Gesù è il primo a “farsi avanti”. La Quaresima in oratorio parte da qui: non solo da uno sforzo in più da parte nostra, ma dall’accogliere l'iniziativa del Signore che ci viene incontro e ci chiama, per primo. Preparando la Pasqua di resurrezione con ragazzi e ragazze, impariamo a riconoscere come Gesù agisce per noi, per vivere insieme a Lui, affascinati dal suo stile con cui si fa incontro agli altri per amore. Imitarlo sarà importante, ma ancora più importante sarà lasciarlo agire per lasciarci cambiare il cuore. Lasciamo che sia Lui a fare il primo passo, a guardarci, a dirci la verità, a guidarci, ad amarci fino in fondo. È così che cresce la nostra vita da discepoli che seguono il Maestro. Le domeniche ambrosiane accompagnano, passo dopo passo, questo cammino, mostrando che è sempre il Signore a prendere l’iniziativa: dalla Samaritana alla Risurrezione. Il verbo guida è uno solo: lasciare... Lasciare spazio al Signore Gesù, alla sua azione, alla sua presenza che si rinnova ogni domenica nell’Eucaristia e ogni giorno nell'incontro con i fratelli e le sorelle, con i nostri familiari, amici, compagni. Anche nelle opportunità che ci vengono date per fare il bene il primo a “farsi avanti”, ancora oggi, è Gesù: si mostra nel volto che incontriamo. L’oratorio può essere ancora oggi il luogo in cui il suo "farsi avanti" ancora accade e illumina il cammino.
Gesù è il primo che “si fa avanti”.
Gesù è il primo che “si fa avanti”. Per questo, per capire come farci avanti noi, basta guardare come fa Lui, in tutte le cose che facciamo! Un gioco di parole che però è il fulcro della proposta di Quaresima in oratorio. Diremo ai ragazzi in oratorio di fare così: vedere come Gesù si fa avanti per fare lo stesso.
Ma la buona notizia che daremo in Quaresima in oratorio è che Gesù non solo ci dà l’esempio ma ci chiama a seguirlo venendoci incontro, operando per noi, per cui noi dovremmo imparare a “lasciarlo fare!”.
È Lui che, agendo per il nostro bene, ci dice: Fatti avanti, insieme a me!
Gesù indica nella comunione stretta con Lui la condizione di un’esistenza felice. Grazie al suo “farsi avanti” nel chiamarci, possiamo crescere nella sua amicizia e vivere “insieme a Lui”, in compagnia di Dio nelle nostre giornate, tutti i giorni, per sempre. Allora, non servono tanto la buona volontà o gli sforzi per fare il bene. Serve anche questo. Ma soprattutto occorre sentirci parte di una stessa missione con Gesù, per contribuire a rendere più bello il mondo, ma “insieme a Lui”, sostenuti dalla sua presenza.
Insieme, parteciperemo alla salvezza che Dio è venuto a donarci sulla Croce, facendo la nostra parte, con le nostre piccole o grandi croci quotidiane, sapendo che non siamo mai soli.
Insieme a me… in oratorio
In Quaresima, ci sforzeremo di condividere il cammino, in una dimensione comunitaria che l’oratorio sa interpretare magnificamente. “Fatti avanti, insieme a me!” mette in gioco le comunità educanti: sono loro a fare l’invito – nel nome del Signore Gesù. Quell’“…insieme a me” siamo ciascuno di noi quando offriamo amicizia, condivisione, impegno comune. Un educatore, un animatore più grande, ma anche un amico coetaneo possono davvero diventare compagni di strada e testimonianza. Un pezzo di cammino da fare insieme? L’oratorio è questo “pezzo” che ci fa stare “insieme” fra di noi e con Gesù, è lo strumento con cui il Signore oggi dice ai più giovani: “…insieme a me!”. “Fatti avanti, insieme a me!”
