Questa domenica accogliamo l’invito del Risorto: “La pace sia con voi”, rilanciato nel Manifesto per la pace scritto dal nostro Arcivescovo Mario Delpini, in occasione dell’elezione di Papa Leone XIV. Proprio il Papa, in questa domenica, inizia il suo ministero come successore di san Pietro e Pontefice della Chiesa universale. Invitiamo ragazzi e ragazze a lasciarsi coinvolgere dal dono della pace, da costruire vivendo il comandamento dell’amore “come Lui ci ha amati”. Proponiamo alle comunità e agli oratori un modo concreto per vivere questa domenica: gesti liturgici, parole da trasmettere, preghiere semplici e segni simbolici per imparare da Gesù come si costruisce la pace e si ama davvero.


«Siamo qui per celebrare il Signore risorto e per ascoltare ancora le sue parole: “La pace sia con voi”. Il Vangelo di oggi ci chiede di amarci gli uni gli altri, come Gesù ci ha amati. L’amore vero porta sempre pace. E con la pace, tutto cambia! Siamo in comunione con Papa Leone XIV, che proprio oggi, a Roma, inizia il suo ministero come Pontefice e successore di san Pietro.
Preghiamo per lui e, intanto, ci impegniamo a pregare e a costruire la pace, seguendo l’invito del Risorto: “La pace sia con voi.”
Siamo qui per imparare a farlo alla scuola di Gesù, che offre sé stesso per amore. Da Lui impariamo come si vive la carità, come si fa la pace, come si ama davvero.».

*Possiamo leggere queste parole all’inizio della Messa con i ragazzi.

 

Una speranza concreta nasce quando accogliamo il dono della pace e dell’amore che ci vengono dal Signore risorto, e li trasformiamo in attenzione fraterna verso gli altri – verso tutti, nessuno escluso.
Anche i bambini e i ragazzi possono fare la loro parte: con piccoli o grandi gesti di bontà, con il desiderio di incontrare l’altro, con l’amicizia che sa ricucire legami.

Occorre “disinnescare” nervosismi e tensioni anche nei più giovani, restituendo serenità, attraverso una comunità capace di tendere la mano, sorridere, accogliere, coinvolgere, entusiasmare.

Impariamo da Gesù che il segreto della pace e della felicità autentica è la carità: quella che apre il cuore all’altro, che sceglie di amare il prossimo, che costruisce fraternità nei luoghi in cui viviamo – a partire dalla nostra comunità e, quindi, anche dall’oratorio.

 

Il nostro Arcivescovo Mario Delpini insieme al Consiglio Pastorale Diocesano ha redatto un Manifesto per la pace, chiedendo alle comunità della Diocesi di diffonderlo. 

Anche in oratorio possiamo trovare il modo più opportuno per evidenziarlo nel suo valore, lasciandoci coinvolgere dalle parole che ci chiedono insieme di “operare per la pace, pregare per la pace, tenere vive l’attenzione, le domande, le inquietudini…“.

Nei prossimi giorni, si può coinvolgere un gruppo di preadolescenti o adolescenti o ragazzi dell’iniziazione, invitandoli a leggere il testo e selezionare le frasi che più li colpiscono.
Con dei cartelloni, possono creare dei “manifesti della pace” da esporre in oratorio: in bacheca, all’ingresso, nelle sale della catechesi, in salone o vicino alla “Porta del RI-”, per richiamare l’attenzione e perché il messaggio sia visibile a tutti.

 

Durante la Messa, sia in questa prossima domenica sia nella successiva, si possono fare alcuni riferimenti a questo manifesto, caratterizzando questi ultimi giorni dell’anno oratoriano nel coinvolgimento di tutti in un rinnovato impegno a costruire la pace: “La pace sia con voi”, così TUTTO CAMBIA!

L’invito ripetuto “La pace sia con voi” è il saluto del Risorto con il quale il nostro nuovo Papa Leone XIV si sta presentando al mondo, con un chiaro richiamo rivolto a tutti a “fare la pace”! Noi ci stiamo, e impegniamo anche i più giovani ad accogliere questo appello, che è innanzitutto un dono da accogliere: la pace del Risorto ci trasforma – ci cambia – e ci rende capaci di costruire ponti.

