Le azioni intraprese dagli organismi internazionali nelle aree di crisi nel mondo

di Maria Luisa MENOZZI CANTELE

Onu_Palazzo di Vetro

Gli sconvolgenti avvenimenti internazionali attuali richiamano i contenuti degli importanti organismi che presiedono alla organizzazione e alla sicurezza internazionale.

L’Onu, l’organizzazione internazionale politica intergovernativa, a carattere universale, nata nel 1945 al termine del secondo conflitto mondiale, è preposta oltre che al mantenimento della pace internazionale, ai diversi aspetti delle relazioni internazionali tra gli Stati.

L’Onu ha carattere permanente; privilegi e immunità sono garantiti da una convenzione approvata dall’Assemblea il 13 maggio 1946.

L’Italia è stata ammessa all’Onu nel 1955.

L’Organismo è strutturato con un’Assemblea generale, organo sovrano, alla quale partecipano tutti gli Stati appartenenti all’Organizzazione, che si ripartisce in più commissioni: politica, economica, sociale e giuridica.

Organo esecutivo è il Consiglio di sicurezza composto da 15 membri, di cui 5 permanenti con diritto di veto: Cina, Francia, Gran Bretagna, Usa e Russia.

Dopo Brexit è la Francia l’unico membro europeo del Consiglio di sicurezza dell’Onu. La Francia, con il generale De Gaulle, nel 1966 era uscita dal Comando militare integrato per poter proseguire il proprio programma di difesa nucleare, ma vi è rientrata nel marzo 2009.

Altri componenti sono: il Consiglio economico sociale, il Consiglio per l’amministrazione fiduciaria, la Corte internazionale di giustizia, il Segretariato, oltre a istituzioni specializzate sempre con carattere universale: Unesco, per la cultura, istituita nel 1946; Fmi, Fondo monetario internazionale; Oms, sanità; Commissione emigranti.

Il Consiglio di sicurezza emette risoluzioni ai fini del mantenimento della pace internazionale cui gli Stati devono adempiere a pena di sanzioni in caso di aggressioni per legittima difesa (articolo 51) e nello stato di necessità (articolo 62).

Organo militare dell’organizzazione internazionale è la Nato (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) è stata istituita il 4 aprile 1949.

Gli obbiettivi dell’attività della Nato sono definiti dall’articolo 5 del trattato Nato che statuisce: «Le parti concordano che un attacco armato contro una o più di esse, in Europa o in America settentrionale, deve essere considerato come un attacco contro tutte e di conseguenza concordano che, se tale attacco armato avviene, ognuna di esse, in esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva, riconosciuto dall’articolo 51 dello Statuto delle Nazioni unite, assisterà la parte o le parti attaccate prendendo immediatamente, individualmente o in concerto con le altre parti, tutte le azioni che ritiene necessarie, incluso l’uso della forza armata, per ripristinare e mantenere la sicurezza dell’area Nord Atlantica».

Per la prima volta nella storia la Nato invoca l’articolo 5 in risposta all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 e dopo tale data si configura come l’Organizzazione mondiale per la lotta contro il terrorismo internazionale.

L’attività della Nato è subordinata alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che è preposto a intervenire in tema di azioni a tutela della pace internazionale.

Ogni attività della Nato nasce da decisioni prese dal consenso unanime e ogni Paese ha diritto di veto.

Attualmente fanno parte della Nato 29 Stati (il Montenegro è membro da ultimo dal 5 giugno 2017).

Gli Stati per aderire alla Nato devono ottenere l’approvazione di tutti gli Stati membri attuali. 22 Stati sono anche membri dell’Unione europea (Ue) e 24 sono membri dell’Unione dell’Europa occidentale (Ueo) che con il Trattato di Lisbona è passata sotto il controllo Ue, per questo il peso dell’Ue è aumentato nelle decisioni Nato.

L’organizzazione militare è articolata in vari comandi con sede in vari Paesi membri.

L’organizzazione politica della Nato si articola nel Consiglio del Nord atlantico formato da rappresentanti permanenti e presieduto dal Segretario generale che rappresenta la Nato a livello internazionale e dall’Assemblea parlamentare formata dai legislatori dei Paesi membri.

La caduta del muro di Berlino nel 1989, lo scioglimento nel 1991 del Patto di Varsavia (alleanza militare promossa dall’Unione Sovietica contrapposta alla Nato), la frammentazione dell’Urss con l’adesione alla Nato di Repubblica Ceca, Ungheria, Romania, Polonia, Slovacchia, Bulgaria, Estonia, Lituania nel 2004 e Albania nel 2005, hanno fatto venir meno la principale ragione dell’alleanza, ossia la contrapposizione al blocco sovietico, così che la Nato ha ampliato il suo raggio d’azione sul piano politico intraprendendo missioni anche fuori dall’area atlantica.

Nell’aprile 2003 infatti ha assunto il comando nella missione internazionale Isaf, istituita dalle Nazioni unite nel 2001, responsabile dell’ordine della sicurezza dell’Afghanistan, e ha assunto il coordinamento delle azioni militari svolte in Libia dagli Stati membri nella prima guerra civile libica dalla quale si ritirerà il 20 ottobre 2011 dopo l’uccisione del colonnello Gheddafi.

La Nato si collega inoltre ai Paesi terzi con il paternariato Euro – Atlantico (Eapc) – creato il 27 maggio 1997, cui partecipano 27 Paesi tra cui ex repubbliche sovietiche – e con il paternariato per la pace (Pfp), Nato e Paesi esterni per garantire la giustizia e la cooperazione umanitaria nel rispetto dei diritti umani.

Il rapporto transatlantico che lega la sicurezza dell’Europa con quella del Nord America è concreto ma tuttavia va coltivato e anche potenziato. La Commissione europea ha deciso di lanciare il Fondo europeo per la difesa. L’Italia è invitata anch’essa a partecipare all’importante programma di integrazione europea in materia di difesa, partecipando a pieno titolo alle scelte strategiche collaborando con mezzi e ricerche al passo con gli altri Paesi europei.

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