Le domeniche del “lasciare…”
Le domeniche del tempo di Quaresima ambrosiano dimostrano tutte come davvero a “farsi avanti” per primo sia il Signore Gesù – è Lui a prendere l’iniziativa sempre – e come, insieme a Lui, noi impariamo a vivere quella vita nuova che è venuto a donarci nel Battesimo, il suo farsi avanti per farci suoi discepoli.
Useremo un verbo che potrebbe risultare “passivo”, lasciare. Ma è proprio quello che dovremo fare, per far spazio all’iniziativa e all’azione del Signore su di noi, perché sia davvero Lui il primo a “farsi avanti” ancora, come ha fatto quando ha deciso di chiamarci alla vita e alla vita di fede. Il “farsi avanti” più grande di Gesù è stato il suo sacrificio sulla Croce che si rinnova ogni domenica nella Messa.
Per lasciare che Gesù agisca in noi e ci trasformi e ci renda capaci di fare passi decisivi in avanti, siamo invitati alla sua Cena. Per questo moltiplicheremo gli sforzi per farci “invitanti”, non solo per rendere le nostre Assemblee luoghi in cui i ragazzi possano sentirsi accolti e voluti, ma anche per costruire attorno all’Assemblea eucaristica uno spazio ospitale, che risponde ai bisogni dei più giovani e li anticipa, facendo per loro, sempre il “primo passo”, ogni volta.
Così quindi, con il verbo lasciare, interpreteremo e completeremo ogni domenica lo slogan di Quaresima: “Fatti avanti, insieme a me… lascia…”
Animazione delle domeniche di Quaresima
Fatti avanti, insieme a me… lascia…
All’Inizio di Quaresima: Lasciamoci condurre
Gesù si lascia condurre dallo Spirito Santo e noi ci lasceremo condurre insieme a Lui. Scegliamo di lasciarci fare da quello Spirito che abbiamo ricevuto nel giorno del nostro Battesimo. Sappiamo che nostro compagno di viaggio sarà il Signore Gesù, il Figlio di Dio che ci rende fratelli fra di noi. E per questo non ci farà paura affrontare il deserto, quello che abbiamo dentro e quello che incontriamo attraverso le difficoltà del mondo. Se ci lasciamo condurre dallo Spirito Santo insieme a Gesù, se impariamo da Lui a considerarci figli di Dio, con un unico Padre che è nei cieli, potremo farci avanti nella vita, rispondendo al male con il bene e con la forza della Parola di Dio che abbiamo ricevuto in dono.
Samaritana: Lasciati guardare
Quando il Signore Gesù ti guarda non è per giudicarti ma per amarti. Se ti chiede di prendere coscienza di quello che sei è per invitarti a percorrere una Via nella quale crescere. Puoi lasciar perdere tante cose se capisci che a te viene dato un dono da Dio stesso. Un dono da conoscere. Come si fa? Innanzitutto impegnati a conoscere Gesù, quello che vuole dirti e quello che fa per te. C’è in gioco niente di meno che la felicità. La cosa bella è che nel gioco di sguardi fra te e il Signore, questa gioia e felicità diventa una “sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”.
Abramo: Lascia che ti dica la verità
Gesù ci parla e noi possiamo ascoltarlo. Viene a dirci la verità, quella che trasforma la nostra vita. Possiamo farlo tacere oppure possiamo scegliere di seguirlo, lasciando che ci dica la verità su noi stessi e sul mondo. Lui solo può farlo, perché è venuto nel mondo per questo. Lui solo ci conosce meglio di qualsiasi altra persona. Possiamo fidarci. La sua parola è verità per noi e per la nostra vita. Se gli togliamo la possibilità di venirci incontro, potremmo rischiare addirittura di “ucciderlo” cioè di toglierlo dalla nostra vita, di non averne niente a che fare. Sbaglieremmo il bersaglio e perderemmo l’occasione di conoscere Dio e di imparare ad amarlo. Ma se lo seguiamo, se ci facciamo avanti e siamo disponibili a seguirlo, come discepoli, lui ci mostrerà la Via e la nostra vita avrà una direzione che approda nell’eternità.
