Disegni a cura di Virna Maria Paghini

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Nella nona domenica dopo Pentecoste, ci immedesimiamo in un paralitico che i suoi parenti e amici, calano dal tetto di una casa dopo averlo scoperchiato…che fatica …come mai scoperchiano il tetto di una casa per calarci un uomo ammalato steso su una barella e immobile?  Perché in quella casa  di Cafàrnao c’è Gesù e la folla è tanta, non si riesce ad entrare. Che forza questi amici….che traballio e che paura il povero paralitico e….che vergogna, tutti lo guardano, Gesù rivolgendosi a lui dice: ” Figlio, ti sono perdonati i peccati”. Ma che peccati ha fatto questo ammalato? Dobbiamo sapere che al tempo di Gesù, 2000 anni fa, tutti credevano che essere ammalati, disabili o avere qualche disgrazia, fosse un castigo di Dio per qualche peccato commesso. Ma Gesù non la pensa così, percepisce che alcuni scribi stanno pensando alla sua affermazione come ad una bestemmia  perché solo Dio può perdonare i peccati….e Gesù li precede dicendo all’uomo paralitico: “Alzati, prendi la tua barella e va a casa tua”  e spiega che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra dimostrando a tutti  che la malattia non è un castigo divino. L’uomo guarisce subito e intanto Gesù ha dimostrato che “certe cose” le può fare solo il Figlio di Dio!

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