Guarino

Oggi è morto don Vittorio Guarino.

Nato a Nocera Inferiore (Sa) il 6/1/1931.

Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 21/6/1958.

Laurea in Ingegneria nel 1954.

– Dal 1958 al 1965 Vicario parrocchiale Gesù Maria e Giuseppe – Milano.

– Dal 1965 al 1970 Vicario parrocchiale Ospedale Maggiore – Milano.

– Dal 1970 al 1980 Cappellano Ospedale – Parabiago.

– Dal 1980 al 1992 Rettore cappellania Ospedale civile “S. Erasmo” – Legnano.

– Dal 1992 al 2014 Parroco S. Eusebio V. e M. – Agra, poi residente con incarichi pastorali.

Lettera dell’Arcivescovo ai fedeli
della parrocchia S. Eusebio V. e M. di Agra

Carissimi fedeli,

partecipo al cordoglio per la morte di don Vittorio Guarino e mi unisco a tutti voi nella preghiera di suffragio.

Il ministero di don Vittorio, dopo il primo incarico nella parrocchia Gesù Maria e Giuseppe di Milano, si svolse in vari ospedali della Diocesi. Poi, nel 1992, gli fu affidata la responsabilità della vostra comunità di S. Eusebio, dove scelse di rimanere anche quando rimise il mandato e la malattia, negli ultimi mesi, non gli permetteva più di essere attivo come prima. In ogni suo impegno seppe farsi amare per la sua bontà, per la sua finezza unita a un approccio umoristico che gli permetteva di affrontare ogni tipo di situazione con un sorriso. Assiduo in confessionale e nelle attenzioni verso gli ammalati e gli anziani: era questo il suo modo di testimoniare la sollecitudine del Signore per la fragilità umana nel corso dell’esistenza. Sentì sempre fortissima l’importanza della preghiera a cui dedicava le prime ore del mattino. Restò vicino a tutte quelle forme di spiritualità intensa della Chiesa celebrando quotidianamente la Messa per le Romite e manifestando una particolare devozione per i santi Carmelitani.

Sono quindi davvero tanti i motivi per ringraziare un’ultima volta don Vittorio e io mi unisco a voi mentre lo affidiamo all’intercessione di santa Teresa di Lisieux e all’abbraccio misericordioso del Padre.

Ricordo tutti nella preghiera, in particolare la signora Anna, e con affetto vi benedico.

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