Il rapporto-denuncia “Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011” e l’avvio di un’informazione avanzata

a cura di Giovanna Pasqualin TRAVERSA

crisi umanitarie

«Non siamo sicuri che le parole siano in grado di salvare vite, ma sappiamo con certezza che il silenzio può uccidere. Per questa ragione continuiamo a stimolare i media a parlare delle crisi umanitarie». Così Kostas Moschochoritis, direttore generale della sezione italiana di “Medici senza frontiere” (Msf), che questa mattina ha pubblicato il rapporto Le crisi umanitarie dimenticate dai media 2011 (Marsilio Editori), realizzato per l’ottavo anno in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia.

Per il 2011, Msf ha deciso di porre l’attenzione su come i tg italiani hanno trattato le migrazioni a seguito delle rivolte in Tunisia, Egitto e Libia, e su due fronti di crisi: le “crisi sanitarie” – malnutrizione in Somalia, Hiv/Aids e le malattie tropicali dimenticate – e le “crisi umanitarie” su cui i riflettori dei media italiani si sono accesi solo parzialmente: Costa d’Avorio, Sudan e Sud Sudan, Bahrein Repubblica democratica del Congo.

Assente la voce di migranti

L’indagine analizza lo spazio dedicato in un anno dalle edizioni serali – prime time dei tg Rai, Mediaset e La7 – alle crisi individuate da Msf. Nel 2011 i telegiornali hanno dedicato circa il 10% del totale dei servizi a contesti di crisi, a conflitti e a emergenze umanitarie e sanitarie, e tra questi spiccano naturalmente le rivolte della primavera araba (Libia in primis) e il terremoto in Giappone. È proprio questa attenzione a spiegare l’incremento rispetto al 6% del 2009.

Per quanto riguarda l’arrivo in Italia dei migranti in fuga da Libia, Tunisia ed Egitto, Msf informa che «nel 2011 sono state dedicate 1.391 notizie al tema», ma per parlare soprattutto di «emergenza» trascurando «le condizioni medico-sanitarie» di queste persone. «Il dato più sconcertante – osserva Moschochoritis – è che in questi servizi è praticamente assente la voce dei migranti. I protagonisti cui è data voce sono nel 65% dei casi i politici, fra governo e amministrazioni locali. Alle testimonianze dei migranti è stato riservato solo il 14% dello spazio; il 12% alle comunità locali e il 10% alle realtà impegnate nella gestione del fenomeno – Forze dell’ordine, esponenti religiosi, società civile, organizzazioni». Nelle immagini utilizzate, inoltre, i bambini che approdano sulle coste italiane sono mostrati in video senza nasconderne il volto.

Riflettori su Barhein, Burkina Faso, Mauritania e Niger

Stride, in particolare, il contrasto tra i 5 servizi dedicati nel 2011 al Congo o le 41 notizie sull’emergenza nutrizionale del Corno d’Africa, e le ben 413 notizie sulle nozze reali di William e Kate. «Il Congo – osservano dall’organizzazione – in realtà è totalmente scomparso», l’Aids «è ormai invisibile. E, altrettanto drammaticamente, si ignora la crisi finanziaria in cui versa il Fondo globale per la lotta contro Aids, tubercolosi e malaria, che, se non affrontata, avrà effetti devastanti per i pazienti affetti da Hiv/Aids e tubercolosi multiresistente ai farmaci».

Msf esprime, inoltre, grave preoccupazione per il Bahrein (dove da marzo non è più autorizzata a entrare), Paese vittima di «una crisi pressoché ignorata dai media, ma gravissima ed esemplare dal punto di vista della manipolazione dell’assistenza medica come strumento di identificazione e arresto dei dimostranti». Ma è anche la condizione dei rifugiati dal Mali fuggiti in Burkina Faso, Mauritania e Niger la crisi su cui oggi l’organizzazione chiede di accendere i riflettori.

«Il Burkina Faso – spiega ancora il direttore generale Msf – è, dopo la Mauritania, il Paese con il più alto numero di rifugiati in fuga dal Mali dove fornire assistenza medica è estremamente difficile e i rifugiati continuano ad arrivare, di giorno in giorno, mentre l’aiuto internazionale è lento e insufficiente. Chiediamo ai media italiani di accendere un riflettore su quest’area del tutto dimenticata, colpita pesantemente dalla siccità e dall’insicurezza alimentare».

 

Un’app per Iphone e Android

Proprio per «aggiornare gli utenti sulle sfide e l’impegno di Msf in difesa delle popolazioni più vulnerabili» e «rendere visibili le sofferenze di milioni di persone», l’organizzazione ha oggi annunciato il lancio di “Msf-Senza mai restare a guardare”, una nuova applicazione mobile gratuita per iPhone e Android (http://app.msf.it) con cui sarà possibile vedere sul proprio smartphone il tg di “Medici senza frontiere”.

Il rapporto è scaricabile da www.medicisenzafrontiere.it

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