Parlano i principali interpreti del musical in scena per la prima volta a San Siro, in una serata che sosterrà il Fondo diocesano Famiglia-Lavoro attraverso particolari agevolazioni ai gruppi�parrocchiali -

di Ylenia SPINELLI
Redazione

A San Siro fervono i preparativi, ma questa volta non in vista di una partita di calcio o di un concerto rock. Per la prima volta in assoluto, venerdì 18 giugno, lo stadio Meazza ospiterà un’opera musicale, i Promessi Sposi di Michele Guardì.
Il noto autore televisivo, con la collaborazione di Pippo Flora, ha infatti riscritto per il teatro ogni capitolo del romanzo manzoniano e prodotto in prima persona un’opera che sa di kolossal, sia per il cast (dieci protagonisti, dieci comprimari, quaranta ballerini, coristi che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una grande orchestra sinfonica), sia per l’allestimento che, attraverso imponenti scenografie ruotanti, video proiezioni ed effetti speciali, porterà a San Siro una parte della Brianza lecchese e di Milano (compreso il Duomo, alto più di 15 metri).
«È un’opera che non potrà non emozionare – spiega Guardì, che dello spettacolo è anche regista – perché sia i testi, sia le musiche sono state composte prima di tutto con il cuore. Chi ha letto il romanzo ci ritroverà tutti i personaggi e tutti i particolari. Chi non lo consce, potrà apprezzare il grande valore umano contenuto in ogni pagina e dunque in ogni scena».
Lo spettacolo, presentato in anteprima lo scorso aprile nel Duomo di Milano alla presenza del cardinale Tettamanzi, sposa una causa nobile: parte dei proventi, per volontà dello stesso Guardì e del Comune di Milano, andranno al Fondo Famiglia-Lavoro istituito dal Cardinale.
A calarsi nei panni di Renzo e Lucia saranno Graziano Galatone e Noemi Smorra, non nuovi all’opera msusicale. «È la prima volta che per entrare nella parte mi ispiro a me stesso – spiega Galatone (Febo nel Notre Dame di Cocciante e Cavaradossi nella Tosca di Dalla) -. Un po’ come Renzo, anch’io da ragazzino sono partito da un paesino della provincia di Taranto per inseguire i miei sogni». E Noemi, già Pia de’ Tolomei ne La Divina Commedia di Frisina e grande appassionata del romanzo manzoniano: «Spesso a scuola ci si sofferma sui primi capitoli, quando Lucia è ancora una ragazzina e una timida sposa promessa. In realtà il personaggio fa un lungo percorso di maturazione, diventa una donna. Ho cercato di darle una maggiore fisicità, nel rispetto del candore».
Ricco di sfaccettature è anche il personaggio della Monaca di Monza, interpretato dalla cantante argentina Lola Ponce, che ha conosciuto Manzoni grazie all’opera di Guardì: «Gertrude è una donna a volte fragile, a volte forte, porta dentro di sé una grande sofferenza, ma sarà anche molto sensuale». Del cast fa parte anche Giò di Tonno (don Rodrigo), che in coppia con la Ponce ha recitato in Notre Dame de Paris e nel 2008 ha vinto il Festival di Sanremo.
Christian Gravina si dovrà invece sdoppiare nei ruoli del cardinale Borromeo e di fra’ Cristoforo. «Due uomini di Chiesa, ma molto diversi tra loro – spiega -. Uno quasi santo, l’altro caratterizzato da un grande senso di colpa per l’omicidio commesso che non lo abbandonerà sino alla fine». A Vittorio Matteucci spetterà l’ennesimo ruolo da cattivo della sua carriera di attore. «Che emozione l’Innominato – ammette -: prima malvagio, freddo e senza pietà, poi contraddittorio, confuso e alla fine convertito». E aggiunge: «Grazie a questo personaggio sono riuscito a vivere meglio un momento complicato della mia vita».
