Ogni anno, dal 2022 a oggi, l'Arcivescovo ha scritto una lettera agli sportivi per prepararsi idealmente ai Giochi invernali. Quattro le parole chiave: excellence, friendship, respects e winners
Le Lettere agli sportivi dell’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, pubblicate annualmente dal 2022 al 2025, costituiscono un itinerario unitario di preparazione culturale ed educativa ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026.
Un percorso che ha coinvolto nel tempo comunità, oratori, società sportive e scuole, su tutto il vasto territorio della Diocesi di Milano (in ciascuna delle sette zone pastorali della Diocesi) e che si è concretizzato anche attraverso il passaggio simbolico di una Fiaccola (ogni anno in due zone pastorali diverse e nell’ultimo tratto nella città di Milano), segno di una fiamma ideale capace di trasmettere i valori dello sport.
Questo cammino, denominato Ora sport on fire tour, si è concluso come percorso preparatorio e ora si apre alla fase degli eventi durante i Giochi, offrendo una chiave di lettura condivisa per accompagnare i Giochi nel loro significato umano e sociale.
I quattro passaggi dell’itinerario
Excellence (2022)
L’Arcivescovo invita a rileggere l’eccellenza non come ossessione per il primato o culto del vincitore, ma come impegno a dare il meglio di sé, evitando la mediocrità e senza schiacciare l’altro. L’eccellenza autentica non è “battere” l’altro, ma far crescere sé stessi e la comunità.
Friendship (2023)
Lo sport è presentato come linguaggio di fraternità: costruisce legami, genera amicizia, trasforma la competizione in incontro. La metafora del “villaggio olimpico” diventa immagine di una società in cui si cammina insieme, si vince e si perde senza perdere l’umanità.
Respect (2024)
Il rispetto è indicato come stile di vita, non solo come regola. Riguarda lo sguardo sull’altro, la cura dei luoghi, l’attenzione ai più fragili, il rifiuto di ogni discriminazione. Senza rispetto lo sport si snatura e diventa conflitto o sopraffazione.
Winners (2025)
La domanda finale è volutamente provocatoria: “Vinceremo le Olimpiadi e le Paralimpiadi?”
La risposta sposta il fuoco: la vera vittoria non è il medagliere, ma dimostrare che lo sport è un bene per tutta la comunità, capace di generare salute, inclusione, relazioni e speranza. Sarebbe una sconfitta se i Giochi producessero solo ansia da prestazione, idolatria del successo o esclusione.
Ecco alcuni stralci delle lettere:
Excellence (2022-2023):
«La vocazione all’eccellenza per i cristiani si accompagna alla persuasione che la vita sia vocazione e che la santità sia la terra promessa verso la quale vale la pena di mettersi in cammino. La dotazione di talenti con cui si entra nel mondo chiama alla responsabilità di rendere migliore questo mondo, per chi lo abita e per chi verrà. La pratica sportiva educa alla conoscenza di sé, all’autostima, alla consapevolezza dei propri limiti e l’appello all’eccellenza chiama a non puntare a niente di meno che al massimo possibile».
(Testo integrale)
Friendship (2023-2024):
«È necessario un cuore puro, semplice, lieto per lo “sguardo-friendship”. Chi ha il cuore puro, infatti, vede persone che possono diventare amici… Il “passo friendship” è il passo che si adatta all’atleta che si è fatto male e lo accompagna ai bordi del campo facendogli coraggio; è il passo che si ferma con chi non può camminare, che spinge la carrozzina dello spettatore speciale…. Mettiamo mano all’impresa di trasformare il paese in cui viviamo in un villaggio friendship».
(Testo integrale)
Respect (2024-2025):
«Il rispetto è un modo di guardare che riconosce nell’altro e nell’altra la dignità di persona unica, inviolabile, meritevole di stima, promessa di incontro e di buone relazioni».
«Mi piacerebbe che tutti gli atleti, di qualsiasi età e di qualsiasi sport, possano essere persone che, proprio per il fatto di essere sportive, diventano persone migliori, con l’obiettivo alto di costruire una città che incarni lo spirito delle olimpiadi e assomigli a un nuovo villaggio olimpico, dove i valori prendono forma nella vita delle persone e nei loro gesti: si curano infatti di sé per dare il meglio nello sport e nella vita (Excellence, eccellenza), sono attenti a costruire buone relazioni con gli altri (Friendship, amicizia), si prendono la responsabilità di aver cura degli altri e del mondo (Respect, rispetto)».
(Testo integrale)
Winners (2025-2026):
«Vinceremo le Olimpiadi e le Paralimpiadi? Sì, vincerà Milano, vincerà Cortina se tutto quello che precede, accompagna e segue l’evento confermerà che lo sport è un bene per le persone e per la società. È la vittoria più difficile. È la vittoria più necessaria».



