Quattro film italiani in concorso

di Paola DALLA TORRE
Redazione

Al Festival di Venezia 2010 (1-11 settembre) sono ben quattro i film italiani in concorso. Si tratta de La Passione di Carlo Mazzacurati, che ha come protagonisti Silvio Orlando (che torna al Lido dopo aver vinto il Leone come miglior attore per Il papà di Giovanna di Pupi Avati) e Cristiana Capotondi; il dramma risorgimentale Noi credevamo diretto da Mario Martone, con Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Zingaretti e Anna Bonaiuto; La solitudine dei numeri primi, diretto da Saverio Costanzo e tratto dall’omonimo romanzo vincitore del premio Strega; La Pecora nera diretto da Ascanio Celestini con Giorgio Tirabassi, lo stesso Celestini e Maya Sansa.
Tra queste pellicole sicuramente molto atteso il ritorno al cinema di Carlo Mazzacurati, con La Passione, commedia che racconta le vicende di Gianni Dubois, un regista cinquantenne, ex promessa del cinema, che finalmente dopo anni ottiene la sua grande occasione: dovrà scrivere e girare un film con protagonista una popolarissima giovane attrice del piccolo schermo. Ma non finisce qui.
Per l’Italia ci saranno ben 19 film. Atteso è Vallanzasca. Gli angeli del male di Michele Placido, ma anche Omaggio a Vittorio Gassman di Giancarlo Scarchilli, Sorelle mai di Marco Bellocchio, Come siamo come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue. Niente paura, documentario di Piergiorgio Gay.
Apre la manifestazione Black Swan del regista Darren Aronofsky, già Leone d’Oro con The Wrestler nel 2008; a chiudere ci sarà The Tempest con Helen Mirren. A giocare per il Leone d’Oro, quest’anno assegnato dal presidente di giuria Quentin Tarantino, ci saranno, oltre ai già citati, anche Somewhere di Sofia Coppola, Happy Few di Antony Cordier, Silent Souls di Aleksei Fedorchenko, Promises Written in the Water che segna il ritorno al cinema di Vincent Gallo dopo anni di silenzio, Road to Nowhere di Monte Hellman, Balada triste de trompeta del regista spagnolo Alex de la Iglesia, Venus Noire di Abdellatif Kechiche, Post Mortem di Pablo Larrain, La versione di Barney di Richard J. Lewis, tratto dal libro di Moderchai Rilcher, 13 Assassins del maestro del genere yakuza Takashi Miike, Potiche di François Ozon, Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt, Miral di Julian Schnabel, Norwegian Wood di Tran Anh Hung, Attenberg di Athina Rachel Tsangari, Detective Dee di Tsui Hark, Drei di Tom Tykwer, e infine un film a sorpresa che sarà annunciato il 6 settembre.
Tra i titoli fuori concorso i più interessanti saranno Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen di Andrew Lau (che apre il festival) e Machete di Robert Rodriguez, amico fraterno del presidente di giuria Tarantino, proiettato a mezzanotte del primo giorno, 24 ore prime dell’uscita negli Usa. Un festival molto “giovanile” quest’anno, vista l’età media dei registi che portano film in concorso e fuori. Un buon segno, si spera, per la nascita di una nuova generazione di cineasti. Al Festival di Venezia 2010 (1-11 settembre) sono ben quattro i film italiani in concorso. Si tratta de La Passione di Carlo Mazzacurati, che ha come protagonisti Silvio Orlando (che torna al Lido dopo aver vinto il Leone come miglior attore per Il papà di Giovanna di Pupi Avati) e Cristiana Capotondi; il dramma risorgimentale Noi credevamo diretto da Mario Martone, con Luigi Lo Cascio, Toni Servillo, Luca Zingaretti e Anna Bonaiuto; La solitudine dei numeri primi, diretto da Saverio Costanzo e tratto dall’omonimo romanzo vincitore del premio Strega; La Pecora nera diretto da Ascanio Celestini con Giorgio Tirabassi, lo stesso Celestini e Maya Sansa.Tra queste pellicole sicuramente molto atteso il ritorno al cinema di Carlo Mazzacurati, con La Passione, commedia che racconta le vicende di Gianni Dubois, un regista cinquantenne, ex promessa del cinema, che finalmente dopo anni ottiene la sua grande occasione: dovrà scrivere e girare un film con protagonista una popolarissima giovane attrice del piccolo schermo. Ma non finisce qui.Per l’Italia ci saranno ben 19 film. Atteso è Vallanzasca. Gli angeli del male di Michele Placido, ma anche Omaggio a Vittorio Gassman di Giancarlo Scarchilli, Sorelle mai di Marco Bellocchio, Come siamo come eravamo e le canzoni di Luciano Ligabue. Niente paura, documentario di Piergiorgio Gay.Apre la manifestazione Black Swan del regista Darren Aronofsky, già Leone d’Oro con The Wrestler nel 2008; a chiudere ci sarà The Tempest con Helen Mirren. A giocare per il Leone d’Oro, quest’anno assegnato dal presidente di giuria Quentin Tarantino, ci saranno, oltre ai già citati, anche Somewhere di Sofia Coppola, Happy Few di Antony Cordier, Silent Souls di Aleksei Fedorchenko, Promises Written in the Water che segna il ritorno al cinema di Vincent Gallo dopo anni di silenzio, Road to Nowhere di Monte Hellman, Balada triste de trompeta del regista spagnolo Alex de la Iglesia, Venus Noire di Abdellatif Kechiche, Post Mortem di Pablo Larrain, La versione di Barney di Richard J. Lewis, tratto dal libro di Moderchai Rilcher, 13 Assassins del maestro del genere yakuza Takashi Miike, Potiche di François Ozon, Meek’s Cutoff di Kelly Reichardt, Miral di Julian Schnabel, Norwegian Wood di Tran Anh Hung, Attenberg di Athina Rachel Tsangari, Detective Dee di Tsui Hark, Drei di Tom Tykwer, e infine un film a sorpresa che sarà annunciato il 6 settembre.Tra i titoli fuori concorso i più interessanti saranno Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen di Andrew Lau (che apre il festival) e Machete di Robert Rodriguez, amico fraterno del presidente di giuria Tarantino, proiettato a mezzanotte del primo giorno, 24 ore prime dell’uscita negli Usa. Un festival molto “giovanile” quest’anno, vista l’età media dei registi che portano film in concorso e fuori. Un buon segno, si spera, per la nascita di una nuova generazione di cineasti.

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