Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione esprime il proprio vivo ringraziamento all’Arcidiocesi di Milano, per l’accoglienza della Croce degli Sportivi e per le iniziative pastorali promosse in preparazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026
Il cardinal José Tolentino de Mendonça, (Foto Siciliani - Gennari/SIR)Prot. 00453/2026
Città del Vaticano, 19 gennaio 2026
Messaggio per la Conferenza Stampa
Arcidiocesi di Milano – Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026 23 gennaio 2026
Nel quadro della propria missione di promuovere e accompagnare il dialogo della Chiesa con le espressioni fondamentali della cultura contemporanea, il Dicastero per la Cultura e l’Educazione esprime il proprio vivo ringraziamento all’Arcidiocesi di Milano, nella persona del suo Arcivescovo, S.E.R. Mons. Mario Delpini, per l’accoglienza della Croce degli Sportivi e per le iniziative pastorali promosse in preparazione ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
La Chiesa ha sempre riconosciuto nello sport una realtà umana e sociale di grande rilevanza, capace di incidere profondamente sui processi educativi e culturali. Oggi, in un contesto in cui lo sport rappresenta uno dei fenomeni più diffusi e condivisi a livello globale, tale rapporto richiede un’attenzione rinnovata e consapevole. Come ricordava san Paolo VI, già Arcivescovo di Milano, «l’uomo da evangelizzare non è un essere astratto» (Evangelii nuntiandi, 31), ma una persona inserita in una concreta realtà storica e culturale.
In questa prospettiva si colloca la presenza della Croce degli Sportivi. Essa non intende configurarsi come un gesto di carattere confessionale o proselitistico, ma come un segno che richiama il valore della dignità umana nella sua interezza. La Croce, cuore del messaggio cristiano, testimonia che Dio si rende solidale con la condizione dell’uomo, condividendone la fatica, il limite e la sofferenza, per aprirli a una speranza di senso e di trasfigurazione. In tal modo, essa diventa un segno che interpella ogni coscienza, al di là delle appartenenze religiose.
Alla luce di questa visione, l’esperienza sportiva non può essere valutata esclusivamente in base al risultato o alla prestazione, ma anche in relazione alla crescita umana e relazionale che essa è in grado di generare. La pratica sportiva educa al rispetto dell’altro, al confronto leale, alla capacità di vivere la vittoria con sobrietà e la sconfitta con responsabilità, trasformando la competizione in occasione di incontro e di maturazione personale e comunitaria.
È questo il contributo che la Chiesa intende offrire al mondo dello sport: non negare il valore della competizione, ma orientarla affinché non sia dominata da una logica individualistica, bensì aperta alla dimensione del bene comune. In questo senso, come ha ricordato Papa Leone XIV, «in una società segnata dalla solitudine e da un crescente individualismo, lo sport, soprattutto quando è vissuto in forma comunitaria, educa alla collaborazione e al camminare insieme, diventando uno strumento importante di incontro e di ricomposizione tra i popoli» (Omelia nel Giubileo dello Sport, 15 giugno 2025).
Lo sport, pertanto, possiede anche una responsabilità sociale: può contribuire a generare legami, a superare contrapposizioni e a promuovere una cultura della pace.
Il Dicastero per la Cultura e l’Educazione desidera infine esprimere il proprio apprezzamento a tutti gli operatori pastorali dell’Arcidiocesi di Milano e delle diocesi coinvolte, che offriranno il loro servizio in occasione di questo importante evento sportivo.
L’auspicio è che gli atleti, gli organizzatori e tutti i partecipanti ai Giochi Olimpici e Paralimpici possano vivere questa esperienza come un’occasione di incontro, di fraternità e di speranza condivisa
Card. José Tolentino de Mendonça
Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione


