L’Arcivescovo interviene a «Lo spazio dell’altro», convegno organizzato dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI e dall’Istituto Superiore di Studi Religiosi di Villa Cagnola, in collaborazione con l’Arcidiocesi, la Facoltà Teologica e l’Issr

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Martedì 4 ottobre, alle 15.30, presso Villa Cagnola a Gazzada (Varese), il cardinale Angelo Scola interverrà a «Lo spazio dell’altro. Tessere legami nella società plurale», XXXVIIII convegno di studi religiosi organizzato dal 4 al 6 ottobre dalla Fondazione Ambrosiana Paolo VI e dall’Istituto Superiore di Studi Religiosi di Villa Cagnola, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Milano, la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano.

Il convegno inaugura una nuova stagione di ricerca e confronto e, nel solco della tradizione che fa di Villa Cagnola un luogo di dialogo tra cultura sacra e profana, si propone di essere un laboratorio intellettuale capace di raccogliere e riflettere sulle sfide complesse che l’attuale società pone a vari livelli.

Il confronto tra tradizioni e formazioni umane, culturali, religiose diverse è ormai una costante delle società occidentali. Questa coesistenza ha prodotto, nel corso dei decenni, scontri, rifiuti violenti, ma anche tentativi di integrazione e reciproca conoscenza che, in particolare negli ultimi anni e a causa dei costanti flussi migratori in cui l’Europa è coinvolta, rendono la questione più urgente.

Il convegno si prefigge di indagare il tema dal punto di vista teorico e pratico. La prima e l’ultima parte si prefiggono di mettere in luce i meccanismi, le complessità, le potenzialità del confronto e dell’incontro di culture diverse. La parte centrale focalizzerà l’attenzione su esperienze ragionate e sulle differenti risposte che contesti politicamente e geograficamente vicini, ma anche diversi e peculiari, hanno fornito al problema dell’integrazione dei migranti. In particolare saranno presi in considerazione alcuni esempi rilevanti – il contesto francese, tedesco, italiano, spagnolo, marocchino – per riflettere sullo snodo dell’accoglienza e del confronto in una società chiamata a dialogare, a conoscersi, a fare spazio all’altro, a ragionare sulle sfide presenti e future.

 

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