Con “L’insonne” e “Figli senza volto” la Fondazione Crt Milano prosegue la sua azione di sostegno alle compagnie teatrali prive di sede

Figli senza volto

La nuova Fondazione Crt Milano prosegue la sua azione di sostegno alle compagnie teatrali milanesi, prive di una propria sede. Dall’11 al 23 febbraio si affacciano quindi in contemporanea nei due spazi del Teatro dell’Arte alla Triennale (viale Alemagna 6) la compagnia Lab121 e la compagnia Animanera, con due nuovi lavori che gli spettatori potranno vedere in successione nella stessa serata.

Il gruppo Lab121 presenta L’insonne, liberamente tratto da Ieri di Agosta Kristof, che con la regia di Claudio Autelli si sofferma sulla figura di un uomo, Sandor, sospeso tra passato e presente, che cerca di definire la propria realtà. Ne indaga i piccoli rituali quotidiani, i gesti che ritornano, i ricordi di persone incontrate. Cerca negli angoli della stanza della propria memoria la chiave d’accesso per la porta di un futuro, che non riesce a immaginare. Mentre quello che lo minaccia è un presente in terra straniera, un posto simile a un deserto da attraversare, nel quale il pensiero fisso è la domanda se sia giusto andare avanti o fermarsi, e tornare indietro. Interpreti sono Alice Conti e Francesco Villano; la drammaturgia è di Raffaele Rezzonico e Claudio Autelli, le scene e i costumi di Maria Paola Di Francesco, le luci di Simone De Angelis, il suono di Fabio Cinicola; assistenti alla regia Piera Mungiguerra e Andrea Sangalli.

Il gruppo Animanera presenta invece Figli senza volto, dall’omonimo testo di Ida Farè, la storia di una militante della lotta armata nello sforzo di mimetizzarsi nell’anonimato. Negli anni Settanta, in un quartiere di periferia di una città del Nord, attraverso il filo dei pensieri della protagonista si svolge la vita quotidiana di un uomo e di una donna, una coppia simile a tante altre. Ma dietro i gesti e le azioni della normalità si svela l’esistenza di due terroristi in clandestinità, e con essa i sentimenti di disperazione che possono alimentare la scelta estrema della lotta armata: la dimensione di una vita consumata nell’ombra, l’ansia di riuscire a mimetizzarsi, la paura di essere riconosciuti, l’ascolto dei passi e il controllo ossessivo dei vicini, nella speranza che tutto vada come deve andare… Con regia di Aldo Cassano e interpretazione di Natascia Curci; assistente alla regia Antonio Spitaleri, video di Semira Belkhir, Marco Burzoni e Federico Tinelli, audio di Antonio Spitaleri, scene di Valentina Tescari, luci di Beppe Sordi e costumi di Lucia Lapolla.

Info: www.crtmilano.it e www.triennale.org

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