Dal 21 al 23 aprile, Piazza Leonardo da Vinci a Milano si trasforma in un laboratorio aperto di arte, incontri e testimonianze. Studenti universitari raccontano la libertà come relazione, responsabilità e bene comune, lontano dall’individualismo contemporaneo. Mostre, talk e spettacoli gratuiti per ridare cuore alla parola "libertà"
Cosa significa essere veramente liberi oggi? Questa è la domanda della terza edizione del Milano University District – Mu.D, il festival nato da un gruppo di studenti del Politecnico e dell’Università Statale di Milano.
In programma dal 21 al 23 aprile 2026 in Piazza Leonardo da Vinci, l’evento si intitola “E sognò la libertà”, prendendo in prestito le parole di Lucio Dalla per provocare una generazione spesso stordita dall’idea che libertà significhi “fare tutto ciò che si vuole”.
«Oggi l’idea dominante è che la libertà coincida con il poter fare tutto ciò che si vuole – spiegano i responsabili del Mu.D –. Eppure, questa autonomia assoluta spesso ci lascia più soli. Con questo festival vogliamo testimoniare che la vera libertà non è isolamento, ma fiorisce all’interno di rapporti vivi e di una compagnia umana».
Un messaggio che interroga profondamente anche il cammino della pastorale giovanile, chiamata a educare a una libertà che non è assenza di vincoli, ma capacità di scegliere il bene, di legarsi, di donarsi.
IL PROGRAMMA
Esposizioni
L’anima dell’iniziativa sono i percorsi espositivi curati dagli studenti:
– “E sognò la libertà – E tu per cosa vivi?”. Una mostra “faro” che smonta il paradosso moderno: l’autonomia assoluta che genera isolamento, per ripartire dalla domanda decisiva su cosa renda felici.
– “Chi desidera giorni felici? – Monasteri: scuole di libertà”. Una sorprendente esposizione che, partendo dalla Regola di San Benedetto, mostra come regola e mura non siano prigione, ma cammino verso giorni felici.
– “Libero come un uomo – La storia di Edoardo Amaldi”. Lo scienziato di via Panisperna che rifiutò la ricerca militare e sognò il CERN: un modello di libertà etica e di bene comune.
– “L’essenziale non ci sarà tolto – La Rosa Bianca”. Il coraggio dei giovani universitari di Monaco che sfidarono il nazismo fino al dono della vita. Un monito potente per chi crede che la libertà abbia un prezzo alto e nobile.
Talk e testimonianze
Ogni pomeriggio alle 18:30, il palco di piazza ospita dialoghi a cuore aperto. Da segnalare in particolare:
21 aprile – “Dall’amore nessuno fugge”: l’esperienza delle carceri senza guardie (CEC) e della rieducazione attraverso la responsabilità. Intervengono volontari ed ex detenuti.
22 aprile – “Il gusto di una vita piena”: a cento anni dalla morte, la figura di San Pier Giorgio Frassati, giovane che visse fede e impegno sociale con una libertà travolgente. Ospite il professor Tommaso Piffer (Università di Udine).
23 aprile – “Se non io e ora, chi e quando?”: riflessione su Aleksej Naval’nyj e la libertà come vita senza menzogna, con docenti e giornalisti esperti di Russia.
Ogni giorno, alle 17:30, spazio al tema “Liberi dal lavoro o liberi nel lavoro?” per interrogare anche il futuro professionale dei giovani.
Le serate: spettacoli e musica dal vivo
Tutti i giorni alle 21:00, la piazza si anima di spettacoli gratuiti:
21 aprile: “Fuga di cervelli” live podcast sui ragazzi di via Panisperna.
22 aprile: “Fine di una storia” tratto da Graham Greene.
23 aprile: serata finale con live music show.
Un’opportunità per le comunità giovanili
L’ingresso è libero e aperto a tutta la città. Per la pastorale giovanile, il Mu.D 2026 rappresenta un’occasione preziosa: uscire dalle proprie sedi, incontrare i giovani nello spazio pubblico, lasciarsi provocare da domande vere sulla libertà, la felicità, il sacrificio e la fede.