In due volumi, ricchi di testi e foto, gli autori ripercorre due millenni di storia, rivelando il vero volto della Chiesa con le sue luci e le sue ombre...


Redazione

16/05/2008

di Alessandra BOGA

L’opera in due volumi si propone di tracciare un sintetico quadro della “Chiesa di Cristo in cammino nel tempo”, senza “dire nulla di falso, non tacere nulla di vero”. Riconosciute le sue luci, ma anche le ombre nella storia della Chiesa, non si può fare altrimenti. Se però questa è un’istituzione fatta da esseri umani, ha naturalmente un “volto” divino: “la presenza e l’opera dello Spirito Santo che guida in modo insondabile il procedere dei fedeli”. Come nel concetto di teologia ed ecclesiologia storica dello studioso Hubert Jedin (1900-1980).

La storia della Chiesa appartiene di diritto alla teologia a causa del suo oggetto che è la Chiesa, cioè il Corpo mistico di Cristo, il popolo di Dio, il «mistero» della Chiesa, come descritto nel I capitolo della Lumen Gentium, e come si afferma nel simbolo di fede «Et unam sanctam, catholicam, et apostolicam Ecclesiam».

Con la fede che comprende il fatto che la fondazione della Chiesa è opera di Cristo, con l’ausilio dello Spirito Santo. Perché Gesù stesso ha annunciato il suo regno non in modo escatologico, bensì sulla base di una Chiesa: la “sua” Chiesa (v. Ecclesiam Suam di Paolo VI nel 1964). Con dodici apostoli scelti da lui e Simon Pietro a capo per predicare il Vangelo, impartire il Battesimo, di ripetere il suo memoriale, di perdonare i peccati sulla terra (“sciogliere” e “legare”). Non per questo la Chiesa è stata abbandonata a se stessa dopo l’Ascensione di Cristo. Tutt’altro.

Egli ha garantito la sua eterna presenza: “Io sono con voi tutti giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Questa è di fatto la storia della Chiesa: la storia della comunità fondata da Cristo e guidata dallo Spirito Santo. Non una comunità “invisibile”, né di “veri credenti” (come secondo i luterani) né di “predestinati” (come secondo i calvinisti), né secondo un modello carismatico di “Chiesa delle anime”, ma una Chiesa “visibile e storica”, tra persone concrete e il “mistero” di un’identità trascendente che si è incarnata entrando nella storia. Come dice San Leone I Magno (440-461), “Ante tempora manens, esse coepit in tempore”, ovvero “Rimanendo prima dei tempi, ha cominciato a esistere nel tempo”.

Con la persona di Cristo che continua a vivere in essa, nell’umanità di coloro che la costituiscono. O per dirla con Yves Congar (1904-1995) attraverso la “divinizzazione dell’umanità”. La Chiesa dunque ha sostanzialmente due inscindibili volti: uno della fede, uno della storia. Tuttavia formano la stessa Chiesa (Lumen Gentium, n. 8). A comprendere meglio tutto ciò aiutano le immagini evangeliche che vengono usate per definirla, riprese dalla vita pastorale e agreste (il cap. VI della Lumen Gentium parla della Chiesa come un ovile, un gregge, oppure come campo di un Dio – agricoltore, una vigna…), dalla costruzione di edifici, di una casa con all’interno una famiglia (che sono appunto gli apostoli nella Sua Casa) dal matrimonio (con la Chiesa come Sposa di Cristo).

Una Chiesa come novello Israele a cui Dio ha rinnovato le sue promesse e soprattutto dove il Regno di Dio ha la sua manifestazione concreta. A partire (per citare solo alcune tappe) dall’incontro tra cristianesimo ed ebraismo, al mondo classico romano-greco, al Medioevo dopo il crollo del Sacro Romano Impero e lo scisma tra Roma e la nascita della Chiesa orientale bizantina, passando per l’iconoclastia. La Riforma gregoriana, i quattro Concili Lateranensi, le crociate, la patristica, le eresie, l’Inquisizione, l’Ordine dei Mendicanti con i suoi teologi come quelli della scuola francescana e domenicana, in cui spicca S. Tommaso d’Aquino (1225-1274).

Un secolo dopo vi è l’esilio del Papato ad Avignone, lo scisma occidentale, il conciliarismo ecc. Fino ad arrivare al Rinascimento e all’Umanesimo di Erasmo (1460 o 1469-1536) con i quali si entra nell’era moderna, con una nuova “devotio” meno speculativa e insieme il ritorno di un entusiastico interesse per la classicità. La Riforma Protestante e la Controriforma, fino alla Rivoluzione Francese e poi all’epoca contemporanea.

Andrea Maria Erba e Pier Luigi Guiducci
“La Chiesa nella storia. Duemila anni di Cristianesimo”
365 pagine il primo volume e 769 il secondo
Ldc, Leumann (TO) 2008

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