Redazione

Venerdì 16 aprile, alle 21.15, al Cineteatro Agorà di Cernusco sul Naviglio (via Marcelline 37, tel. 02.9245343), va in scena Angelo Roncalli in arte Papa Gioan, di e con Eugenio de’ Giorgi.
Lo spettacolo rappresenta la seconda tappa di un progetto di indagine sulle principali religioni monoteistiche che prende il nome di Deus ex machina: dopo la riflessione sulla cultura ebraica attraverso la storia del ghetto di Venezia (Venezia 1516 affittasi monolocale zona Ghetto), è ora la volta della religione cattolica attraverso la figura di Giovanni XXIII.
Nello spettacolo, che ha forma di monologo, de’ Giorgi presenta la figura di Angelo Roncalli, raccontando non solo del “Papa buono”, ma soprattutto dell’uomo che ha rinnovato la Chiesa per renderla più santa e quindi più pronta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei. Roncalli è l’uomo che ha ricercato le vie per raggiungere l’unità delle Chiese cristiane, cercando innanzitutto «ciò che unisce invece di ciò che divide». La drammaturgia delinea le sue idee, le riforme, le lotte, anche interne alla Chiesa, facendo emergere una figura “nuova” che ha lottato fino alla morte per i valori in cui credeva, per la vita, per la giustizia.
«Lo spettacolo non vuole essere solo una biografia del personaggio, ma una ricerca e quindi una divulgazione del suo pensiero – spiega de’ Giorgi -. Il protagonista è un contadino, che attraverso un linguaggio semplice e popolare, accompagna lo spettatore in un “viaggio universale”. Il suo nome è Gioan perché, oltre a essere uno dei nomi più comuni nel Bergamasco, terra di origine di Angelo Roncalli, è anche il nome che lui adotta quando diventa Papa». Venerdì 16 aprile, alle 21.15, al Cineteatro Agorà di Cernusco sul Naviglio (via Marcelline 37, tel. 02.9245343), va in scena Angelo Roncalli in arte Papa Gioan, di e con Eugenio de’ Giorgi.Lo spettacolo rappresenta la seconda tappa di un progetto di indagine sulle principali religioni monoteistiche che prende il nome di Deus ex machina: dopo la riflessione sulla cultura ebraica attraverso la storia del ghetto di Venezia (Venezia 1516 affittasi monolocale zona Ghetto), è ora la volta della religione cattolica attraverso la figura di Giovanni XXIII.Nello spettacolo, che ha forma di monologo, de’ Giorgi presenta la figura di Angelo Roncalli, raccontando non solo del “Papa buono”, ma soprattutto dell’uomo che ha rinnovato la Chiesa per renderla più santa e quindi più pronta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei. Roncalli è l’uomo che ha ricercato le vie per raggiungere l’unità delle Chiese cristiane, cercando innanzitutto «ciò che unisce invece di ciò che divide». La drammaturgia delinea le sue idee, le riforme, le lotte, anche interne alla Chiesa, facendo emergere una figura “nuova” che ha lottato fino alla morte per i valori in cui credeva, per la vita, per la giustizia.«Lo spettacolo non vuole essere solo una biografia del personaggio, ma una ricerca e quindi una divulgazione del suo pensiero – spiega de’ Giorgi -. Il protagonista è un contadino, che attraverso un linguaggio semplice e popolare, accompagna lo spettatore in un “viaggio universale”. Il suo nome è Gioan perché, oltre a essere uno dei nomi più comuni nel Bergamasco, terra di origine di Angelo Roncalli, è anche il nome che lui adotta quando diventa Papa».

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