Sirio 22-29 febbraio 2024
Share

Beni culturali

Il traffico illecito ha pene inadeguate

Reclusione e multe minime a causa del vuoto legislativo

di Maria Luisa MENOZZI CANTELE Avvocato

6 Febbraio 2017

I giornali recentemente hanno riportato la notizia del ritrovamento ad opera della Polizia della Finanza di due tele di Van Gogh da 100 milioni di dollari ciascuna, a casa del narcotrafficante Raffaele Imperiale a Castellamare di Stabia; se non ci fosse stata di mezzo la droga non avrebbe rischiato gran che.

Il Codice dei beni culturali, varato nel 2004 dall’allora ministro Giuliano Urbano, ipotizza in realtà nel titolo IV diversi casi di illeciti nei confronti dei beni culturali indicando le pene relative.

Per l’articolo 174, l’ipotesi di uscita o asportazione all’estero di cose di interesse storico-artistico senza attestato di libera circolazione o licenza di esportazione è punita con la reclusione da 1 a 4 anni o con la multa da euro 258 a euro 5165.

Per l’articolo 175, le violazioni in materia di ricerche archeologiche sono punite con l’arresto sino ad 1 anno e l’ammenda da euro 310 a euro 3.099, nel caso di chiunque esegua ricerche archeologiche o in genere opere di ritrovamento di cose indicate nell’articolo 10 del Codice dei beni culturali, senza concessione ovvero non osserva la prescrizione data dall’Amministrazione.

Per l’articolo 176, nel caso di impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato indicati nell’articolo 10, la pena prevista è della reclusione sino a 3 anni e con la multa da euro 31 a euro 516.

Per l’articolo 178, sulla contraffazione di opera d’arte, è punito con la reclusione da 3 mesi sino a 4 anni e con la multa da euro 103 a euro 3.099 chiunque al fine di trarne profitto contraffà, altera o riproduce un’opera di pittura, o scultura o grafica ovvero un oggetto d’antichità di interesse storico o archeologico.

Si osserva che le previsioni e le relative sanzioni esistono ma tuttavia non presentano una rilevante forza coercitiva al fine di tutelare effettivamente i beni culturali che da tempo sono eccessivamente esposti ai predatori con danni considerevoli al patrimonio culturale dello Stato.

La previsione della reclusione negli articoli 174 e 178 è per un tempo massimo di 4 anni; all’articolo 175 per le violazioni in materia di ricerche archeologiche è previsto l’arresto sino ad 1 anno.

Le pene pecuniarie hanno un’indicazione assolutamente inadeguata con la multa negli articoli 174 – 176 – 178 al massimo di euro 5.165; nell’articolo 175 l’ammenda prevista è da euro 310 a euro 3.099.

La riforma del Codice dei beni culturali, varato nel lontano 2004 dal ministro Urbano giace senza esito; nell’autunno 2011 l’allora Ministro dei beni culturali, Giancarlo Galan, aveva portato in Consiglio dei ministri un disegno di legge per raddoppiare le pene da 3 a 6 anni con l’effetto di arrestare il predatore portandolo in cella.

Dopo la caduta del Governo Berlusconi venivano Monti, Letta e Renzi, ma la legge rimaneva bloccata in Commissione Bilancio senza che si manifestasse la volontà politica di risolvere il problema.

Con il decreto legge 70/2011 era stata portata una modifica parziale al Codice dei beni, culturali ad opera del ministro Galan, riguardante una delle condizioni essenziali per considerare un bene tutelato come bene culturale. Veniva infatti innalzato da 50 a 70 anni il requisito temporale attestante la presunzione di culturalità del bene ed il divieto di vendere beni immobili.

Con un simile vuoto legislativo non c’è da stupirsi che siano state sottratte due importantissime tavole di Van Gogh, come il dipinto della spiaggia di Scheveningen.

Si calcola inoltre che 22.252 siano gli oggetti tra quadri, statue, tavole, reperti archeologici illecitamente sottratti.

Altri clamorosi esempi sono il ritrovamento del monumento funerario con figure di gladiatori, di Lucus Feroniae a Flano Romano, ridotto in 12 pezzi in attesa del compratore; il miracoloso recupero dell’eccezionale Sarcofago delle Muse, trovato da un tombarolo a Ostia antica, prima che con un cric da carrozziere il trafficante staccasse le statuine l’una dall’altra per venderle separatamente; infine, la grande statua di Caligola in trono, scoperta nella villa dell’antico imperatore romano a Nemi, che caricata su un camion stava per essere trasportata all’estero.