Alla classica scadenza quinquennale, sulle Prealpi biellesi la sacra rappresentazione in 31 repliche tra il 13 giugno e il 19 settembre

di Ylenia SPINELLI
Redazione

La Gerusalemme del primo secolo, quella dei tempi di Gesù, dal 13 giugno al 19 settembre riprende vita sulle Prealpi piemontesi. A Sordevolo, piccolo borgo di 1300 abitanti a dieci chilometri da Biella, da più di due secoli, ogni cinque anni, viene messa in scena La Passione, ovvero gli ultimi giorni di vita di Cristo, dall’ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione.
Si tratta di un’imponente rappresentazione, sacra nell’argomento, popolare nella realizzazione, che coinvolge l’intera popolazione, impegnata a confezionare costumi, allestimenti, scenografie e naturalmente a imparare ed esercitarsi nelle parti. Parti che, almeno nei ruoli principali, vengono gelosamente tramandate di padre in figlio, di famiglia in famiglia.
Quattrocento le persone coinvolte tra attori e comparse, tutti non professionisti e rigorosamente sordevolesi, di età compresa tra i 5 e gli 80 anni; trecento, invece, le persone che lavorano dietro le quinte di un anfiteatro all’aperto esteso su una superficie di oltre quattromila metri quadrati, sui quali sono riprodotti la reggia di Erode, il Sinedrio, il Pretorio di Pilato, il giardino del Getsemani, il Cenacolo e il monte Calvario. Una Gerusalemme in miniatura per raccontare in 29 scene e in due ore e mezza di recitazione l’evento, tramandato dai Vangeli, che sconvolse l’umanità.
Per tutta un’estate, dunque, in occasione delle 31 repliche (tre in settembre interamente recitate da bambini), un’intera cittadinanza si trasforma in compagnia teatrale. «Se nell’ultima edizione del 2005 abbiamo deciso di puntare sul testo – spiega il regista Celestino Fogliano, (dal 1980 al 2000 interpretato del ruolo di Cristo, che prima fu del padre e del bisnonno) -, quest’anno abbiamo voluto concentrarci sulle scenografie per renderle ancora più vicine e coinvolgenti per il pubblico. Ci siamo anche presi la licenza di inserire la cupola d’oro per dare l’idea di essere a Gerusalemme».
Ma anche il testo merita attenzione. Si tratta infatti di un’opera in versi e in rima della fine del Quattrocento, attribuita allo scrittore fiorentino Giuliano Dati, che a sua volta si basò su più antiche laude umbre, abruzzesi e romane. Si sa che tra il 1490 e il 1539 la rappresentazione della Passione ebbe luogo al Colosseo, interpretata dalla Compagnia della Confraternita del Gonfalone; ma ancora è da spiegare come il testo di Dati sia arrivato da Roma a Sordevolo, dove nel 1816, secondo alcune testimonianze, iniziarono le prime rappresentazioni.
«Il nostro obiettivo – continua Fogliano – è quello di portare avanti una tradizione che appartiene alle radici della nostra comunità e per far questo ricorriamo all’autotassazione. L’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo accende un mutuo e nel caso in cui il ricavato della manifestazione, che ha un bilancio di 750 mila euro, dovesse superare le spese sostenute, viene devoluto in beneficenza».
L’edizione 2010 della Passione di Sordevolo ha ottenuto il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali per la Chiesa. A questo proposito il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, in passato spettatore della Passione di Sordevolo, sottolinea la «valenza evangelizzatrice di questa rappresentazione nella sua forma teatrale popolare».
Anche don Fulvio Dettoma della diocesi di Biella, che in questi anni ha sempre seguito i preparativi e la realizzazione dello spettacolo, ricorda come l’evento, «popolare nel senso che si rifà alla pietà popolare e nasce dal cuore della gente», sia anche uno strumento di catechesi per chi crede e di riflessione per chi non crede. La Gerusalemme del primo secolo, quella dei tempi di Gesù, dal 13 giugno al 19 settembre riprende vita sulle Prealpi piemontesi. A Sordevolo, piccolo borgo di 1300 abitanti a dieci chilometri da Biella, da più di due secoli, ogni cinque anni, viene messa in scena La Passione, ovvero gli ultimi giorni di vita di Cristo, dall’ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione.Si tratta di un’imponente rappresentazione, sacra nell’argomento, popolare nella realizzazione, che coinvolge l’intera popolazione, impegnata a confezionare costumi, allestimenti, scenografie e naturalmente a imparare ed esercitarsi nelle parti. Parti che, almeno nei ruoli principali, vengono gelosamente tramandate di padre in figlio, di famiglia in famiglia.Quattrocento le persone coinvolte tra attori e comparse, tutti non professionisti e rigorosamente sordevolesi, di età compresa tra i 5 e gli 80 anni; trecento, invece, le persone che lavorano dietro le quinte di un anfiteatro all’aperto esteso su una superficie di oltre quattromila metri quadrati, sui quali sono riprodotti la reggia di Erode, il Sinedrio, il Pretorio di Pilato, il giardino del Getsemani, il Cenacolo e il monte Calvario. Una Gerusalemme in miniatura per raccontare in 29 scene e in due ore e mezza di recitazione l’evento, tramandato dai Vangeli, che sconvolse l’umanità.Per tutta un’estate, dunque, in occasione delle 31 repliche (tre in settembre interamente recitate da bambini), un’intera cittadinanza si trasforma in compagnia teatrale. «Se nell’ultima edizione del 2005 abbiamo deciso di puntare sul testo – spiega il regista Celestino Fogliano, (dal 1980 al 2000 interpretato del ruolo di Cristo, che prima fu del padre e del bisnonno) -, quest’anno abbiamo voluto concentrarci sulle scenografie per renderle ancora più vicine e coinvolgenti per il pubblico. Ci siamo anche presi la licenza di inserire la cupola d’oro per dare l’idea di essere a Gerusalemme».Ma anche il testo merita attenzione. Si tratta infatti di un’opera in versi e in rima della fine del Quattrocento, attribuita allo scrittore fiorentino Giuliano Dati, che a sua volta si basò su più antiche laude umbre, abruzzesi e romane. Si sa che tra il 1490 e il 1539 la rappresentazione della Passione ebbe luogo al Colosseo, interpretata dalla Compagnia della Confraternita del Gonfalone; ma ancora è da spiegare come il testo di Dati sia arrivato da Roma a Sordevolo, dove nel 1816, secondo alcune testimonianze, iniziarono le prime rappresentazioni.«Il nostro obiettivo – continua Fogliano – è quello di portare avanti una tradizione che appartiene alle radici della nostra comunità e per far questo ricorriamo all’autotassazione. L’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo accende un mutuo e nel caso in cui il ricavato della manifestazione, che ha un bilancio di 750 mila euro, dovesse superare le spese sostenute, viene devoluto in beneficenza».L’edizione 2010 della Passione di Sordevolo ha ottenuto il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Pontificia Commissione per i Beni Culturali per la Chiesa. A questo proposito il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano, in passato spettatore della Passione di Sordevolo, sottolinea la «valenza evangelizzatrice di questa rappresentazione nella sua forma teatrale popolare».Anche don Fulvio Dettoma della diocesi di Biella, che in questi anni ha sempre seguito i preparativi e la realizzazione dello spettacolo, ricorda come l’evento, «popolare nel senso che si rifà alla pietà popolare e nasce dal cuore della gente», sia anche uno strumento di catechesi per chi crede e di riflessione per chi non crede. Info e prenotazioni – Associazione Teatro Popolare di Sordevolo: tel. 015.2562486 – www.passionedicristo.org �

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