Dopo il debutto a San Siro (l’evento sarà ripreso dalla Rai che lo trasmetterà a settembre in prima serata su Raiuno), lo spettacolo andrà in scena a dicembre, per tre settimane, al Teatro degli Arcimboldi di Milano. A San Siro fervono i preparativi, ma questa volta non in vista di una partita di calcio o di un concerto rock. Per la prima volta in assoluto, venerdì 18 giugno, lo stadio Meazza ospiterà un’opera musicale, i Promessi Sposi di Michele Guardì.Il noto autore televisivo, con la collaborazione di Pippo Flora, ha infatti riscritto per il teatro ogni capitolo del romanzo manzoniano e prodotto in prima persona un’opera che sa di kolossal, sia per il cast (dieci protagonisti, dieci comprimari, quaranta ballerini, coristi che cantano dal vivo sulle basi musicali realizzate da una grande orchestra sinfonica), sia per l’allestimento che, attraverso imponenti scenografie ruotanti, video proiezioni ed effetti speciali, porterà a San Siro una parte della Brianza lecchese e di Milano (compreso il Duomo, alto più di 15 metri).«È un’opera che non potrà non emozionare – spiega Guardì, che dello spettacolo è anche regista – perché sia i testi, sia le musiche sono state composte prima di tutto con il cuore. Chi ha letto il romanzo ci ritroverà tutti i personaggi e tutti i particolari. Chi non lo consce, potrà apprezzare il grande valore umano contenuto in ogni pagina e dunque in ogni scena».Lo spettacolo, presentato in anteprima lo scorso aprile nel Duomo di Milano alla presenza del cardinale Tettamanzi, sposa una causa nobile: parte dei proventi, per volontà dello stesso Guardì e del Comune di Milano, andranno al Fondo Famiglia-Lavoro istituito dal Cardinale.A calarsi nei panni di Renzo e Lucia saranno Graziano Galatone e Noemi Smorra, non nuovi all’opera msusicale. «È la prima volta che per entrare nella parte mi ispiro a me stesso – spiega Galatone (Febo nel Notre Dame di Cocciante e Cavaradossi nella Tosca di Dalla) -. Un po’ come Renzo, anch’io da ragazzino sono partito da un paesino della provincia di Taranto per inseguire i miei sogni». E Noemi, già Pia de’ Tolomei ne La Divina Commedia di Frisina e grande appassionata del romanzo manzoniano: «Spesso a scuola ci si sofferma sui primi capitoli, quando Lucia è ancora una ragazzina e una timida sposa promessa. In realtà il personaggio fa un lungo percorso di maturazione, diventa una donna. Ho cercato di darle una maggiore fisicità, nel rispetto del candore».Ricco di sfaccettature è anche il personaggio della Monaca di Monza, interpretato dalla cantante argentina Lola Ponce, che ha conosciuto Manzoni grazie all’opera di Guardì: «Gertrude è una donna a volte fragile, a volte forte, porta dentro di sé una grande sofferenza, ma sarà anche molto sensuale». Del cast fa parte anche Giò di Tonno (don Rodrigo), che in coppia con la Ponce ha recitato in Notre Dame de Paris e nel 2008 ha vinto il Festival di Sanremo.Christian Gravina si dovrà invece sdoppiare nei ruoli del cardinale Borromeo e di fra’ Cristoforo. «Due uomini di Chiesa, ma molto diversi tra loro – spiega -. Uno quasi santo, l’altro caratterizzato da un grande senso di colpa per l’omicidio commesso che non lo abbandonerà sino alla fine». A Vittorio Matteucci spetterà l’ennesimo ruolo da cattivo della sua carriera di attore. «Che emozione l’Innominato – ammette -: prima malvagio, freddo e senza pietà, poi contraddittorio, confuso e alla fine convertito». E aggiunge: «Grazie a questo personaggio sono riuscito a vivere meglio un momento complicato della mia vita».Dopo il debutto a San Siro (l’evento sarà ripreso dalla Rai che lo trasmetterà a settembre in prima serata su Raiuno), lo spettacolo andrà in scena a dicembre, per tre settimane, al Teatro degli Arcimboldi di Milano. –

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