L’arrivo dell’urna ha coinciso con una pausa del maltempo, che ha così agevolato l’omaggio e la preghiera di moltissimi fedeli presso la chiesa del Gerbone

don bosco olgiate olona

Nel tardo pomeriggio di venerdì 31 gennaio, l’arrivo dell’urna contenente le reliquie di Don Bosco presso la chiesa del Gerbone a lui dedicata ha rappresentato un momento di festa per l’intera comunità di Olgiate Olona, riunitasi per rendere omaggio a questo Santo così caro a grandi e piccoli.
Moltissime persone, anche provenienti da fuori, si sono riunite con largo anticipo presso la piazza antistante la chiesa per attendere l’arrivo delle reliquie, trasportate poi in chiesa grazie all’aiuto della locale sezione degli Alpini, che hanno voluto provvedere personalmente al trasporto della pesante urna lungo le scale che collegano l’edificio alla piazza. Dopo l’ingresso del Santo in chiesa i fedeli hanno atteso pazientemente all’esterno il proprio turno per potergli rendere omaggio, senza dubbio grati che, nonostante la temperatura rigida, la pioggia di questi giorni abbia concesso una pausa, da molti definita una grazia regalata da Don Bosco a quanti si sono recati a Olgiate per incontrarlo.
Nel frattempo i ragazzi e i gruppi provenienti dagli oratori e dalle scuole hanno avuto la possibilità di sostare in chiesa per un momento di preghiera svolto prima della Santa Messa, officiata dal vicario episcopale di zona monsignor Giampaolo Citterio. Quanti non hanno trovato posto nella chiesa gremita hanno potuto assistere alla funzione in oratorio, all’interno del palazzetto del pattinaggio (anch’esso affollato), in cui era stato allestito uno schermo.
Al termine della Messa l’urna è ripartita per il suo viaggio verso Milano, salutata dalla banda di Borsano e dai bambini dell’asilo Don Bosco del Gerbone, che hanno dato il loro contributo alla festa lanciando insieme ai genitori decine di lanterne volanti che hanno illuminato il cielo ormai buio. Anche il trasporto finale è stato curato dagli Alpini, che hanno poi offerto vin brulé a tutti.
«Sicuramente è stata un’esperienza splendida non solo per la nostra parrocchia – ha commentato don Matteo Missora -, ma anche per l’intera Comunità pastorale e per quanti hanno voluto venire da fuori. Si è trattato di un incontro bello e importante con una figura di santità che, pur avendo duecento anni, si dimostra ancora attualissima, grazie al fatto che la sua testimonianza ci parla di educazione in un modo da cui ancora oggi possiamo imparare molto. Questo momento si è rivelato speciale anche per tutti i ragazzi che hanno voluto partecipare, poiché ha mostrato loro che i Santi non sono un’entità astratta, ma che sono reali e presenti anche nella nostra vita».

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