Con il suo talento ha mostrato una nuova Napoli energica, che non si arrende al fatalismo, e ha dato voce a una città troppe volte senza voce

Pino Daniele

Napule è mille culure, Napule è mille paure. Napule è a voce de’ creature che saglie chianu chianu. E tu sai ca nun si sule. Eppure, da lunedì scorso, Napoli si sente un po’ più sola, perché si è spenta una voce che rappresentava la sua parte migliore, la Napoli di mille culure, che non si lascia inchiodare da stereotipi negativi e pregiudizi, ma guarda in faccia i problemi senza paura: Napule è na carta sporca e nisciuno se ne importa. E ognuno aspetta a ‘ciorta.

Lunedì se n’è andato Pino Daniele; avrebbe compiuto sessant’anni il 19 marzo. Un infarto l’ha stroncato nella sua casa in Toscana. Risale a pochi giorni fa la sua ultima apparizione in televisione. L’artista napoletano era stato, infatti, tra i protagonisti del programma La notte che verrà, tradizionale appuntamento di Rai1 in onda da Courmayeur la sera tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Le note di alcune delle sue canzoni più note avevano riscaldato l’atmosfera. Ancora ci sembra di sentirlo mentre intona Quando: Tu dimmi quando, quando siamo angeli che cercano un sorriso. E fino a pochi giorni prima di Natale aveva portato in giro per l’Italia il tour di Nero a metà.

Con il suo talento ha mostrato una nuova Napoli energica, che non si arrende al fatalismo, grazie a un mix di ritmo, rock, blues, funky, jazz e tradizione, per dar voce a una città troppe volte senza voce, varcando anche i confini del successo nazionale. Sul suo sito ufficiale Pino Daniele viene descritto così: «Il nero a metà, l’americano della nuova Napoli che sognava di veder passare la nuttata, il mascalzone latino, il Lazzaro felice, l’uomo in blues, il musicante on the road, il neomadrigalista, cantautore che negli anni in cui dominava il messaggio non mise mai in secondo piano la musica, pur avendo cose da dire, e che cose”.

Ora la lunga storia, iniziata nei vicoli del centro storico di Napoli per approdare sugli scenari internazionali, è purtroppo conclusa. Per questo la città ha accolto la notizia attonita, smarrita. Non sembra vero, anzi non si vuole credere che sia vero, anche se il “cuore matto” era il punto debole di Pino. Il sindaco, Luigi De Magistris, ha annunciato che sarà lutto cittadino il giorno dei funerali del grande musicista. «Pino Daniele è morto, ma la sua musica è eterna. Pino è Napoli, legame infinito e indistruttibile, come il suono e la voce della sua musica», ha scritto il sindaco in un tweet che rappresenta bene lo stato d’animo dei napoletani. Un dolore, quello per la morte del cantante, che corre anche sui social network: sono tanti i colleghi, da Eros Ramazzotti a Laura Pausini, da Fiorella Mannoia ai Negramaro, che lo ricordano con affetto e gratitudine su Facebook, Twitter, Instagram.

Commuove l’ultimo tweet di Pino sul suo profilo ufficiale, rilanciato anche su Facebook. È del 1° gennaio alle 17.38, con la scritta «Back home… In viaggio per casa” e l’immagine della strada, in bianco e nero, scattata dall’auto in corsa. In viaggio sì, verso la Casa del Padre, dove ora continuerà a suonare la sua musica per sempre.

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