Per ricordare l'anniversario giovedì 7 maggio, alle 21, solenne celebrazione eucaristica aperta a tutti

Saverio CLEMENTI
Redazione

C’è un angolo di Legnano dove le giornate sono scandite dai tempi della preghiera. Si trova dove uno meno se lo aspetta: tra l’autostrada dei Laghi (una delle più trafficate d’Europa) e la vecchia caserma dei bersaglieri. Come dire: guerra e pace. È il piccolo monastero delle Carmelitane scalze: un angolo di tranquillità situato nel cuore di un’area che normalmente conosce ben altri suoni e ritmi. Il cardinale Tettamanzi ha dedicato una delle tappe della sua visita pastorale alla comunità (17 monache in tutto) invitando, per la recita dei vesperi, i consacrati e le consacrate del decanato nella chiesetta del monastero dedicata a San Giuseppe lavoratore. Un momento di preghiera intenso e partecipato, che si è anche trasformato in un corale ringraziamento per questa presenza orante che dura ininterrottamente da 60 anni.
La fondazione del monastero risale a un avvenimento drammatico: il terribile bombardamento aereo di Milano del 13 febbraio 1943 durante il quale una giovane donna, Margherita Negri, perse quasi tutti i suoi familiari. Sepolta per lunghe ore sotto le macerie della sua casa, sentì nascere la convinzione profonda – qualora fosse sopravvissuta – di donare per sempre la sua vita al Signore. Una vocazione che si realizzò nel 1946 con l’ingresso nel Carmelo di Milano. Da qui suor Orsola Maria, insieme ad altre 8 sorelle, partì in seguito per fondare un nuovo monastero a Legnano. Era il 7 maggio 1949. Esattamente 60 anni fa. Del gruppo delle fondatrici faceva parte suor Maria di Gesù (al secolo Angelina Paternò Castello dei principi di Biscari), che aveva alle spalle un storia singolare: sposatasi appena diciannovenne con Ignazio Paternò Castello, dopo 25 anni di matrimonio decise di farsi carmelitana, mentre il marito divenne sacerdote barnabita a Monza.
In 60 anni di storia, al Carmelo di Legnano non sono mai mancate le vocazioni. Per questo è stato possibile fondare, nel 1967, un nuovo monastero a Lodi, inviare alcune sorelle al Carmelo di Ferrara nel 1977, partecipare alla fondazione del Carmelo camerunese di Etoudi-Yaoundè nel 1987 e, nel 1991, incrementare con 6 monache la comunità di Concenedo di Barzio. Tra le madri superiore che si sono succedute nel corso degli anni, un segno particolare è stato lasciato da Madre Maria Elisabetta della SS. Trinità, al secolo Giannina Arrigoni. Nata a Varedo nel 1935, entrò nel Carmelo di Legnano nel 1957 dove restò fino alla morte avvenuta il 24 febbraio 2004. Più volte Priora della comunità, fu tra le fondatrici (e anche presidente) dell’associazione Regina Pacis che raggruppa i monasteri italiani. È anche grazie alle sue intuizioni se oggi la comunità è un significativo punto di riferimento spirituale per l’intero decanato di Legnano. Per ricordare i 60 anni di questa presenza, giovedì 7 maggio (ore 21), nella chiesa del monastero, è in programma una solenne celebrazione eucaristica organizzata dalla parrocchia di San Pietro ma aperta a tutti gli amici delle Carmelitane. C’è un angolo di Legnano dove le giornate sono scandite dai tempi della preghiera. Si trova dove uno meno se lo aspetta: tra l’autostrada dei Laghi (una delle più trafficate d’Europa) e la vecchia caserma dei bersaglieri. Come dire: guerra e pace. È il piccolo monastero delle Carmelitane scalze: un angolo di tranquillità situato nel cuore di un’area che normalmente conosce ben altri suoni e ritmi. Il cardinale Tettamanzi ha dedicato una delle tappe della sua visita pastorale alla comunità (17 monache in tutto) invitando, per la recita dei vesperi, i consacrati e le consacrate del decanato nella chiesetta del monastero dedicata a San Giuseppe lavoratore. Un momento di preghiera intenso e partecipato, che si è anche trasformato in un corale ringraziamento per questa presenza orante che dura ininterrottamente da 60 anni.La fondazione del monastero risale a un avvenimento drammatico: il terribile bombardamento aereo di Milano del 13 febbraio 1943 durante il quale una giovane donna, Margherita Negri, perse quasi tutti i suoi familiari. Sepolta per lunghe ore sotto le macerie della sua casa, sentì nascere la convinzione profonda – qualora fosse sopravvissuta – di donare per sempre la sua vita al Signore. Una vocazione che si realizzò nel 1946 con l’ingresso nel Carmelo di Milano. Da qui suor Orsola Maria, insieme ad altre 8 sorelle, partì in seguito per fondare un nuovo monastero a Legnano. Era il 7 maggio 1949. Esattamente 60 anni fa. Del gruppo delle fondatrici faceva parte suor Maria di Gesù (al secolo Angelina Paternò Castello dei principi di Biscari), che aveva alle spalle un storia singolare: sposatasi appena diciannovenne con Ignazio Paternò Castello, dopo 25 anni di matrimonio decise di farsi carmelitana, mentre il marito divenne sacerdote barnabita a Monza.In 60 anni di storia, al Carmelo di Legnano non sono mai mancate le vocazioni. Per questo è stato possibile fondare, nel 1967, un nuovo monastero a Lodi, inviare alcune sorelle al Carmelo di Ferrara nel 1977, partecipare alla fondazione del Carmelo camerunese di Etoudi-Yaoundè nel 1987 e, nel 1991, incrementare con 6 monache la comunità di Concenedo di Barzio. Tra le madri superiore che si sono succedute nel corso degli anni, un segno particolare è stato lasciato da Madre Maria Elisabetta della SS. Trinità, al secolo Giannina Arrigoni. Nata a Varedo nel 1935, entrò nel Carmelo di Legnano nel 1957 dove restò fino alla morte avvenuta il 24 febbraio 2004. Più volte Priora della comunità, fu tra le fondatrici (e anche presidente) dell’associazione Regina Pacis che raggruppa i monasteri italiani. È anche grazie alle sue intuizioni se oggi la comunità è un significativo punto di riferimento spirituale per l’intero decanato di Legnano. Per ricordare i 60 anni di questa presenza, giovedì 7 maggio (ore 21), nella chiesa del monastero, è in programma una solenne celebrazione eucaristica organizzata dalla parrocchia di San Pietro ma aperta a tutti gli amici delle Carmelitane.

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