Inaugurato alla presenza di mons. Bosatra il nuovo archivio storico che conserva documenti e pergamene degli ultimi cinque secoli. Il testo originale più antico risale al 1519.

di Saverio CLEMENTI
Redazione

Le radici di Legnano hanno trovato una nuova sede. Cinque secoli di storia locale sono infatti conservati nell’Archivio storico della parrocchia di San Magno. Un “luogo della memoria” che recentemente è stato riorganizzato e collocato in alcuni locali posti al primo piano di un edificio situato alle spalle del Centro San Magno. Un trasloco reso possibile da finanziamenti della Fondazione Ticino-Olona e dei Lions Club “Legnano Carroccio” e “Legnano Host”. All’inaugurazione ha partecipato mons. Bruno Bosatra, direttore dell’Archivio storico diocesano di Milano. «È un patrimonio culturale prezioso – spiega il curatore Giuseppe Rovera -, significativo per antichità e quantità del materiale raccolto. Una fonte essenziale per redigere la storia delle multiformi espressioni della vita religiosa, culturale e civile della città di Legnano e non solo. Questo archivio è di fondamentale importanza per coloro che si interessano della storia locale e ospita con sempre maggiore frequenza studenti che elaborano tesi di laurea e studiosi di storia e arte».
San Magno – che fino al 1907 fu l’unica parrocchia della città – conserva i registri anagrafici dal 1577 ad oggi. Atti preziosi per poter ricostruire la genealogia delle famiglie, ma anche la condizione sociale e civile della popolazione. Se facciamo parlare le carte, si ricava quali sono le famiglie più antiche: Vismara, Lampugnani, Oldrini, Crivelli, Bossi. Nomi che compaiono pure negli atti di compravendita, nei testamenti, nei contratti di affitto, nei legati. L’originale più antico in assoluto è datato 30 agosto 1519 ed è un atto della causa tra i deputati di San Magno e gli eredi di Giacomo Antonio Lampugnani relativo a un lascito da questi fatto per la cappella di San Pietro. Particolarmente curiose sono le ricevute di pagamento firmate da Bernardino Lanino per gli affreschi da lui eseguiti in Basilica (1565).
Un significativo valore storico è rappresentato dalle pergamene. L’Archivio ne conserva parecchie e di varie epoche. Molte sono Bolle papali autografe, munite di sigillo, e portano la firma di Clemente VII (1602), Urbano IX (1632), Innocenzo X (1652) e di altri pontefici, scritte per l’assegnazione di incarichi o di investiture ecclesiastiche. Un capitolo a parte meritano i vari Liber Chronicus compilati nei secoli dai vari prevosti che si sono succeduti alla guida della parrocchia. Accanto a considerazioni di natura strettamente religiosa non è difficile incontrare annotazioni sui principali eventi nazionali e locali. Il periodo più recente è ricostruibile attraverso le pagine del settimanale cattolico Luce, di cui si conservano le raccolte complete dal 1958 al 2007, anno in cui ha cessato le pubblicazioni.
Se Legnano può oggi disporre di un simile ambiente per ripercorrere un tratto così lungo di storia locale lo si deve al lavoro di numerose persone. Tra costoro vi è sicuramente Tarcisio Turconi, che ha dedicato 20 anni a riorganizzare e catalogare il materiale. Altri che hanno offerto il loro contributo sono Giovanna Bonelli, Maria Teresa Simontacchi e Giuseppe Rovera. Le radici di Legnano hanno trovato una nuova sede. Cinque secoli di storia locale sono infatti conservati nell’Archivio storico della parrocchia di San Magno. Un “luogo della memoria” che recentemente è stato riorganizzato e collocato in alcuni locali posti al primo piano di un edificio situato alle spalle del Centro San Magno. Un trasloco reso possibile da finanziamenti della Fondazione Ticino-Olona e dei Lions Club “Legnano Carroccio” e “Legnano Host”. All’inaugurazione ha partecipato mons. Bruno Bosatra, direttore dell’Archivio storico diocesano di Milano. «È un patrimonio culturale prezioso – spiega il curatore Giuseppe Rovera -, significativo per antichità e quantità del materiale raccolto. Una fonte essenziale per redigere la storia delle multiformi espressioni della vita religiosa, culturale e civile della città di Legnano e non solo. Questo archivio è di fondamentale importanza per coloro che si interessano della storia locale e ospita con sempre maggiore frequenza studenti che elaborano tesi di laurea e studiosi di storia e arte».San Magno – che fino al 1907 fu l’unica parrocchia della città – conserva i registri anagrafici dal 1577 ad oggi. Atti preziosi per poter ricostruire la genealogia delle famiglie, ma anche la condizione sociale e civile della popolazione. Se facciamo parlare le carte, si ricava quali sono le famiglie più antiche: Vismara, Lampugnani, Oldrini, Crivelli, Bossi. Nomi che compaiono pure negli atti di compravendita, nei testamenti, nei contratti di affitto, nei legati. L’originale più antico in assoluto è datato 30 agosto 1519 ed è un atto della causa tra i deputati di San Magno e gli eredi di Giacomo Antonio Lampugnani relativo a un lascito da questi fatto per la cappella di San Pietro. Particolarmente curiose sono le ricevute di pagamento firmate da Bernardino Lanino per gli affreschi da lui eseguiti in Basilica (1565).Un significativo valore storico è rappresentato dalle pergamene. L’Archivio ne conserva parecchie e di varie epoche. Molte sono Bolle papali autografe, munite di sigillo, e portano la firma di Clemente VII (1602), Urbano IX (1632), Innocenzo X (1652) e di altri pontefici, scritte per l’assegnazione di incarichi o di investiture ecclesiastiche. Un capitolo a parte meritano i vari Liber Chronicus compilati nei secoli dai vari prevosti che si sono succeduti alla guida della parrocchia. Accanto a considerazioni di natura strettamente religiosa non è difficile incontrare annotazioni sui principali eventi nazionali e locali. Il periodo più recente è ricostruibile attraverso le pagine del settimanale cattolico Luce, di cui si conservano le raccolte complete dal 1958 al 2007, anno in cui ha cessato le pubblicazioni.Se Legnano può oggi disporre di un simile ambiente per ripercorrere un tratto così lungo di storia locale lo si deve al lavoro di numerose persone. Tra costoro vi è sicuramente Tarcisio Turconi, che ha dedicato 20 anni a riorganizzare e catalogare il materiale. Altri che hanno offerto il loro contributo sono Giovanna Bonelli, Maria Teresa Simontacchi e Giuseppe Rovera.

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