Cieco: Lasciati guidare
Gesù ci guarda per primo. Ci conosce da sempre e sa che può guidarci a una vita felice, ma solo attraverso di noi, solo se anche noi facciamo la nostra parte, innanzitutto nell’ascoltare la sua parola, nel fidarci di quello che ci dice e ci indica, così come ha fatto il Cieco. Gesù ci guarisce attivandoci: «”Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva». Sappiamo tutti di aver bisogno di una guida, ma per lasciarci guidare serve innanzitutto un atto di fiducia. E fare quello che ci viene detto. A volte ci sembrerà di dover lottare da soli, affrontare da soli le difficoltà. Ma se rimaniamo fedeli alla scelta di seguire il Signore, Lui non farà mancare la sua presenza e al momento giusto si farà vedere, continuando a essere per noi Maestro e Signore.
Lazzaro: Lasciati amare
Gesù ci ama profondamente. Siamo suoi amici e ci rende suoi fratelli. Condividiamo con lui la stessa paternità con Dio. Lui ci rende figli di Dio e quindi capaci di rinascere con lui in una vita nuova che è quella dei “risorti”. Il suo è un dono immenso: “la risurrezione e la vita”, per ciascuno di noi. Il segno di Lazzaro era necessario per dirci quanto amore il Signore ha nei nostri confronti e quanto questo amore non lo lasci indifferente, di fronte al nostro dolore e alla nostra sofferenza. Potrebbe sembrare che Dio non risponda subito al male, ma quello che fa è portare insieme a noi il nostro dolore, condividerlo, per farci capire che il senso di tutto è proprio l’amore. Gesù vuole molto bene ai suoi amici, Gesù scoppia in pianto di fronte al dolore più grande che è la nostra morte. Ma è venuto per porre rimedio al male che ci colpisce. E anche se non vediamo subito la nostra fede ci fa sperare, proprio perché siamo amati da Dio in persona. Il nostro farci avanti è nell’accogliere il dono del suo amore grande. Lasciarsi amare è il segreto di una vita nuova che possiamo imparare a vivere fin da bambini e poi rinnovare ogni volta crescendo, per tutta la nostra esistenza. Risorti ogni volta che ci lasciamo amare.
Settimana autentica: Lascia che doni la mia vita per te
Gesù dona la sua vita ma non ci obbliga ad accettare il dono, ci chiede di entrare in relazione con lui, soprattutto in questi giorni della Settimana santa, e capire nel profondo del nostro cuore che cosa ci viene offerto. Lui si fa avanti per primo perché anche noi impariamo a farci avanti, liberamente, nel dono della nostra vita, sapendo che siamo chiamati ad amarci gli uni gli altri, ad amare persino i nostri nemici, a perdonare, a vivere in modo nuovo, al servizio gli uni degli altri, donando il bene che abbiamo ricevuto a nostra volta in dono. Guardiamo a Gesù e lasciamolo fare, in questa settimana, e con rispetto e amore, ci mettiamo davanti a lui, per ricevere i suoi doni.
Risurrezione: Vivi
Gesù è risorto. Non è tornato semplicemente in vita: è vivo, e lo è in un modo nuovo, definitivo. E se lui è vivo ora, allora ti chiede non stare più fermo, di aspettare più, di capire tutto quello che c’è da capire. Oggi ti dice: fatti avanti, vivi. Vivi sul serio, non a metà. Vivi senza restare chiuso nelle paure, nei rimpianti, nelle delusioni, nelle scuse che ti racconti per non rischiare. La risurrezione è una spinta per i vivi. Gesù non è risorto per lasciarti come prima, ma per tirarti fuori da ciò che ti blocca, ti spegne, ti rassegna. Lui è vivo e ti vuole vivo: capace di desiderare, di scegliere, di amare, di cadere e rialzarti. Pasqua è questo: non tornare indietro, non restare nella tomba, non vivere trattenendo il fiato. Fatti avanti. Vivi. Perché qualcuno ha già dato la vita per te, e ora tocca a te non sprecarla.
