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Propongo che il tema dell’eccellenza sia affrontato come valore da comprendere, da approfondire, da considerare con originalità per noi che riteniamo lo sport una esperienza educativa ispirata alla tradizione cristiana.

Amiche e amici dello Sport,

le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 abitano la nostra città e la nostra regione come un evento straordinario. Noi sentiamo la responsabilità di farne un invito a fare festa con tutto il mondo. Noi ci disponiamo a raccogliere la provocazione a confrontarci con i valori espressi nella carta olimpica: Excellence, Friendship, Respect.

             Propongo che il tema dell’eccellenza sia affrontato come valore da comprendere, da approfondire, da considerare con originalità per noi che riteniamo lo sport una esperienza educativa ispirata alla tradizione cristiana. Noi cristiani infatti siamo originali e interpretiamo in modo originale anche l’eccellenza.

             Gli atleti di ogni sport e di ogni età cercano l’eccellenza come un risultato dell’impegno profuso per dare il meglio di sé. Nello sforzo di superare i propri limiti puntano all’eccellenza: credono in se stessi, nelle proprie possibilità e avverto la stima di chi li accompagna, li allena, li incoraggia. La sfida è quindi quella di vincere la mediocrità, quell’assestarsi nella pigrizia, quel deprimersi nella rassegnazione. La vocazione all’eccellenza per i cristiani si accompagna alla persuasione che la vita sia vocazione e che la santità sia la terra promessa verso la quale vale la pena di mettersi in cammino. La dotazione di talenti con cui si entra nel mondo chiama alla responsabilità di rendere migliore questo mondo, per chi lo abita e per chi verrà. La pratica sportiva educa alla conoscenza di sé, all’autostima, alla consapevolezza dei propri limiti e l’appello all’eccellenza chiama a non puntare a niente di meno che al massimo possibile.

L’evento olimpico offre lo spettacolo di una eccellenza plurale. Ogni disciplina, ogni manifestazione, ogni sport di squadra e individuale porta nei Giochi olimpici gli atleti che nel loro campo si distinguono per i risultati. Ci affascina l’idea che la città prenda il volto di un villaggio olimpico: abitato da persone così diverse eppure così apprezzabili, non perché partecipano alla stessa gara, ma perché si distinguono per l’eccellenza con cui contribuiscono alla bellezza del convivere.

La città come un villaggio olimpico è una metafora per dire che i rapporti sono segnati dal gareggiare nello stimarsi a vicenda, riconoscendo nell’altro, negli altri, personalità promettenti, interessanti, da cui ci si possono attendere imprese gloriose, nello sport, come nella vita.

L’interpretazione cristiana dell’eccellenza è originale anche perché non sottovaluta il risultato, ma anzi l’apprezza come una forma di costruttiva fraternità. L’atleta gareggia per vincere: il suo obiettivo è “arrivare primo” e non “battere gli altri”. Nell’eccellenza il risultato è motivo di ammirazione e di applausi per chi vince, non di umiliazione per chi non vince. La gioia del vincitore è che sia riconosciuta la qualità della sua prestazione, non che sia negato il premio agli altri. “Vincere” non “battere”, questa è l’eccellenza alla quale vogliamo puntare.

Dunque scendiamo in campo, in pista, avviamo il cammino verso Milano Cortina 2026, cerchiamo e insegniamo l’eccellenza. E vinca il migliore. Vincano tutti. Vinciamo insieme!

Con ogni buon augurio e ogni benedizione

 

+ Mario Delpini

Arcivescovo di Milano

Milano, 17 ottobre 2022

 

Excellence

Friends and fellow sports lovers

The extraordinary event of Milano Cortina 2026 Winter Olympics is already taking shape in our city and our region. We feel the responsibility to turn this occasion into a global invitation to celebrate together with the whole world. We are ready to take up the challenge of engaging with the values expressed in the Olympic Charter: Excellence, Friendship, Respect.

I propose that excellence be understood as a value that calls for insight, openness and originality, especially for those who, like us, believe that sport is an educational experience deeply rooted with the Christian tradition. We Christians are, in fact, called to originality and we interpret excellence in an original way.

All athletes pursue excellence as a result of personal commitment and the desire to give their best. In overcoming their limits, they strive for excellence: they trust themselves, they believe in their potential and they draw strength from the esteem of those who support, train and encourage them. To overcome mediocrity, idleness, and resignation: this is the challenge.  For Christians, the vocation to excellence goes hand in hand with the conviction that life itself is a calling, and that holiness is the Promised Land towards which it is worth setting out. The talents with which we enter the world entrusts us with the responsibility of making it a better place, both for those who live in it today and for those who will come after us. Sport teaches self-knowledge, self-esteem, and awareness of one’s own limits; while the call to excellence challenges us to aim for nothing less than our absolute best.

The Olympic games offer us the opportunity to witness many forms of excellence. Every discipline, every event, every team and individual sport brings together the finest athletes. We are inspired by the idea of the city becoming an Olympic village, where people are so different from one another and yet so remarkable; not because they compete in the same race but because each contributes excellence to the beauty of living together.

The city as an Olympic village becomes a metaphor for relationships shaped by mutual respect and by striving to honour one another, recognizing in others promising and fascinating personalities from whom we can expect great achievements, in sports as in life.

The Christian understanding of excellence is original because it does not diminish the importance of results, but values them as expressions of positive fraternity. The athlete competes to win: his aim is “becoming the first” and not “defeat the others”. In this vision of excellence, victory is an occasion for admiration and applause, not for the humiliation of those who do not win. The joy  of the winner lies in recognition of achievement, not in depriving others of reward. “Winning”, not “defeating”, this is the excellence to which we aspire.

That said, let us take to the field and step on the track; let us begin our journey toward Milano Cortina 2026 by seeking and teaching excellence. And may the best win. May everyone win. Let us win together!

With every good wish and every blessing.

 

Mario Delpini

Archbishop of Milan

Milan, 17th of October 2022

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