La tappa lariana della “peregrinatio” rinnova il ricordo del Beato Paolo VI in città, dove venne da Arcivescovo nel 1959 per le Cresime. Alcuni lecchesi tra i collaboratori del suo episcopato ambrosiano

di Marcello VILLANI

Nel corso della sua peregrinatio nella Diocesi di Milano, la reliquia del Beato Paolo VI arriverà a Lecco sabato 31 gennaio. A organizzare la tre giorni di festeggiamenti, oltre che di venerazione per questa Santa Reliquia, è don Paolo Maria Ventura, vicario parrocchiale della Comunità pastorale «Madonna del Rosario» di Lecco (che raggruppa San Nicolò, San Materno di Pescarenico e San Carlo di Malgrate Porto).

Su delega del prevosto monsignor Franco Cecchin, don Ventura ha preparato momenti di riflessione e di preghiera per far riscoprire ai lecchesi la figura e il magistero dell’Arcivescovo e Papa.

L’arrivo della reliquia è previsto per sabato alle 18.15 sul sagrato della basilica di San Nicolò. Quindi ci sarà l’ingresso in processione e la Messa vigiliare, animata dai cori e dai chierichetti delle tre parrocchie. La Messa sarà celebrata dal prevosto monsignor Franco Cecchin. Domenica 1 febbraio, poi, la reliquia sarà lasciata alla venerazione dei fedeli sull’altare maggiore della Basilica e, quindi, alle 17.15, si terrà il Rosario meditato con i testi del Beato Paolo VI. Lunedì 2 febbraio tutte le Messe del mattino (ore 8.30 e 9.30 – sospesa quella delle 18.30) saranno celebrate in Basilica; alle 21 ci sarà la Messa solenne presieduta dal Vicario episcopale della Zona pastorale III, monsignor Maurizio Rolla, nella festa della Presentazione del Signore e Giornata della vita consacrata, all’interno dell’anno speciale voluto da papa Francesco: saranno presenti religiose e religiosi della Zona pastorale III.

Spiega don Paolo Maria Ventura: «Il collegamento tra Papa Montini e Lecco è rappresentato dal rapporto particolare che il Beato ebbe con monsignor Enrico Assi, prevosto di Lecco, ma già assistente diocesano della sezione femminile dell’Azione cattolica, e dunque collaboratore di Montini quando egli era Arcivescovo della Diocesi di Milano. Questo legame continuò anche con Montini nominato Papa». L’episodio più importante risale al 1963: «Un buon gruppo di lecchesi partecipò all’“incoronazione” del Pontefice (oggi la cerimonia si chiama “inizio del ministero di supremo pastore della Chiesa universale”). Sul settimanale cattolico Il Resegone del 5 luglio 1963 si racconta che i lecchesi incontrarono il neo eletto Papa nella chiesa di San Carlo al Corso a Roma. Si dice anche che Paolo VI li salutò allargando le braccia quasi ad abbracciarli tutti con gesto paterno e poi si avvicinò all’altare. Come diacono aveva monsignor Delfino Nava, un altro lecchese di nascita».

Montini a Lecco era venuto, da Arcivescovo, nel 1959 per le Cresime: ecco perché alla Messa alla presenza della reliquia sono stati invitati i «cresimati» dal Beato. «Hanno già risposto alla chiamata del prevosto una trentina di lecchesi che ricevettero il “buffetto” dal futuro Papa, per diventare “Soldato di Cristo”. E altri probabilmente se ne aggiungeranno».

Quale l’importanza di questa reliquia e della venerazione? Don Ventura non ha dubbi: «La gioia di averla qui è la gioia della proclamazione di questo Beato che ebbe così saldi legami con Lecco. Un segno di gratitudine di Lecco, ma anche della Diocesi, visto che per certi versi fu un po’ il Papa “dimenticato” che la nostra Diocesi e Lecco vogliono riscoprire. È giusto, poi, e molto bello rileggere il suo operato attraverso testi che restano attuali per la Chiesa e per il mondo: l’Evangelii nuntiandi, l’Ecclesiam suam e l’Humanae vitae».

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