 

Alcuni suggerimenti per la Messa:

*Dopo l’introduzione letta da un educatore (vedi sopra) e il saluto, l’atto penitenziale o il rito dell’aspersione può essere preceduto da alcuni ragazzi che si alternano nella lettura di alcuni pezzi del Manifesto:
– «La pace sia con voi. Noi decidiamo di essere operatori di pace perché abbiamo ricevuto la grazia di essere figli di Dio».
«La pace sia con voi. Noi ci impegniamo a pensare, a pregare, a operare per la riconciliazione e il perdono che rendono possibile la pace».
– «La pace sia con voi. Noi ci impegniamo a stare dalla parte dei deboli».
– «La pace sia con voi. Noi chiediamo al Signore Risorto la grazia di essere uomini e donne di pace».

*Una monizione letta da un educatore o da una catechista può introdurre le letture della domenica:
«Oggi la Parola di Dio ci parla di una cosa grande e semplice: l’amore che costruisce la pace. Ascolteremo di una comunità dove tutti condividevano ogni cosa, dell’amore che non cerca il proprio interesse, e del comandamento di Gesù: “Amatevi come io ho amato voi.” È da questo amore che nasce la vera pace. Ascoltiamo con attenzione».

*Nell’omelia si possono riprendere alcuni di questi concetti:
La pace nasce dall’amore vero. Dallo sguardo che esce da sé stesso, che sa riconoscere i bisogni degli altri, le difficoltà in cui vivono… e che, in ogni modo possibile, sceglie di intervenire. Anche se si è piccoli. Anche se si ha poco.
L’indifferenza e l’isolamento non abitano il cuore di chi crede nel Signore Gesù e decide di seguirlo.
Noi cristiani viviamo in un modo originale: ci sforziamo di mettere a disposizione quello che abbiamo, per il bene di tutti.
Ci prendiamo cura gli uni degli altri, perché chi è in difficoltà e ha bisogno di aiuto non sia lasciato solo, mai.
Mettiamo in pratica il dono dell’amore che ci viene da Gesù e dallo Spirito Santo, ricevuto il giorno del nostro Battesimo.
La dote che dobbiamo esercitare di più è la carità.
Nell’ordine delle nostre priorità, l’amore per il prossimo dovrebbe venire al primo posto.
La carità si esercita. Con la pratica. Gesù è l’esempio. Basta fare come Lui!
Come… È una congiunzione, ma per noi è anche una direzione. Come devo fare? Come Gesù!
Se ami come Gesù ha amato, tutto cambia. La speranza diventa qualcosa di concreto.
E la pace, qualcosa che stai costruendo davvero.

*La preghiera dei fedeli può essere integrata con almeno due intenzioni dedicate una all’inizio del ministero di Papa Leone XVI e una dedicata alla pace.
Ad esempio:
– Signore Gesù, ti preghiamo per Papa Leone XIV: inizia oggi il suo cammino come successore di san Pietro. Fa’ che sia forte nel guidarci con la tua pace e che ci aiuti ad amare il mondo come Tu lo ami. Preghiamo.
– Signore Gesù, tu ci hai detto: “La pace sia con voi.” Aiutaci a vivere queste parole e a diventare ogni giorno operatori di pace, con i gesti piccoli e veri dell’amore. Preghiamo.
– Signore Gesù, ti affidiamo le persone che stanno soffrendo per la guerra, soprattutto in Ucraina e a Gaza. Dona speranza a chi ha perso tutto, consola i bambini e aiuta i potenti del mondo a scegliere la pace. Preghiamo.
– Signore Gesù, ti preghiamo per noi ragazzi che stiamo crescendo in oratorio. Insegnaci a condividere quello che abbiamo, ad avere un cuore aperto agli altri, e ad amarci come tu ci hai amato. Preghiamo.

*Lo scambio della pace è un momento che può essere altamente simbolico in questa domenica. Si può trovare una forma “originale” (andrà spiegata per farla in modo corretto): alcuni ragazzi ricevono la pace dal sacerdote, la scambiano con i loro coetanei e insieme tutti i bambini e i ragazzi che l’hanno “ricevuta” vanno a scambiare la pace a cascata a tutto il resto della comunità che aspetterà di accoglierla dai più piccoli prima di scambiarsi la pace reciprocamente. Un canto può guidare questo gesto.

