Domenica prossima si terrà un incontro con le testimonianze sulle opere svolte e una raccolta fondi per nuovi progetti

di Silvio MENGOTTO
Redazione

Gli italiani sono ancora scossi dal vile attentato terroristico a Kabul dove sei militari italiani sono stati uccisi, seminando morte e paura anche tra la popolazione civile afghana. Eppure esiste «un Afghanistan per cui vale la pena battersi, che ha bisogno del nostro sostegno e lotta ogni giorno per diventare un Paese normale. Un Afghanistan che sta facendo progressi, che sta costruendo scuole e ospedali».
Questo è il messaggio che quattro milanesi e due straordinarie donne afghane porteranno domenica 4 ottobre, ore 21, nell’ambito un incontro pubblico presso il Teatro Studio (via Rivoli, 6) di Milano. Le due donne afghane sono Sima Samar, Presidente della Commissione per i diritti umani in Afghanistan, e Zolaykha Sherzad, fondatrice di Zarif Design a Kabul. Filippo Grandi, Paolo Lazzati, Maria Rosario e Marco Niada sono i quattro milanesi che dal 2004 ogni anno si recano in Afghanistan negli altipiani dell’Hindu Kush centrale con lo scopo di finanziare la costruzione di scuole e progetti in alcuni villaggi sperduti nella provincia di Bamyan dove, come in tutto il Paese, c’è un tasso di analfabetismo elevatissimo.
Nel 2006 i quattro milanesi hanno costituito il «Comitato Arghosha Faraway Schools» a sostegno di scuole in zone remote e disagiate. Il Comitato ha costruito 5 scuole, miste e femminili, per un totale di 2 mila alunni e che servono una comunità di 18 mila persone. In esse lavorano 40 insegnanti, metà dei quali sono donne. Sono stati inoltre attivati tre corsi di aggiornamento per 300 insegnanti, e due corsi di computer e inglese post-laurea per 20 donne. I villaggi dove le scuole sono state costruite, tutti nella provincia di Bamyan, sono Arghosha, Sar-e-Qul, Jula, Kamati e Chardeh e si trovano a oltre 2 mila metri di altitudine.
Scopo della serata è la raccolta di fondi da destinare a nuovi progetti di educazione nella provincia di Bamyan, dove la popolazione è principalmente composta dalla minoranza Hazara, di religione islamica sciita e di etnia mongola. Nei 25 anni di guerra e guerra civile le peggiori distruzioni nella provincia furono inflitte dai Talebani che distrussero non solo i Buddha giganteschi ma interi villaggi. Le scuole sono costruite dalla Shuhada Organization, un Onlus apolitica fondata da Sima Samar nel 1989, che fino ad oggi ha costruito 60 scuole, 4 ospedali, 12 cliniche, un orfanotrofio e centri per donne abbandonate.
Sima Samar, di etnia Hazara, si è sempre battuta, a rischio della propria vita, per i diritti femminili, la sanità e l’educazione in Afghanistan. Zolyakha Sherzad vive tra New York e Kabul. Nel 2001 ha fondato School of Hope, un’organizzazione non-profit che promuove l’educazione primaria e secondaria nell’Afghanistan rurale. Nel 2004 a Kabul ha creato Zarif Design, una casa di moda che impiega donne afghane e realizza abiti che sintetizzano mirabilmente tradizione e modernità. La prima collezione del 2005 è stata l’inizio di un grande successo. Gli italiani sono ancora scossi dal vile attentato terroristico a Kabul dove sei militari italiani sono stati uccisi, seminando morte e paura anche tra la popolazione civile afghana. Eppure esiste «un Afghanistan per cui vale la pena battersi, che ha bisogno del nostro sostegno e lotta ogni giorno per diventare un Paese normale. Un Afghanistan che sta facendo progressi, che sta costruendo scuole e ospedali».Questo è il messaggio che quattro milanesi e due straordinarie donne afghane porteranno domenica 4 ottobre, ore 21, nell’ambito un incontro pubblico presso il Teatro Studio (via Rivoli, 6) di Milano. Le due donne afghane sono Sima Samar, Presidente della Commissione per i diritti umani in Afghanistan, e Zolaykha Sherzad, fondatrice di Zarif Design a Kabul. Filippo Grandi, Paolo Lazzati, Maria Rosario e Marco Niada sono i quattro milanesi che dal 2004 ogni anno si recano in Afghanistan negli altipiani dell’Hindu Kush centrale con lo scopo di finanziare la costruzione di scuole e progetti in alcuni villaggi sperduti nella provincia di Bamyan dove, come in tutto il Paese, c’è un tasso di analfabetismo elevatissimo.Nel 2006 i quattro milanesi hanno costituito il «Comitato Arghosha Faraway Schools» a sostegno di scuole in zone remote e disagiate. Il Comitato ha costruito 5 scuole, miste e femminili, per un totale di 2 mila alunni e che servono una comunità di 18 mila persone. In esse lavorano 40 insegnanti, metà dei quali sono donne. Sono stati inoltre attivati tre corsi di aggiornamento per 300 insegnanti, e due corsi di computer e inglese post-laurea per 20 donne. I villaggi dove le scuole sono state costruite, tutti nella provincia di Bamyan, sono Arghosha, Sar-e-Qul, Jula, Kamati e Chardeh e si trovano a oltre 2 mila metri di altitudine. Scopo della serata è la raccolta di fondi da destinare a nuovi progetti di educazione nella provincia di Bamyan, dove la popolazione è principalmente composta dalla minoranza Hazara, di religione islamica sciita e di etnia mongola. Nei 25 anni di guerra e guerra civile le peggiori distruzioni nella provincia furono inflitte dai Talebani che distrussero non solo i Buddha giganteschi ma interi villaggi. Le scuole sono costruite dalla Shuhada Organization, un Onlus apolitica fondata da Sima Samar nel 1989, che fino ad oggi ha costruito 60 scuole, 4 ospedali, 12 cliniche, un orfanotrofio e centri per donne abbandonate.Sima Samar, di etnia Hazara, si è sempre battuta, a rischio della propria vita, per i diritti femminili, la sanità e l’educazione in Afghanistan. Zolyakha Sherzad vive tra New York e Kabul. Nel 2001 ha fondato School of Hope, un’organizzazione non-profit che promuove l’educazione primaria e secondaria nell’Afghanistan rurale. Nel 2004 a Kabul ha creato Zarif Design, una casa di moda che impiega donne afghane e realizza abiti che sintetizzano mirabilmente tradizione e modernità. La prima collezione del 2005 è stata l’inizio di un grande successo.

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