È stata significativa la presenza dei rappresentanti di diverse società sportive all'Assemblea diocesana degli oratori che si è tenuta all'Oratorio S. Maria del Rosario di Milano, sabato 14 febbraio 2026. Una mattinata intensa di lavori vissuta nella cordialità di un dialogo che è risultato virtuoso. Non sono mancati gli interventi a sorpresa che riportiamo nei video all'interno dell'articolo. L'Assemblea degli oratori 2026 si è inserita nel contesto del progetto diocesano "For Each Other" per la presenza della Chiesa di Milano durante le Olimpiadi invernali e ha preceduto la domenica nella quale nelle parrocchie è stato consegnato il documento "Sport, Vita cristiana e Missione" elaborato dal Consiglio pastorale diocesano e messo a disposizione delle comunità per contribuire a migliorare l'alleanza educativa fra oratorio e sport.
Il rapporto tra oratori e società sportive, con al centro il valore educativo e formativo dello sport è stato il tema principale dell’Assemblea degli Oratori, che si è svolta a Santa Maria del Rosario a Milano, sabato 14 febbraio 2026, con la partecipazione di esponenti delle società sportive e personalità del panorama sportivo del nostro territorio.
Una giornata significativa per dialogare assieme sul tema dello sport in oratorio, sui suoi valori e in particolare sull’integrazione della pratica sportiva nel percorso educativo e pastorale dei ragazzi. L’Assemblea degli oratori quest’anno è stata organizzata nel periodo delle Olimpiadi, nell’ambito del progetto diocesano For Each Other e, all’oratorio di Santa Maria del Rosario a Milano, c’è stata l’occasione per confrontarsi su tematiche molto rilevanti riguardanti il valore dello sport per tutte le comunità. È emerso chiaramente come l’attività sportiva sia una componente centrale per la crescita umana e spirituale dei ragazzi in oratorio e come serva per questo instaurare un dialogo continuo e costruttivo tra le diverse realtà coinvolte.
Al centro dei lavori dell’Assembla c’è stato il prezioso contributo dell’Arcivescovo, che attraverso un videomessaggio (vedi di seguito) ha condiviso cinque propositi per vivere al meglio il rapporto fra oratorio e sport. Sono stati poi protagonisti gli esponenti di tante società sportive, nonché personalità dello sport come il noto giornalista della Gazzetta dello Sport, Luigi Garlando, e il commissario tecnico della nazionale maschile italiana di pallavolo, Ferdinando De Giorgi (che è intervenuto in un videomessaggio). Attraverso le proposte emerse dai lavori di gruppo si sono create delle linee guida per portare avanti in modo concreto e quotidiano la valorizzazione dello sport negli oratori. Il giorno successivo, nelle parrocchie e nelle comunità della Diocesi, è avvenuta la consegna simbolica del documento realizzato dal Consiglio Pastorale Diocesano “Sport, Vita cristiana e Missione” che ha fatto del weekend del 14-15 febbraio scorsi un momento memorabile per mettere la pastorale dello sport al centro della vita delle nostre comunità.
Luigi Garlando della Gazzetta e l’importanza dello sport in oratorio
Il primo intervento della mattinata di lavori è stato quello del giornalista Luigi Garlando, che ha espresso tanti concetti importanti sul valore dello sport in oratorio, nella conversazione con il nostro direttore don Stefano Guidi: «La prima cosa che mi viene in mente è che c’è sempre più bisogno di oratori e dello sport come viene fatto all’oratorio. In oratorio la parola è accoglienza e quindi dare la possibilità a tutti i ragazzi di fare sport. Nel settore giovanile professionistico invece la logica è spesso quella della selezione. Valori come la passione, l’abilità, il sogno vengono trascurati, mentre solo all’oratorio viene data la possibilità di giocare a tutti».
Il concetto chiave è quindi la differenza sostanziale tra l’approccio allo sport delle società professionistiche e di quelle che invece si collegano all’oratorio, con un focus sul valore formativo ed educativo dello sport, al posto che sulla mera prestazione e sul risultato. Lo sport come condivisione, come socialità, come strumento di rispetto: «Spesso le società puntano a fare diventare il giocatore una figurina, a farlo arrivare sull’album Panini, mentre in oratorio il primo traguardo è quello di formare la persona. Lo sport è educazione alla vita ed è educazione prima di tutto alla socialità e anche alla legalità. Competizione è una parola che noi abbiamo stravolto come significato. Infatti nasce dal latino cum-petere, che vuol dire andare insieme, tendere allo stesso traguardo, io e il mio avversario. Noi l’abbiamo trasformato in lotta, nel significato contrario, ma bisogna tornare a quello originale, quindi alla socialità». Da questo punto di vista l’intervento di Garlando si conclude con uno slogan per la giornata «Giochiamo sullo stesso campo» in riferimento al rapporto tra oratori e società sportive, con l’obiettivo di annullare le distanze tra le realtà presenti sullo stesso territorio.
Il CT della nazionale Fefè De Giorgi e il valore dello sport di squadra
L’altro prezioso contributo è arrivato da Ferdinando De Giorgi, CT della nazionale maschile italiana di pallavolo, che lo scorso anno ha guidato alla conquista della medaglia d’oro ai Mondiali nelle Filippine. Attraverso un video registrato nella sede della Fom in via S. Antonio 5, ha condiviso dei concetti fondamentali sul valore dello sport, a partire da quello educativo, basandosi su un particolare aspetto della pallavolo: «Per regolamento nella pallavolo devi fare tre passaggi, quindi devi per forza passare la palla al compagno. Questo lo rende uno sport molto educativo, nel senso che c’è un’interdipendenza. Lo sport ci insegna che quando vuoi raggiungere un risultato lo puoi fare solo insieme agli altri, perché da solo è complicato».