*La Professione di fede questa domenica assume una rilevanza importante perché ci stringiamo in comunione con Papa Leone XIV che inizia il suo ministero come successore di san Pietro e Pontefice della Chiesa universale. Si può spiegare questo con semplici parole:
Fratelli, siamo raccolti dallo stesso Spirito di Cristo, Il simbolo della nostra fede, il Credo, è la nostra preghiera di fiducia: con queste parole siamo uniti a tutta la Chiesa, a Papa Leone XIV che oggi inizia il suo servizio come successore di Pietro, e al nostro Vescovo Mario. Credere insieme ci fa sentire parte di un’unica grande famiglia, in cammino per diffondere la pace che Gesù ci dona.

*Si può pronunciare insieme la preghiera per la pace dopo il Padre nostro: “Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi apostoli…”

*Dopo la comunione, nello spazio del silenzio, un educatore o un ragazza grande può leggere questa preghiera che si rifà al Manifesto per la Pace

Gesù Risorto,
tu ci dici: “La pace sia con voi.”
Noi accogliamo la tua parola,
e vogliamo accogliere anche il saluto del nostro Papa Leone XIV,
che ci invita a costruire la pace, ogni giorno, con gesti concreti.
Aiutaci a non essere indifferenti,
a non rispondere al male con il male,
ma a scegliere sempre il bene,
a stare dalla parte dei più deboli,
a perdonare e a ricominciare.
Vogliamo essere “operatori di pace”
perché siamo tuoi amici, figli di Dio.
Vogliamo che la nostra scuola, la nostra casa, il nostro oratorio
siano luoghi dove si respira perdono, rispetto e amicizia.
La pace sia con noi, Gesù.
La pace sia in noi.
E da oggi, la vogliamo portare a tutti.
Amen.

 

La pace è “segno di speranza”, anche in oratorio

Abbiamo già lavorato, in particolare nel mese di gennaio 2025, per indicare l’educazione alla pace come uno dei “segni di speranza” prioritario questo Giubileo 2025. Rimandiamo a tutte le proposte che abbiamo pubblicato e ai link di riferimento (con schede e materiali) per una verifica e un rilancio. L’educazione alla pace è uno degli impegni “permanenti” di un oratorio che accompagna la crescita integrale dei ragazzi e delle ragazze. La pace che educhiamo a realizzare parte dal dono del Risorto che dilata il cuore alla speranza e rende possibile uno stile di vita conforme a costruire ponti, legami, prossimità, attenzione e cura, a lavorare per la giustizia, a procurare il perdono, a favorire la riconciliazione e, quindi, a generare la pace. 

Costruire la pace, il primo dei segni di speranza

 

N.B.: In questi ultimi giorni dell’anno oratoriano “Tutto cambia” possiamo verificare quanto abbiamo fatto per l’educazione alla pace in questo anno e prenderci l’impegno di qualche passo significativo o qualche abitudine da alimentare in vista del nuovo anno pastorale e per la fine del Giubileo della speranza.

 

«La pace sia con voi. Noi incoraggiamo… le istituzioni educative a costruire una cultura di pace, a educare a pensare la pace… La pace sia con voi. Noi ci proponiamo di segnare nel calendario di ogni anno i giorni per pregare, per celebrare, per manifestare nella ricerca della pace».

 

Lunedì 19 maggio: in oratorio preghiamo per il Papa

In tutta la Diocesi di Milano, lunedì 19 maggio, si celebra una Messa per l’inizio del ministero di Papa Leone XIV.

Anche nei nostri oratori, durante le attività del pomeriggio o della sera, possiamo fermarci due minuti per pregare per Papa Leone.

Lunedì invitiamo i ragazzi (magari anche gli animatori che si stanno preparando all’Oratorio estivo) a entrare in cappellina o in chiesa, anche solo per un attimo (programmiamo il momento perché sia inserito nel contesto delle attività sia la catechesi o il corso di formazione per animatori o l’incontro con i preado, ecc.).
Basta il silenzio, una parola, e una semplice preghiera.

Ecco la preghiera per il Papa da recitare insieme in oratorio:

Signore Gesù,
oggi preghiamo per Papa Leone XIV,
che hai scelto come guida della tua Chiesa.
Donagli forza, coraggio, sapienza e pace.
Fa’ che sia un pastore buono e fedele,
capace di parlare al cuore dei piccoli, dei giovani, dei poveri.
Noi vogliamo camminare con lui,
seguendo la tua parola e costruendo la pace,
come Tu ci hai insegnato.
Benedici Papa Leone, proteggilo con il tuo amore.
Amen.

A questa preghiera si può aggiungere
un Padre nostro,
un Ave Maria
un Gloria al Padre
secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

 

 

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