Cereda

Oggi è morto don Davide Cereda, dal 1997 al 2007 Vicario parrocchiale a Monza – Sacra Famiglia, poi residente. Nato a Monza il 2 dicembre 1927 e ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 28 giugno 1962, dal 1962 al 1969 è stato vicario parrocchiale a Verano Brianza, dal 1969 al 1982 parroco a Calcinate del Pesce, dal 1982 al 1997 parroco a Ferno.

Lettera dell’Arcivescovo ai fedeli della parrocchia
Sacra Famiglia in località Cederna a Monza

Carissimi fedeli, sono vicino al vostro cordoglio per la morte di don Davide Cereda e mi unisco a tutti voi nell’elevare la preghiera cristiana di suffragio. Quella di don Davide fu una vocazione adulta: venne infatti ordinato prete nel 1962, nel suo trentacinquesimo anno di vita, dopo aver già maturato una certa esperienza in ambito lavorativo. Celebrò la sua prima Santa Messa proprio nella vostra comunità, alla quale rimase sempre affettuosamente legato, tanto da voler tornare a concludere qui il suo percorso pastorale. Ripercorriamone brevemente insieme le tappe: destinato inizialmente come vicario a Verano, divenne poi parroco a Calcinate del Pesce e, nel 1982, a Ferno. Sempre arguto, intelligente nelle sue proposte e nel suo modo di relazionarsi, aiutato anche dal suo buon carattere, don Davide seppe farsi amare dai suoi fedeli. I giovani, in particolare, erano attirati e coinvolti dalla sua testimonianza di uomo attivo, dinamico, e tuttavia capace di custodire un profondo rapporto con il Signore. Anche voi, probabilmente, l’avrete spesso trovato in chiesa, immerso nel raccoglimento della preghiera. Dal 1997, rimesso il mandato, fu nuovamente qui, alla Sacra Famiglia, dove continuò a rendersi disponibile, soprattutto per la celebrazione dell’Eucaristia e del sacramento del perdono. Infaticabile, servì come cappellano gli ammalati del Policlinico Città di Monza, si occupò della Terza Età, seguì la pastorale del lavoro dell’intero decanato e il gruppo liturgico parrocchiale. La malattia sopraggiunta negli ultimi anni avvolse ancora di più nel mistero imperscrutabile di Dio l’esistenza di questo generoso sacerdote, senza nulla togliere in luminosità alla sua testimonianza evangelica. Sinceramente riconoscenti per tutto ciò che ha donato alla nostra Chiesa Ambrosiana, salutiamo dunque ora un’ultima volta insieme don Davide e affidiamolo all’abbraccio misericordioso del Padre. Con affetto, invoco su tutti voi la benedizione del Signore.

 

 

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