Luraghi

Sabato 31 ottobre è morto don Cesare Luraghi.

Nato a Milano l’11 febbraio 1931.

Ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 26 giugno 1955.

– Dal 1955 al 1957 e dal 1959 al 1963 Vice Rettore del Collegio di Saronno.

– Dal 1957 al 1959 Vicario parrocchiale a Milano – Gesù, Maria e Giuseppe.

– Dal 1963 al 1964 Vicario parrocchiale a Milano – Beata Vergine Assunta in Bruzzano.

– Dal 1964 al 1975 Vicario parrocchiale a Milano – S. Marco.

– Dal 1975 al 1980 Rettore del pensionato S. Filippo a Milano.

– Dal 1980 al 2006 Parroco a Introbio – S. Antonio Abate, poi residente.

– Dal 1998 al 2000 e dal 2004 al 2005 Decano del decanato “Primaluna”.

Lettera dell’Arcivescovo ai fedeli
della parrocchia Sant’Antonio Abate di Introbio

Carissimi fedeli, partecipo con viva commozione al vostro cordoglio per la morte di don Cesare Luraghi e mi unisco a tutti voi nell’elevare la preghiera cristiana di suffragio proprio nei giorni in cui la Liturgia ci fa celebrare il ricordo di tutti i nostri cari defunti. Ordinato nel 1955, dopo i primi incarichi come vice-rettore del Collegio di Saronno, coadiutore a Bruzzano e Milano San Marco, nel 1980 don Cesare divenne parroco di Introbio, incarico che ricoprì per ben 26 anni. E in questa parrocchia ha concluso il suo lungo e fecondo cammino terreno. Don Cesare è stato un prete esemplare, punto di riferimento per la sua gente che ha amato e da cui si è sentito sempre ben voluto. Un prete contento di essere stato chiamato a seguire Gesù nella Chiesa Ambrosiana. Di carattere buono, generoso e disponibile, riceveva forza da una fede semplice, segnata da uno stretto legame con la Vergine Maria venerata in particolar modo a Biandino. Sebbene negli ultimi tempi la malattia ne avesse minato il fisico, limitandolo nelle normali attività pastorali, mai venne meno la sua preghiera di intercessione, offerta soprattutto durante la concelebrazione dell’Eucaristia per la parrocchia che per tanti anni aveva amato e servito. Riconoscenti per la sua generosa testimonianza evangelica, salutiamo dunque ora un’ultima volta insieme don Cesare, lo affidiamo all’abbraccio misericordioso del Padre, domandandogli di continuare a vegliare sul nostro cammino. Con affetto, invoco su tutti voi la benedizione del Signore.

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