1. La Via Crucis dice: fermati un momento
Si chiama Via Crucis, cioè un percorso da compiere, ma la Via Crucis è fatta di stazioni. Quindi la Via Crucis dice a noi, dice a te: “Fermati!”.
Fermati un momento, perché quello che fai lasci traccia dentro di te, non solo nelle cose fatte, nelle parole dette e dimenticate!
Fermati un momento, perché le parole che ascolti non scivolino via come semi gettati per strada.
Fermati un momento, perché gli incontri della giornata, i volti delle persone, abbiano il tempo di interrogarti: come li hai trattati? Che cosa hai capito di quello che hanno in cuore i tuoi familiari, i tuoi vicini di casa, i tuoi colleghi di lavoro?
Fermati un momento per ascoltare il mistero della vita, riconoscere le tenebre e la luce in cui viviamo, percepire l’avvicinarsi di Dio che vuole avvolgere di luce la tua vita.
2. Perché non ti fermi?
La Via Crucis è anche una domanda: perché non ti fermi? È la stessa domanda che il poveraccio ferito e mezzo morto rivolge a chi passa oltre, secondo la parabola del buon samaritano: perché non ti fermi, sacerdote? Perché non ti fermi, levita? Forse è la stessa domanda che il patire di Gesù che percorre la via dolorosa rivolge alla gente che passa vicino indifferente: perché non vi fermate, fratelli? Infatti, c’è qualche cosa di sospetto in cui non ci si ferma.
Forse c’è un vuoto dentro: fermarsi vuol dire sentire l’imbarazzo del vuoto, del nulla. Nel silenzio non c’è nessuno che mi parla. Non c’è nessuno: sono solo. Fermarsi vuol dire far emergere qualche voce che mi spaventa, qualche ricordo di cui mi vergogno. Nel silenzio si affacciano i fantasmi, le persone che ho ferito, i peccati e le bugie. Nel silenzio abita lo spavento.
Fermarsi vuol dire lasciare spazio alle domande, alle domande inquietanti e imbarazzanti. Nel silenzio della sosta viene da domandarsi: ma io che uomo, che donna sto diventando? Ma io che cosa ho combinato nella mia vita? Ma ha senso quello che sto facendo?
Fermarsi nella Via Crucis significa incontrare Gesù: così il Cireneo, così la madre, così la Veronica, così le donne piangenti.
3. Il tempo per stare alla presenza di Gesù
«Maria di Magdala e l’altra Maria» stanno davanti al sepolcro e ci invitano a stare alla presenza di Gesù.Che cosa pensavano? Che cosa dicevano? Custodivano, io credo, la memoria di Gesù: Gesù Maestro, Gesù che libera dal demonio, Gesù che guarisce, Gesù che chiama, Gesù che coltiva amicizie, Gesù che è rifiutato e condannato dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, Gesù che soffre, Gesù crocifisso, Gesù che muore.
Maria di Magdala e l’altra Maria ci incoraggiano a fermarci: di fronte al morire di Gesù fermati, ricorda, lascia risuonare la sua parola, medita la sua parola che ha promesso la risurrezione, permetti al suo comandamento di diventare il tuo programma di vita e il tuo esame di coscienza.
Se imitiamo l’esempio delle donne al sepolcro, forse potremo anche vincere la paura di fermarci. Di fronte al mistero della morte di Gesù impariamo che dentro di noi non c’è il vuoto e il nulla, perché Gesù è entrato anche nell’abisso per annunciare la salvezza, Gesù è vivo e ti rende vivo. Se ti fermi al sepolcro di Gesù ricevi la consolazione di Gesù: non vergognarti di quello che hai fatto, accogli il perdono. Se ti fermi al sepolcro di Gesù anche le domande inquietanti ricevono risposte e possono incoraggiare la decisione di dare compimento alla tua vocazione, di compiere una svolta nella tua vita, di decidere di entrare nella morte di Gesù per essere partecipe della sua risurrezione.
Perché non ti fermi un momento?