Lo sport quindi come palestra per la vita, per imparare a sopportare le sconfitte, a rialzarsi dopo le difficoltà e continuare il proprio percorso di crescita: «Lo sport educa al fallimento, alla sconfitta, perché educa alla ripartenza. Bisogna capire che è nel momento della sconfitta in cui capisci cosa devi affrontare e dove devi migliorare. Lo sport da questo punto di vista aiuta molto in questo tipo di mentalità». Anche De Giorgi condivide l’importanza dello sport in oratorio come strumento educativo, esortando a proseguire il percorso per renderlo centrale nella vita dei ragazzi: «L’oratorio è un passaggio importante perché permette ai ragazzi e ai giovani di praticare la propria passione, ma soprattutto dà continuità nel percorso educativo. È un ambiente dove si insegnano il valore del rispetto, della disciplina, dell’impegno».
Il dialogo e le testimonianze delle società sportive
Sono poi saliti sul palco gli esponenti delle società sportive per parlare del rapporto con gli oratori, attraverso un confronto molto interessante per comprendere meglio quale cammino intraprendere per offrire un valore aggiunto a tutta la comunità.
Il primo confronto ha avuto come tema quello della competizione e del rapporto fra genitori e società sportive, con Paola Gallo, una mamma che ha raccontato: «Mia figlia giocava in una squadra di pallavolo, ma non si sentiva a suo agio, perché c’era troppa competizione e non mi piacevano i valori. Così ho deciso di farla entrare in oratorio, ora sono soddisfatta della scelta, l’ambiente è diverso e c’è molta più accoglienza». L’importanza dei valori trasmessi viene sottolineata poi da Davide Galluccio, presidente Usob Bareggio: «Il nostro compito è quello di dare dei valori e serve corresponsabilità tra famiglie e società sportive».
Il secondo confronto invece è stato sul ruolo dell’allenatore, che assume il valore di educatore vero e proprio, come spiega Sara Pelucchi, allenatrice della Sds di Cinisello Balsamo «Ogni ragazza è diversa, noi cerchiamo di diventare il loro punto di riferimento oltre allo sport. Cerchiamo di accogliere tutti e farle sentire a casa, anche se arrivano da momenti difficili». Un concetto ribadito da Paola Piermartini, vice presidente Ascot Triante Monza: «Per noi è fondamentale il valore umano dei bambini e degli atleti, l’allenatore è il perno della squadra e il fulcro è il bene dei ragazzi».
Infine l’ultimo confronto è quello effettivo sul rapporto tra oratorio e società sportive, con le due parti in causa, partendo da don Manuel Mazzucco sacerdote a Gaggiano: «Siamo riusciti a riunire la società sportiva e l’oratorio mettendo al centro quello che ci accomuna, l’attenzione educativa ai ragazzi”. Un rapporto fondamentale per entrambe le realtà, come spiega Diego Vicario, presidente Spes Milano: «Si genera così un circolo virtuoso all’interno dell’oratorio, visto che per noi è importante anche l’attenzione alla famiglia dei ragazzi e al valore del volontariato, con tante attività formative che vengono fatte assieme».
I 5 propositi dell’Arcivescovo e le conclusioni dell’Assemblea
Per aprire i lavori di gruppo dell’Assemblea, l’Arcivescovo Mario Delpini ha espresso in un videomessaggio cinque i propositi per vivere l’alleanza educativa in oratorio: «Ci prendiamo cura di te, di voi. L’oratorio non è un condominio in cui convivono diverse persone e associazioni, ma è un noi, cioè le famiglie, le attività sportive, le proposte educative dell’oratorio sono chiamate a formulare un progetto educativo condiviso e ad assumersi le proprie specifiche responsabilità. Noi ci prendiamo cura di te e di voi, perché amiamo il vostro futuro. L’oratorio non è un parcheggio, non è un luogo per il divertimento, ma è una comunità che accompagna verso il futuro. Il vostro futuro è promettente e noi ve lo testimoniamo essendo adulti contenti di essere adulti e contenti di essere cristiani».
L’Arcivescovo prosegue con gli altri propositi «Noi ci prendiamo cura di ciascuno di voi perché il mondo si costruisce solo insieme. Essere insieme, cioè abituarsi al gioco di squadra» e infine «Noi con voi di fronte ai limiti e alle sconfitte. I limiti e le sconfitte fanno parte della vita, ma per chi crede nel Signore, chi lavora in oratorio, per le famiglie che accompagnano i loro figli, i limiti e le sconfitte sono solo luoghi dove si può imparare a fare meglio».
Le conclusioni dell’Assemblea
Dai lavori di gruppo fatti dalle società sportive con i facilitatori sono emersi dei punti in comune da cui iniziare il lavoro per integrare al meglio lo sport negli oratori, come ha spiegato don Stefano Guidi nelle conclusioni della giornata: «Partiamo dall’importanza del dialogo tra oratorio e società sportive, che dovrebbe essere fatto in forma più stabile e organizzata. Il secondo tema è quello della comunicazione. Spesso lo sport viene comunicato tramite i risultati ma andrebbe raccontato di più il vissuto umano, la bellezza di stare dentro un’esperienza come quella dell’oratorio».
«Poi c’è il tema del progetto – prosegue don Stefano – con la necessità di lavorare assieme con le famiglie, per un riconoscimento reciproco del ruolo di ognuno, ma anche una visione unitaria di cosa si vuole costruire. Infine il tema educativo, con l’importanza di una formazione che non sia solo tecnica, ma umana, anche capace di cogliere alcuni segnali di bisogno dei ragazzi».
Tanti spunti concreti da portare nelle proprie comunità per inserire al meglio l’attività sportiva nella missione pastorale dei nostri oratori.