Un passo in avanti per l’oratorio: persone che facciano come Gesù
Se questa Quaresima vuole davvero essere un tempo che lascia il segno, non può limitarsi a essere ben animata o ben spiegata. Deve diventare un tempo in cui l’oratorio, per primo, si fa avanti nella vita reale dei ragazzi. Oggi molti ragazzi frequentano l’oratorio, ma rischiano di restare anonimi. Partecipano, ma non si sentono davvero attesi. Ascoltano, ma non si sentono chiamati per nome. Per questo la proposta della Quaresima nel percorso FATTI AVANTI chiede agli oratori un passo decisivo: creare le condizioni perché ogni ragazzo o ragazza sia accompagnato dallo sguardo della comunità, possa ricevere una parola buona, possa ricorrere a una presenza affidabile di una comunità giovane e adulta che si prende cura, con rispetto e costanza. Possa trovare volti di persone di una comunità che educa.
Rinnoviamo l’appello a giovani e adulti perché decidano di esserci davvero, con continuità, senza fretta, senza l’ansia del risultato, ma donando del tempo per stare in oratorio, così da rendere l’oratorio sempre più aperto e ospitale, presidiato da persone affidabili che donano presenza e sguardo educativo.
Lasciarsi condurre, guardare, guidare, amare non accade durante un’attività, ma dentro una relazione.
Questa Quaresima chiede agli oratori di scegliere consapevolmente chi accompagna chi, chi si prende cura di chi, chi si fa avanti per primo, perché solo così i ragazzi potranno intuire che il Vangelo non è una proposta tra le tante, ma è la proposta decisiva per la loro vita.
Dove questo avviene, l’oratorio smette di funzionare soltanto: diventa casa, diventa luogo di rinascita, diventa spazio in cui lasciarsi fare da Gesù.
Animare la Quaresima: giocare per imparare a farsi avanti
Proponiamo qui i giochi per le settimane di Quaresima.
In ogni gioco, a partire dal lasciarsi condurre fino al lasciarsi amare, i ragazzi sono messi nella condizione di sperimentare che qualcuno fa il primo passo per loro e che, proprio per questo, anche loro possono imparare a fare un passo verso gli altri.
Il gioco diventa così uno spazio in cui imparare a fidarsi, affidarsi, ascoltare, chiamare per nome, aspettare chi resta indietro, liberare chi è fermo: gesti semplici che parlano lo stesso linguaggio dell’amore vissuto da Gesù.
È importante che ogni proposta di animazione trovi un piccolo aggancio con la vita: un gesto di prossimità, una scelta di attenzione, un’azione di carità possibile all’età dei ragazzi.
Dopo aver giocato a guidare e a lasciarsi guidare, si può chiedere ai ragazzi di accompagnare davvero qualcuno che ha bisogno; dopo aver sperimentato lo sguardo che va oltre le apparenze, si può invitare a guardare con più attenzione chi è escluso o solo; dopo aver vissuto giochi in cui si viene “liberati” quando si è chiamati per nome, si può scegliere insieme una persona o una situazione concreta per cui farsi avanti come gruppo.
La carità, così, non viene aggiunta alla fine, ma nasce dal gioco stesso e lo completa, aiutando i ragazzi a intuire che il comandamento dell’amore non è un’idea, ma una vita che si riceve e si rimette in circolo.
In questo modo, l’animazione delle domeniche e delle settimane di Quaresima diventa un vero cammino: si gioca, si vive, si impara a farsi avanti, sapendo che il primo a farlo è sempre il Signore Gesù.
Scarica i giochi per le settimane di Quaresima.
Disco rotante di Quaresima, Fatti avanti insieme a me