembre, alle ore 15, presso la Sala Consiliare della residenza municipale di Albiate (via Salvadori, 1), in occasione del 90° anniversario della nascita di Vittorino Colombo.

Istituito nel 1997 dalla milanese Fondazione “Vittorino Colombo” con il Comune di Albiate, paese di origine di Colombo, per ricordare il politico, presidente del Senato e più volte Ministro della Repubblica, che nei primi anni ‘70 aprì l’Italia alla Cina, il Premio viene assegnato ogni anno a «un personaggio di livello internazionale che abbia contribuito a studiare e diffondere i valori autentici della politica, diretta alla solidarietà e alla collaborazione fra i popoli», come recita il regolamento.

Il Premio “Colombo”, in questi 19 anni, è andato a personalità come il cardinale Agostino Casaroli, primo premiato nel 1997; l’ex segretario Onu, Boutros Boutros-Ghali, nel 1998; l’ex Segretario di Stato, cardinale Angelo Sodano (2004); il premio Nobel per la pace 2003, Shirin Ebadi (2007); il fondatore di Sant’Egidio, Andrea Riccardi (2011); Romano Prodi (2014).

Con la sua attività di “carismatico animatore” di importanti realtà nel panorama lombardo, fra cui la Caritas ambrosiana e la Fondazione “Don Gnocchi”, monsignor Angelo Bazzari ha saputo farsi “imprenditore della carità”, per usare parole del cardinale Carlo Maria Martini, passando dal suo ruolo di “prete semplice” a occuparsi dei bisogni dei poveri, gli anziani e gli emarginati della Diocesi di Milano prima, e al dolore dei malati e dei sofferenti dopo. Non ha tralasciato in questa sua attività un grande impegno educativo, ritenendo che «il dolore non sia solo espiazione ma diventi una leva per innestare ulteriore vitalità all’impegno di tutti gli uomini», considerando il suo lavoro «come una fucina per alleviare il dolore, ma anche per dare speranza». Alla “Don Gnocchi” dal 1993 coordina il lavoro di oltre 5.500 operatori, tra personale dipendente e collaboratori professionali, della Fondazione in una rete di strutture ospedaliere, riabilitative, formative e di ricerca: più di 10.000 persone al giorno accedono ai servizi erogati da esse.

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